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Nazioni Unite: Rapporto rischio crisi idrica globale senza precedenti

Nazioni Unite: Rapporto rischio crisi idrica globale senza precedenti

K metro 0 – New York – In meno di dieci anni rischiamo una crisi idrica globale senza precedenti. Il Pianeta entro il 2030 potrebbe affrontare una carenza idrica del 40% a causa della crisi climatica e dell’aumento dei consumi d’acqua. L’allarme era già stato lanciato dal Rapporto mondiale 2020 delle Nazioni Unite sullo sviluppo

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K metro 0 – New York – In meno di dieci anni rischiamo una crisi idrica globale senza precedenti. Il Pianeta entro il 2030 potrebbe affrontare una carenza idrica del 40% a causa della crisi climatica e dell’aumento dei consumi d’acqua.

L’allarme era già stato lanciato dal Rapporto mondiale 2020 delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche. Un quadro preoccupante che è stato confermato dal Rapporto sulla situazione idrica del pianeta dell’OMM (l’Organizzazione mondiale della meteorologia) un’organizzazione intergovernativa tecnica delle Nazioni Unite che raggruppa 191 Stati Membri e Territori.

Il Rapporto dell’OMM parte dalla constatazione fondamentale che l’acqua è fonte di sviluppo sostenibile e propizia l’adattamento al cambiamento climatico. Ed è un bene prezioso. Solo lo 0,5% dell’acqua della terra è disponibile in forma di acqua dolce e può essere utilizzata come tale. Le risorse idriche sono sottoposte a una pressione crescente.

Negli ultimi 20 anni, l’accumulo di acqua terrestre – la somma di tutta l’acqua sulla superficie terrestre e nel sottosuolo, compresa l’umidità del suolo, la neve e il ghiaccio – è diminuita a un ritmo di 1 cm all’anno. Per quanto possa sembrare poco, su scala mondiale è una quantità enorme. Nel 2018 2,3 miliardi di persone (il 25% della popolazione) vivevano in paesi soggetti a stress idrico e 3,6 miliardi di persone hanno avuto un accesso inadeguato all’acqua per almeno un mese all’anno. 

Entro il 2050, si prevede che questo numero salirà a oltre cinque miliardi.

Dal 1970, i disastri legati alle inondazioni sono aumentati del 134% e la maggior parte delle vittime e delle perdite economiche sono state registrate in Asia.

La siccità ha fatto più di 700.000 vittime, la maggior parte in Africa.

Il cambiamento climatico, la crescita demografica, il degrado dell’ambiente e la ripresa dopo la pandemia di Covid non fanno che aggravare i problemi.

L’aumento delle temperature sta portando a cambiamenti nei modelli di precipitazioni con un impatto importante sulla sicurezza alimentare e sulla salute e il benessere umani.

Nel complesso, il mondo è seriamente in ritardo rispetto all’Obiettivo di sviluppo sostenibile nr. 6 delle Nazioni Unite che mira a garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti.

Gli attuali tassi di progresso devono quadruplicare per raggiungere gli obiettivi globali entro il 2030. Nonostante alcuni progressi, 107 paesi rimangono fuori strada per raggiungere l’obiettivo di gestire in modo sostenibile le proprie risorse idriche entro il 2030.

I servizi di prevenzione e allerta precoce sono insufficienti in molti paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.

Il 60% dei servizi meteorologici e idrologici nazionali – le agenzie pubbliche nazionali incaricate di fornire informazioni idrologiche di base e servizi di allerta al governo, e al settore e privato – non possiedono tutte le capacità necessarie per fornire servizi adeguati.

I sistemi di gestione, monitoraggio, previsione e allerta precoce sono frammentati e inadeguati, mentre gli sforzi finanziari globali per il clima sono insufficienti secondo il rapporto dell’OMM.

Di fronte agli stress e ai crescenti pericoli legati all’acqua come le inondazioni e la siccità, in aumento a causa del cambiamento climatico, il miglioramento di questi sistemi è assolutamente necessario. Si prevede infatti che il numero di persone che soffrono di stress idrico aumenterà vertiginosamente, aggravato dall’aumento della popolazione e dalla diminuzione della disponibilità di acqua.

“L’aumento delle temperature sta portando a cambiamenti nei modelli di precipitazioni e nelle stagioni agricole, con un impatto importante sulla sicurezza alimentare e sulla salute e il benessere umani”, afferma il segretario generale dell’OMM, Petteri Taalas.

“Lo scorso anno abbiamo registrato una continuazione di eventi estremi legati all’acqua. In tutta l’Asia, le piogge estreme hanno causato massicce inondazioni in Giappone, Cina, Indonesia, Nepal, Pakistan e India, provocando milioni di sfollati e numerose vittime.

Le inondazioni hanno causato gravi disagi non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in Europa, dove hanno provocato centinaia di morti e danni ingenti”. La mancanza di acqua continua a essere una delle principali preoccupazioni per molti paesi, soprattutto in Africa. Più di due miliardi di persone vivono in paesi con carenze idriche e soffrono della mancanza di accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari sicuri.

Nel 2020, 3,6 miliardi di persone non disponevano di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, 2,3 miliardi non disponevano di servizi igienici di base e più di 2 miliardi vivevano in paesi con difficoltà idriche senza accesso all’acqua potabile.

75 paesi hanno riportato livelli di efficienza idrica inferiori alla media, di cui 10 con livelli estremamente bassi. Ma la buona notizia è che le nazioni sono determinate a migliorare la situazione, secondo l’Accordo di Parigi, che riconosce la necessità di rafforzare i servizi climatici per l’acqua, come i sistemi di allerta precoce, e a promuovere investimenti sostenibili, che al momento, tuttavia, non sono ancora adeguati.

Circa il 60% dei servizi meteorologici e idrologici nazionali – le agenzie pubbliche nazionali incaricate di fornire informazioni idrologiche di base e servizi di allerta al governo, al pubblico e al settore privato – non possiedono tutti gli strumenti indispensabili per svolgere in modo soddisfacente la loro funzione.

Molta strada resta ancora da fare. A cominciare dall’aumento dei finanziamenti e degli investimenti essenziali per sostenere l’adattamento.

Nonostante un aumento del 9% degli impegni finanziari assunti per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile nr. 6, le risorse destinate a questo scopo sono rimasti stabili a 8,8 miliardi di dollari USA tra il 2015 e il 2019.

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