Stati Uniti: salgono le richieste di disoccupazione nonostante la ripresa economica

Stati Uniti: salgono le richieste di disoccupazione nonostante la ripresa economica

K metro 0 – Washington – Aumentano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: 51.000 in più rispetto al dato della settimana precedente di 368.000, salendo così a 419.000. Un dato peggiore delle attese degli analisti che prevedevano richieste in calo fino a 350.000. Il numero di americani in cerca di sussidi

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K metro 0 – Washington – Aumentano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: 51.000 in più rispetto al dato della settimana precedente di 368.000, salendo così a 419.000.

Un dato peggiore delle attese degli analisti che prevedevano richieste in calo fino a 350.000. Il numero di americani in cerca di sussidi di disoccupazione è aumentato la scorsa settimana, anche se il mercato del lavoro sembra riprendersi grazie alla forza di un’economia riaperta.

Il numero delle prime domande di sussidio, che generalmente tiene traccia dei licenziamenti, è in realtà diminuito costantemente da quando ha superato le 900.000 all’inizio di gennaio.

Molto probabilmente, l’aumento della scorsa settimana, è stato causato, secondo gli economisti, da alcuni fattori occasionali ed è in parte il risultato dell’inevitabile saliscendi dei dati settimanali. Le richieste di aiuti per la disoccupazione sono aumentate la scorsa settimana, ad esempio, nel Michigan, dove alcune fabbriche automobilistiche hanno temporaneamente interrotto la produzione a causa della carenza di forniture.

La media delle ultime quattro settimane, in base ai dati del ministero del Lavoro americano, si è assestata a 385.000 unità. La media a quattro settimane viene ritenuta un indicatore più preciso dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana le montagne russe delle forti oscillazioni registrate settimanalmente.

Gli americani stanno facendo più acquisti, viaggiano e mangiano di più mentre la pandemia cala, dando così impulso all’economia e costringendo le aziende a un’affannosa ricerca di personale.

Le assunzioni in effetti sono aumentate, anche se le aziende affermano che spesso non riescono a trovare abbastanza dipendenti ai salari che sono disposti a pagare.

Allo stesso tempo, gli analisti sono sempre più preoccupati per le potenziali conseguenze economiche di un aumento delle infezioni virali visto il diffondersi della variante Delta altamente contagiosa, specialmente tra i non vaccinati.

Le lamentele delle aziende che non trovano abbastanza personale hanno portato una ventina Stati a porre fine prematuramente a un sussidio di disoccupazione federale di 300 dollari a settimana, che si aggiunge agli aiuti ai disoccupati forniti dai singoli Stati.

Altri due Stati, Indiana e Maryland, avevano cercato di porre fine ai programmi di aiuti supplementari, ma sono stati bloccati dalle sentenze dei tribunali. A livello nazionale, i programmi di aiuti scadranno tutti all’inizio di settembre.

I primi tagli all’estensione dei sussidi di disoccupazione hanno prodotto una costante diminuzione dei loro beneficiari, che è sceso a 12,6 milioni nella settimana terminata il 3 luglio, l’ultimo periodo per il quale sono disponibili dati, in calo rispetto ai 13,8 milioni della settimana precedente.

Il calo a lungo termine delle domande di sussidi di disoccupazione ha coinciso con l’accelerazione della crescita economica. L’economia si è ripresa verosimilmente durante il trimestre aprile-giugno quando gli americani, grazie alla liquidità derivante dalle misure di stimolo e dai guadagni in borsa e al denaro ricavato dalla vendita delle case dopo aver estinto i mutui, hanno aumentato le loro spese.

Gli acquisti nei negozi e nei ristoranti sono aumentati a giugno. Le vendite al dettaglio superano di circa il 20% i livelli pre-pandemia.

A giugno, le aziende hanno creato 850.000 nuovi posti di lavoro, a riprova che la riapertura delle attività economiche stava producendo una forte ripresa rispetto alla recessione provocata dalla pandemia.

I dati sull’occupazione di giugno indicano che i lavoratori stavano traendo vantaggio dalla disperata ricerca di personale da parte delle aziende, che offrivano salari più alti. La paga oraria media è aumentata di un buon 3,6% rispetto all’anno precedente. Restano, tuttavia, 6,8 milioni di posti di lavoro in meno rispetto a prima dell’inizio della pandemia, nel marzo dello scorso anno.

Le domande di sussidio di disoccupazione sono generalmente viste come una misura approssimativa del ritmo dei licenziamenti. Durante la pandemia, tuttavia, molti Stati sono stati assaliti da richieste di sussidi fraudolente che hanno distorto i dati.

I vari Stati hanno distribuito 12,9 miliardi di dollari di sussidi di disoccupazione in eccesso dall’aprile 2020 al marzo scorso, e circa un decimo di questa somma, ma forse anche più, è andato a coprire richieste fraudolente.

Il GAO (Government Accountability Office: un organo investigativo del Congresso che sovrintende all’amministrazione degli enti del governo federale), ha scoperto che molte persone senza lavoro dovevano ancora aspettare un lungo periodo prima che le loro domande di sussidio di disoccupazione fossero esaminate e approvate. A livello nazionale, circa una persona su 10 che ha ricevuto per la prima volta il sussidio a maggio ha aspettato più di 10 settimane per riceverlo.

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