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Roma elezioni: Tieri,“ridare dignità politica anche alle comunità di immigrati”

Roma elezioni: Tieri,“ridare dignità politica anche alle comunità di immigrati”

K metro 0 – Roma – Mancano 10 giorni al voto e il candidato al Consiglio Comunale di Roma, Francesco Tieri, mantiene il punto è “necessario ridare dignità politica anche alle comunità di immigrati presenti nel nostro paese.” Francesco Tieri, ha 46 anni: candidato al Comune con il partito Demos per Gualtieri Sindaco e al

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K metro 0 – Roma – Mancano 10 giorni al voto e il candidato al Consiglio Comunale di Roma, Francesco Tieri, mantiene il punto è “necessario ridare dignità politica anche alle comunità di immigrati presenti nel nostro paese.” Francesco Tieri, ha 46 anni: candidato al Comune con il partito Demos per Gualtieri Sindaco e al Municipio V, sempre con il simbolo Demos per Caliste Presidente per le elezioni del 3 e 4 ottobre. Esperto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione con una pluridecennale esperienza nel settore delle telecomunicazioni, musicofilo e podista. Già segretario del Coordinamento delle comunità musulmane del Lazio, da anni è impegnato per il diritto al culto di tutte le minoranze. La sua è una proposta politica per una moderna capitale multiculturale che non lasci nessuno ai margini.

Intervista di Nizar Ramadan

Francesco, come nasce l’idea di candidarti a queste elezioni amministrative?

L’idea è nata insieme ad alcune comunità locali, che hanno appoggiato la mia partecipazione alle primarie del centro-sinistra del 20 giugno scorso. Ero candidato alla guida della coalizione per il Municipio V, ed anche se non ho vinto si è registrato un certo interesse per la proposta di una capitale multiculturale. Adesso nel programma di coalizione in quel Municipio c’è il diritto al culto. Si tratta del municipio più multietnico di Roma con una composizione sociale che ne fa un caso studio anche a livello internazionale. La politica locale non aveva mai rappresentato questi aspetti del territorio, su questo a Roma eravamo in ritardo. Leggere che ci sono ora molti candidati di origine straniera è per me una cosa molto positiva ed in piccolo anche una vittoria della mia proposta.

Che cos’è per te la multiculturalità?

Per multiculturalità non intendo la sola accettazione di presenze altre rispetto al mainstream quanto piuttosto un approccio continuamente volto a trovare una sintesi plurale che cerchi di tenere dentro tutti. Dal mio punto di vista è necessario ridare dignità politica anche all’etica religiosa. Sotto molti aspetti il mio riferimento in materia è il filosofo tedesco Jurgen Habermas.

Quando parli di diritto al culto e di etica religiosa, parli da musulmano che propone la sua candidatura agli elettori musulmani?

Niente affatto, Già dalle primarie ho raccolto il sostegno ad esempio dei fedeli di un tempio induista di Torpignattara che alcuni anni fa avevano subito uno sgombero e che si sono ricordati di un mio comunicato di solidarietà. Allora, tra il 2016 d il 2017, nella Capitale si sono registrate chiusure amministrative di sale da preghiera islamiche che poi sono state riaperte da storiche sentenze sul diritto al culto. E’ da quella triste stagione che mi impegno per il rispetto di questo fondamentale diritto costituzionale. Ma mi sono candidato come cittadino italiano che vive nella capitale e che crede di avere delle idee, delle esperienze e delle proposte che possono incontrare il sostegno anche da parte di elettori non musulmani.

Da campano hai molto consenso tra le persone di origine straniera?

Sono nato vicino al Vesuvio, ho viaggiato tanto, ed ho vissuto e lavorato anche a Milano. Storicamente Roma è sempre stata un crocevia del mediterraneo, istanze come “prima gli italiani” o “prima i romani” sono una generazione contemporanea.

La tua proposta politica porterà nuova partecipazione nel sistema politico-elettorale?

Soprattutto l’elettorato musulmano, per la sua preponderanza di origine straniera, è composto da molte persone che si astengono dal voto oppure sono caratterizzate da una certa fluidità politica. Credo sia un bene portare eventualmente nuovi elettori nella dinamica elettorale, e che alla mia coalizione faccia bene un contributo che orienti questo nuovo elettorato.

Da dove viene la scelta di candidarti col partito Demos che è fondato da esponenti della Comunità di Sant’Egidio?

La visione di società di Demos è conforme ai miei ideali di sempre, che precedono temporalmente la mia conversione all’Islam. Per le amministrative la proposta di Demos è quella di una città a misura di tutti: accessibile, accogliente, inclusiva e solidale. Non sono l’unico candidato musulmano con Demos, che annovera nelle liste persone con origini familiari in 18 paesi e 4 continenti. Credo che i candidati musulmani con Demos siano un reciproco valore aggiunto.

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