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Berlino teme la crisi umanitaria al confine tra Polonia e Bielorussia

Berlino teme la crisi umanitaria al confine tra Polonia e Bielorussia

K metro 0 – Berlino – La Germania si dichiara molto preoccupata per il deterioramento della crisi umanitaria lungo il confine della Polonia con la Bielorussia, dato che i migranti dal Medio Oriente continuano ad affluire nel tentativo di entrare nell’Ue. Parlando ai rappresentanti dei media nella capitale Berlino, il portavoce del governo Steffen Seibert

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K metro 0 – Berlino – La Germania si dichiara molto preoccupata per il deterioramento della crisi umanitaria lungo il confine della Polonia con la Bielorussia, dato che i migranti dal Medio Oriente continuano ad affluire nel tentativo di entrare nell’Ue. Parlando ai rappresentanti dei media nella capitale Berlino, il portavoce del governo Steffen Seibert ha difatti dichiarato: “Ancora una volta il governante bielorusso, il signor (Alexander) Lukashenko, sta strumentalizzando i rifugiati e i migranti e questo è del tuto inaccettabile”.

Insomma, dal punto di vista del governo federale tedesco, “è importante che le persone che sono ora sul confine, che cercano protezione, ottengano rapidamente il supporto necessario, specialmente ora che le temperature sono in calo; che possano dunque avere vestiti, cibo, le medicine necessarie. Quindi bisogna trovare rapidamente soluzioni umanitarie per loro“, ha aggiunto.

Le organizzazioni umanitarie internazionali hanno ammonito che con le gelate notturne e l’avvicinarsi dell’inverno, le condizioni dei migranti nella regione al confine tra Polonia e Bielorussia stanno diventando sempre più critiche. Nel frattempo, Seibert ha invitato la Polonia a trattare i rifugiati “secondo il diritto europeo e internazionale e i valori europei”. Diversi migranti sono già morti nella zona di confine nelle ultime settimane. La Polonia sta attualmente costruendo una recinzione lungo il confine di 418 chilometri (260 miglia), che è in gran parte costituito da una fitta foresta. Il 2 settembre, è stato dichiarato, infine, uno stato di emergenza di 30 giorni su una striscia di 3 chilometri del confine. Di conseguenza, gli operatori umanitari e i rappresentanti dei media non sono autorizzati a entrare nell’area di crisi. Varsavia sta ora pensando di estendere lo stato di emergenza per altri 60 giorni.

Una scelta appoggiata, fra l’altro, anche dall’Unione europea. Una misura decisa dal presidente polacco Andrzej Duda e confermata dalla Camera bassa, nonostante l’opposizione della sinistra e le manifestazioni degli attivisti. Due le motivazioni ufficiali che hanno spinto il governo del primo ministro Mateusz Morawiecki a chiedere un provvedimento del genere: una riguarda la sovranità dei confini, l’altra la difesa. Vale a dire, l’aumento dei migranti che cercano di superare la frontiera; e una delle maggiori esercitazioni militari congiunte, tra Russia e Bielorussia. Entrambe sono ritenute “provocazioni” del regime bielorusso di Lukashenko.

Nel frattempo, il centro per i diritti umani ‘Viasna’ ha riferito che circa 100 persone sono state arrestate a seguito di una sparatoria che ha provocato la morte di un sostenitore dell’opposizione e di un agente del Kgb. Gli arresti, ha detto l’ong, hanno avuto luogo nella capitale Minsk e in altre sette città e sarebbero collegati ai commenti fatti sui social media riguardanti la sparatoria. Gli arrestati sono accusati di insulti a funzionari governativi e incitamento all’odio, che comportano condanne fino a 12 anni di carcere. La società Epam Systems, con sede negli Stati Uniti fondata da bielorussi, ha riferito che il civile morto è il suo dipendente Andrei Zeltser.

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