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Bielorussia: nuove sanzioni occidentali contro il regime di Lukashenko

Bielorussia: nuove sanzioni occidentali contro il regime di Lukashenko

K metro 0 – Bruxelles – L’Occidente rincara la dose. Dopo la recente ondata di sanzioni contro la Bielorussia, imposte da Stati Uniti, Unione europea, Gran Bretagna e Canada il 21 giugno scorso, in seguito all’arresto del giornalista “dissidente” Roman Protasevich, nuove sanzioni sono state decise oggi. Inghilterra e Canada hanno adottato nuove misure contro

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K metro 0 – Bruxelles – L’Occidente rincara la dose. Dopo la recente ondata di sanzioni contro la Bielorussia, imposte da Stati Uniti, Unione europea, Gran Bretagna e Canada il 21 giugno scorso, in seguito all’arresto del giornalista “dissidente” Roman Protasevich, nuove sanzioni sono state decise oggi.

Inghilterra e Canada hanno adottato nuove misure contro la Bielorussia e il suo presidente Alexander Lukashenko lunedì mentre gli Stati Uniti minacciavano nuove sanzioni anche al regime, un anno dopo le contestate elezioni che hanno riconfermato l’uomo forte al potere.

Josep Borrell, il responsabile della politica estera dell’UE era stato facile profeta quando non aveva escluso, lo scorso giugno, un quinto round di sanzioni, oggi confermato.

Nell’annunciarlo, il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha dichiarato: “Il regime di Lukashenko continua a schiacciare la democrazia e a violare i diritti umani in Bielorussia”.

Il pacchetto comprende la proibizione, per gli aerei bielorussi, di sorvolare la Gran Bretagna e atterrare sul suolo inglese e il divieto di “assistenza tecnica” alla flotta di jet privati di Lukashenko.

Le sanzioni finanziarie riguardano il divieto di acquisto di titoli trasferibili e obbligazioni emessi dallo stato bielorusso e dalle banche di proprietà pubblica. Comparti come il petrolio e le banche erano già stati colpiti dalle misure adottate lo scorso giugno, quando venne approvato il corposo pacchetto di sanzioni dei 27 ministri degli esteri dell’UE, con l’iscrizione nella lista nera, che prevedeva il congelamento dei beni e il divieto dei viaggi in Europa, di 86 personaggi di spicco della Bielorussia: giudici, rettori universitari, uomini d’affari, propagandisti, alte uniformi delle forze armate, oltre al figlio di Lukaschenko, Dimitry, e alla nuora Liliya.

Anche il Canada, come ha dichiarato il suo ministro degli Esteri, Marc Garneau, prenderà di mira titoli trasferibili e strumenti del mercato monetario, finanziamento del debito, assicurazioni e riassicurazioni, prodotti petroliferi e prodotti a base di cloruro di potassio.

Come era già stato preannunciato, il presidente americano Joe Biden ha firmato oggi un ordine esecutivo con cui si rafforzano le sanzioni contro Minsk. Biden ha denunciato “le dannose attività del regime bielorusso e i suoi abusi” ai danni della democrazia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Bielorussia.

Ha messo inoltre in allerta contro i pericoli ”posti dal regime al traffico aereo civile internazionale”: un chiaro riferimento al volo Ryanair da Atene a Vilnius, con Protasevich e la sua fidanzata a bordo, dirottato e costretto ad atterrare a Minsk, dove entrambi sono stati arrestati.

Proprio in seguito all’arresto di questo giornalista dell’opposizione la Gran Bretagna a giugno si è unita agli Stati Uniti, al Canada e all’Unione europea nell’imporre sanzioni alla Bielorussia.

Lukashenko ha governato l’ex stato sovietico dal 1994, ma finora ha ignorato le pressioni occidentali con il sostegno del suo alleato chiave: la Russia.

Alle Olimpiadi di Tokyo, ormai concluse, la velocista bielorussa Krystsina Tsimanouskaya ha cercato protezione in Polonia per non esser costretta a tornare a casa in aereo. Temeva per la sua vita se fosse tornata in Bielorussia dopo aver criticato i suoi allenatori.

Tsimanousskaya è stata tra le tante figure sportive bielorusse che nell’agosto 2020 hanno pubblicamente criticato la violenza contro i manifestanti durante le proteste che hanno agitato l’ex paese satellite sovietico dopo il voto presidenziale.

“Con le azioni di oggi – ha dichiarato un alto funzionario statunitense – il presidente Biden sta mantenendo la sua promessa di chiamare a rispondere dei suoi abusi il regime bielorusso”.

(FRANCIA 24 con AFP e Reuters)

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