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Bruxelles: Malta non fa abbastanza per proteggere l’ambiente marino

Bruxelles: Malta non fa abbastanza per proteggere l’ambiente marino

K metro 0 – Bruxelles – Malta ha due mesi per rispondere alla Commissione Europea, che ha avviato una procedura di infrazione contro il governo dell’isola per non aver preso provvedimenti per la protezione delle barriere coralline o delle grotte marine nelle sue acque territoriali. Malta non ha neppure fornito prove scientifiche sufficienti per giustificare

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K metro 0 – Bruxelles – Malta ha due mesi per rispondere alla Commissione Europea, che ha avviato una procedura di infrazione contro il governo dell’isola per non aver preso provvedimenti per la protezione delle barriere coralline o delle grotte marine nelle sue acque territoriali.

Malta non ha neppure fornito prove scientifiche sufficienti per giustificare la mancata indicazione di siti da proporre per la protezione dell’UE.

Giovedì Bruxelles ha dichiarato di aver inviato un parere motivato a Malta che ora ha due mesi di tempo per rispondere e adottare le misure necessarie, altrimenti la Commissione potrebbe decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Bruxelles ha invitato Malta a condurre studi scientifici sui suoi habitat marini protetti che si trovano a più di 25 miglia nautiche al largo delle sue coste.

Questo, ha affermato la Commissione, dovrebbe portare il governo a identificare i siti di cosiddetta “importanza comunitaria” da inserire nella rete Natura 2000 dell’UE.

Costituita principalmente da siti di riproduzione rari, la rete Natura 2000 è un insieme di aree protette in tutta l’UE.

La Commissione ha invitato Malta a rispettare i suoi obblighi ai sensi della Direttiva Habitat dell’UE per creare e gestire “una rete Natura 2000 completa e coerente”, d’importanza fondamentale per proteggere la biodiversità in tutta l’Unione Europea.

Bruxelles ha anche citato il nuovo Green Deal europeo e la Strategia europea sulla biodiversità per il 2030, che sottolineano entrambi l’importanza del contributo dell’Unione per arrestare la perdita di biodiversità.

Questo, dovrebbe essere fatto preservando i siti naturali e riportando gli ecosistemi danneggiati in un buono stato ecologico.

L’anno scorso, le autorità per la tutela dell’ambiente hanno annunciato che stavano elaborando un piano di conservazione per proteggere le grotte marine e le barriere coralline lungo la costa.

Malta ha un primato mondiale mondiale per la presenza del prezioso corallo rosso alle maggiori profondità.

È stato scoperto che numerose colonie di Corallium rubrum crescono a una profondità di 1.016 metri nel mare intorno a Malta, oltre 200 metri più in profondità rispetto al record precedente, riscontrato anche nelle acque maltesi.

Il prof. Patrick J. Schembri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Malta, ha affermato che “le colonie di corallo rosso sono generalmente segnalate a profondità comprese tra 15 e 300 metri e non erano mai state registrate a profondità superiori a 800 metri prima. Le colonie facevano parte di una comunità diversificata di coralli viventi a profondità comprese tra 300 e 1.000 m. Questo record è stato una sorpresa per tutti noi, ma dimostra quanto poco sappiamo del mare che circonda le nostre isole”.

Quanto alle grotte marine, ce ne sono un centinaio che meritano protezione. In rapporto alle sue dimensioni, Malta è già il paese che più contribuisce alla tutela della rete di aree marine protette d’Europa.

E fin dal 2017 il suo governo aveva lanciato un progetto per esaminare possibili siti marini meritevoli di protezione.

A causa delle limitate informazioni scientifiche, le aree marine protette (AMP) esistenti, che coprono un’area inferiore al due per cento della zona di gestione della pesca, si basavano sulla presenza di praterie di posidonia. Gran parte delle “foreste sottomarine” di alghe hanno già uno status protetto attraverso la legislazione. Le praterie di posidonia sostengono un’elevata biodiversità, ma altri habitat meritano la designazione di aree protette, che richiedono però l piani di gestione attivi per non rischiare di rimanere “protette” solo sulla carta.

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