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Reddito di cittadinanza, è una misura di necessità non solo di civiltà

Reddito di cittadinanza, è una misura di necessità non solo di civiltà

K metro 0 – Roma – Il sussidio viene erogato, in una carta con cui è possibile soddisfare le necessità primarie e non quelle ritenute superflue. “C’è chi ne propone l’abolizione, ma il reddito di cittadinanza è una misura di necessità non solo di civiltà, non possiamo tornare indietro, dopo di che discutiamo pure di

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K metro 0 – Roma – Il sussidio viene erogato, in una carta con cui è possibile soddisfare le necessità primarie e non quelle ritenute superflue. “C’è chi ne propone l’abolizione, ma il reddito di cittadinanza è una misura di necessità non solo di civiltà, non possiamo tornare indietro, dopo di che discutiamo pure di modifiche che valgano a migliorarne ancor di più l’efficacia”. Ad affermarlo il leader M5S, Giuseppe Conte nel suo video collegamento con il forum Ambrosetti a Cernobbio.

Sul reddito di cittadinanza “la nostra posizione è quella del presidente Draghi: siamo a favore che si modifichi o si migliori. Si parta dalle cose che non hanno funzionato e si mantenga però un intervento a favore della povertà che esiste nel nostro Paese”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a margine del forum Ambrosetti di Cernobbio. “Il reddito di cittadinanza è stato spesso pensato come un intervento a favore dell’occupazione, ma è un intervento di contrasto alla povertà. Sul tema della disoccupazione bisogna riformare l’apprendistato e detassare le nuove assunzioni, questi sono gli strumenti che servono”, ha aggiunto.

“Oggi riconfermerò il fatto che ho l’onore di mettere la mia prima firma su una proposta di legge finanziaria per eliminare il reddito di cittadinanza, sono 8 miliardi di euro mal spesi che devo tornare nel settore produttivo per creare lavoro vero e non assistenza”. Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini a margine del suo intervento a Cernobbio. La Lega punta a un forte ridimensionamento, condiviso anche da Fi. Iv ha addirittura evocato un referendum per bloccarlo. Ma i Cinque Stelle difendono il sussidio, appoggiati da Leu e Pd, che però lo definisce «migliorabile». E questa sembra essere anche la linea di Palazzo Chigi, intenzionato a tenere in vita lo strumento ma potenziando i controlli e rendendo più veloce l’accesso al lavoro dei beneficiari.

Reddito di cittadinanza:

Il sussidio introdotto in Italia nel 2019 dal Governo Conte I (formato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega), è espressione di quanto da tempo nel programma del Movimento 5 Stelle; a differenza del nome di “reddito di cittadinanza” attribuito a tale strumento nello stesso Decreto-Legge, non è un reddito di base, bensì una forma di assistenzialismo (prevede l’obbligo di essere assistiti da “Navigator”/Assistenti Sociali/Centro Impiego), essendo in realtà una versione molto restrittiva di reddito minimo garantito in quanto:

  • non universale (viene versato solo a disoccupati, inoccupati o lavoratori che hanno una situazione economica ISEE inferiore ad una certa soglia)
  • non incondizionato (ci sono una serie di obblighi, quali iscriversi ad un centro d’impiego, eventualmente svolgere senza “ulteriore” compenso lavori di pubblica utilità, eventualmente accettare proposte di lavoro ritenute “congrue” da terzi dopo un tot di rifiuti, etc.)
  • non di tipo individuale (subisce variazioni in riferimento al proprio status familiare, e non può essere richiesto/erogato ad ogni singolo individuo facente parte di un nucleo familiare, ma solo ad un individuo rappresentante ciascun nucleo familiare).
  • non automatico (stante la presenza dei requisiti, viene erogato solo in presenza di idonea domanda, correlata inoltre da altri documenti/certificazioni altrimenti non obbligatori per il cittadino – esempio: isee).

I cittadini italiani o stranieri con regolare permesso di soggiorno residenti da almeno dieci anni (dei quali gli ultimi due in via continuativa possono presentare le domande tramite il portale www.redditodicittadinanza.gov.it, tramite i CAF o negli uffici di Poste Italiane. L’INPS valuta se la domanda possiede i requisiti di legge e, in caso affermativo, consegna una carta prepagata ricaricabile che può essere utilizzata per acquistare beni e servizi oppure per prelevare denaro contante, entro un tetto massimo mensile.

È previsto che i non-cittadini UE debbano ottenere a proprie spese dalle autorità del loro Paese la certificazione del nucleo famigliare, del patrimonio e del reddito, comprensivo di proprietà all’estero, che tale documento sia tradotto in lingua italiana e legalizzato dalle autorità consolari italiane. Sono esonerati da quest’obbligo coloro che possiedono lo status di rifugiato politico o provengono da uno Stato presente nella lista a cura del Ministero del Lavoro, relativa ai Paesi nei quali è materialmente impossibile produrre tale documentazione, ad esempio per la mancanza di un catasto nazionale.

La carta viene caricata mensilmente dall’INPS. Il beneficiario può essere convocato «dai Centri per l’impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro o dai Comuni per sottoscrivere un Patto per l’Inclusione sociale». Nell’ambito del “Patto per l’Inclusione sociale”, il beneficiario del “reddito di cittadinanza”, salvo espresse esclusioni volute dal legislatore per talune categorie di percettori, come ad esempio gli studenti o gli over 65, deve prestare la propria attività per la realizzazione di “progetti di pubblica utilità” (PUC) da svolgere nel comune di residenza ed a titolo gratuito, per un minimo di 8 ore e un massimo di 16 ore settimanali.

Il sussidio viene erogato nella carta postale con cui è possibile soddisfare le necessità primarie e non quelle ritenute superflue.

Non stupisce, quindi, che si possano comprare alimenti, vestiti, farmaci, libri, mobili, piccoli o grandi elettrodomestici e, anche, cellulari. Sì all’affitto e alla rata del mutuo, ma dal fatto che le spese condominiali non sono citate se ne deduce, si legge sulla ‘Legge per tutti’, che non rientrano tra le spese da poter sostenere con il reddito.

Niente acquisti nei negozi on line né in giochi con vincite in denaro. Non sono comprese spese di acquisto, noleggio o leasing di navi, imbarcazioni da diporto o servizi portuali, armi, materiale pornografico e servizi per adulti, acquisti in club privati, servizi finanziari, creditizi, di trasferimento di denaro e assicurativi, oltre a quelli di streaming. Niente superalcolici, infine, e acquisti in beni di lusso come gioielli, pellicce e in gallerie d’arte.

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