Italia, Draghi: “le cose vanno fatte perché si devono fare”

Italia, Draghi: “le cose vanno fatte perché si devono fare”

K metro 0 – Bologna – Draghi richiama la politica alla responsabilità. Ricorda, ancora una volta, che le risorse del Next Generation Ue vanno spese “in maniera efficiente e onesta”. E le riforme che lo accompagnano vanno fatte per rendere “l’economia italiana più giusta e competitiva, capace di riprendere un sentiero di crescita che abbiamo

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K metro 0 – Bologna – Draghi richiama la politica alla responsabilità. Ricorda, ancora una volta, che le risorse del Next Generation Ue vanno spese “in maniera efficiente e onesta”. E le riforme che lo accompagnano vanno fatte per rendere “l’economia italiana più giusta e competitiva, capace di riprendere un sentiero di crescita che abbiamo abbandonato un quarto di secolo fa”, riporta l’Adnkronos.

“Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per un risultato immediato” ha detto Mario Draghi a Bologna. Per questo è necessario “dire molti no e pochi sì per evitare che tutto sia travolto dall’irresponsabilità”. E mentre impazza la polemica sul rincaro delle bollette, in queste ore, il governo lavora alla roadmap per evitare un nuovo salasso per i consumatori, con rincari sulle bollette di gas e luce che potrebbero costare fino a 500 euro l’anno per famiglia. il presidente del Consiglio rimarca come i tempi della transizione ecologica debbano essere “ambiziosi”, ma allo stesso tempo “compatibili con le capacità di adattamento delle nostre economie. E lo Stato deve essere pronto ad aiutare cittadini e imprese nell’affrontare i costi di questa complessa trasformazione”.

Il premier, nell’intervento conclusivo al G20 delle fedi, ha spiegato “Pace e tolleranza sono valori universali: trascendono culture e religioni, sono il punto di partenza per affrontare le crisi politiche, sociali, umanitarie negli anni che stiamo vivendo”. – Ne ha anche per l’Europa, – che sull’Afghanistan ha il “dovere morale” di tutelare chi decide di lasciarlo: guai ad ignorarne il dramma.

“Come comunità internazionale abbiamo un obbligo morale verso un Paese in cui siamo stati per 20 anni”, rimarca. Mentre striglia l’Ue anche sul fronte migranti, perché “incapace di costruire un approccio comune”, in particolare “sulla distribuzione di chi arriva e chiede asilo”. Lascia Bologna sorridente, ad accompagnarlo Romano Prodi.

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Nizar Ramadan
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