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Ungheria: L’opposizione a Orban sospende le primarie dopo un “cyberattacco”

Ungheria: L’opposizione a Orban sospende le primarie dopo un “cyberattacco”

K metro 0 – Budapest – Tutto da rifare. Un buco nell’acqua. Dopo il fallimento del voto di sabato, riprenderà lunedì il processo per designare un oppositore a Victor Orban. In Ungheria, le prime primarie dell’opposizione, per formare un fronte unito contro il leader sovranista Viktor Orban, sono state interrotte sabato 18 settembre da un

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K metro 0 – Budapest – Tutto da rifare. Un buco nell’acqua. Dopo il fallimento del voto di sabato, riprenderà lunedì il processo per designare un oppositore a Victor Orban.

In Ungheria, le prime primarie dell’opposizione, per formare un fronte unito contro il leader sovranista Viktor Orban, sono state interrotte sabato 18 settembre da un guasto informatico.

Due ore dopo il fischio di partenza della mattinata è stato rilevato un afflusso di connessioni che ha causato un sovraccarico del sistema informatico e il blocco del voto elettronico.

Sabato, uno degli organizzatori della consultazione online, aveva previsto 36 ore per determinare le cause esatte del problema.

I vertici dell’opposizione hanno subito accusato il presidente del Consiglio, Viktor Orban, di essere il responsabile dell’incidente, definito un “attacco informatico”: “I detentori del potere si sono spaventati (…) di fronte alla voglia di cambiamento”, ma “la loro manovra non funzionerà”. “Non importa l’attacco, non importa da dove provenga, non c’è forza in grado di fermare questo processo storico”, hanno aggiunto in una dichiarazione comune.

Il sindaco di Budapest, Gergely Karacsony, tra i favoriti delle primarie, ha manifestato pubblicamente sospetti verso “server cinesi”, invitando gli elettori a mobilitarsi nuovamente la prossima settimana.

La foto di Karacsony, campeggia sui manifesti lungo le strade di Budapest.

Liberale e ambientalista, il sindaco della capitale ungherese, in carica dal 2019, ha ribattezzato quattro strade di Budapest “Via Hong Kong libera”, “Via dei martiri Uiguri” (la minoranza islamica oppressa nel Sinkiang), “Via del vescovo Xie Shiguang” (vescovo della chiesa cattolica clandestina cinese).

Lo ha fatto in segno di protesta contro la decisione di Orban di autorizzare a Budapest l’apertura di una sede dell’ Università Fudan, un’antica università di Shanghai che nel 2019 ha cambiato il suo statuto sostituendo la frase “indipendenza accademica e libertà di pensiero” con “impegno a seguire la guida del Partito Comunista”.

Migliaia di cittadini ungheresi hanno protestato contro questa concessione di Orban, temuta come un eccessivo allargamento dell’influenza cinese in Ungheria.

Il voto indetto dal fronte dell’opposizione dovrà svolgersi fino al 26 settembre per decidere tra i cinque candidati alla carica di presidente del Consiglio, poi, se necessario, dal 4 al 10 ottobre, per un secondo turno per decidere fra i tre vincitori.

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