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Merkel: visita d’addio in Russia prima di lasciare la Cancelleria a settembre

Merkel: visita d’addio in Russia prima di lasciare la Cancelleria a settembre

K metro 0 – Berlino – Per Navalny oggi è l’anniversario del suo avvelenamento. Non da cibo guasto… Ma da Novichok, un agente nervino altamente tossico. Per Angela Merkel è la visita d’addio alla Russia. Goodbye Mosca. La sua ultima visita nella capitale russa prima di dimettersi da cancelliera il prossimo settembre. Una buona occasione per

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K metro 0 – Berlino – Per Navalny oggi è l’anniversario del suo avvelenamento. Non da cibo guasto… Ma da Novichok, un agente nervino altamente tossico.

Per Angela Merkel è la visita d’addio alla Russia. Goodbye Mosca. La sua ultima visita nella capitale russa prima di dimettersi da cancelliera il prossimo settembre. Una buona occasione per chiedere a Putin di liberare il leader dell’opposizione Alexei Navalny, incarcerato un anno fa, al suo rientro Russia, dopo che i medici di Berlino gli avevano salvata la vita.

I collaboratori della Merkel hanno chiarito che la tempistica dell’incontro non è casuale. “Ho chiesto al presidente russo di liberare Navalny”, ha detto la cancelliera in una conferenza stampa al Cremlino, in piedi accanto a Putin, che ha definito il suo sfidante “l’imputato”, negando che sia stato incarcerato per la sua attività politica, ma per “reati penali”…

In precedenza, Merkel aveva detto che era importante che Berlino continuasse a trattare con Mosca, nonostante “profonde differenze” su una serie di questioni.

Divergenze che non hanno impedito a Putin di fare buon viso, offrendo ad Angela un mazzo di fiori in apertura di negoziati.

Abbiamo molto di cui parlare“, ha detto la Merkel, nominando diverse questioni all’ordine del giorno, inclusa la conquista dell’Afghanistan da parte dei talebani. Merkel, cresciuta nella Germania dell’Est comunista, e Putin, un ex agente del KGB di stanza a Dresda nella DDR dal 1985 al 1989, parlano le lingue l’una dell’altro.

Durante i 16 lunghi anni alla testa del governo, la cancelliera e il presidente russo hanno sempre dialogato nonostante i rapporti tesi per varie questioni, dai presunti attacchi informatici ai conflitti in Ucraina e in Siria.

La Merkel aveva precedentemente accusato il Cremlino dell’avvelenamento quasi fatale di Navalny dopo che i test nei laboratori europei avevano accertato che era stato provocato dal Novichok.

E questo, aveva detto il suo portavoce, Steffen Seibert, aveva posto un “pesante fardello” sulle relazioni tra i due paesi.

Navalny è ora detenuto in una colonia penale di massima sicurezza a Pokrov, 100 chilometri (60 miglia) a est di Mosca.

Questo mese è stato accusato di nuovi crimini che potrebbero prolungare il suo tempo di detenzione di tre anni. Se riconosciuto colpevole, potrebbe essere rilasciato solo dopo il 2024, anno in cui la Russia dovrebbe tenere le elezioni presidenziali.

In un messaggio dal carcere pubblicato su Instagram dal suo staff venerdì, Navalny ha trovato il modo di scherzare sulla sua disavventura.

E nell’anniversario del suo avvelenamento ha ringraziato i suoi sostenitori per aver chiesto che fosse portato fuori dalla Russia per essere curato.

“Grazie a voi sono sopravvissuto… e sono finito in prigione”, ha detto scherzando”, e ha aggiunto “scusatemi, non ho potuto trattenermi”.

Sia Merkel che Putin hanno dichiarato che la crisi in Afghanistan ha avuto un ruolo di primo piano durante i loro colloqui.

Nei suoi primi commenti al riguardo dopo la presa del potere dei talebani, Putin ha affermato che la comunità internazionale dovrebbe impedire il “collasso” del paese e garantire che i “terroristi” non entrino nei paesi vicini dall’Afghanistan.

Il mondo deve accettare il fatto che i talebani ora controllino l’Afghanistan, ha detto, criticando la “politica irresponsabile” di imporre “valori esterni” a un paese devastato dalla guerra.

Merkel e Putin hanno anche discusso del conflitto in corso nell’Ucraina orientale e della repressione autoritaria nella Bielorussia, alleata della Russia.

La Germania è stata uno dei principali attori negli sforzi per mediare la pace nell’Ucraina orientale e la Merkel ha espresso la speranza che i colloqui di pace sul conflitto tra Kiev e i separatisti filo-russi continueranno dopo che lei avrà lasciato il potere.

Il “Formato Normandia” (ovvero i colloqui tra Germania, Russia, Ucraina e Francia durante le celebrazioni del D-Day 2014 in Normandia per risolvere il conflitto nel Donbass) “è l’unico che c’è” ha detto Merkel. E ha aggiunto “Io consiglio di tenere in vita i negoziati per la pace” in Ucraina anche se i passi avanti non sono rapidi quanto si vorrebbe.

Ma Putin, nella conferenza stampa con la cancelliera, ha manifestato l’impressione che le autorità di Kiev abbiano rinunciato alla risoluzione pacifica del conflitto del Donbass e la Russia trova “preoccupanti” le dichiarazioni dell’Ucraina sul suo effettivo rifiuto di attuare gli accordi di Minsk.

Domenica, a Kiev, intanto, Merkel incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

(FRANCE 24/ AFP)

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