Migranti, Lituania: “afflusso scatenato dalla Bielorussia. Guerra ibrida contro l’UE”

Migranti, Lituania: “afflusso scatenato dalla Bielorussia. Guerra ibrida contro l’UE”

K metro 0 – Verebiejai – 160 migranti senza documenti sono stati rinchiusi mercoledì in una vecchia scuola di Verebiejai in Lituania, dopo aver attraversato illegalmente i boschi arrivando dalla vicina Bielorussia. Secondo la polizia, alcuni di loro sono risultati positivi al test COVID-19 e sono stati isolati, informa l’Ap. Secondo le autorità del Paese,

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K metro 0 – Verebiejai – 160 migranti senza documenti sono stati rinchiusi mercoledì in una vecchia scuola di Verebiejai in Lituania, dopo aver attraversato illegalmente i boschi arrivando dalla vicina Bielorussia. Secondo la polizia, alcuni di loro sono risultati positivi al test COVID-19 e sono stati isolati, informa l’Ap.

Secondo le autorità del Paese, nelle ultime settimane, sono arrivati più di 1.700 persone, contro solo 80 in tutto il 2020. La Lituania considera l’afflusso continuo lungo il suo confine, un atto di rappresaglia da parte del governo bielorusso. Intanto, Alexander Lukashenko, ha ordinato di porre fine alla cooperazione con l’UE per arginare l’immigrazione illegale.

“Se alcuni pensano che chiuderemo i nostri confini con Polonia, Lituania, Lettonia e Ucraina e diventeremo un campo per le persone in fuga da Afghanistan, Iran, Iraq, Siria, Libia e Tunisia, si sbagliano. Non fermeremo nessuno. Non stanno venendo da noi, ma nell’Europa illuminata, calda e accogliente “, ha detto Lukashenko proprio la scorsa settimana. Allo stesso tempo le autorità di Minsk hanno vietato alla maggior parte dei cittadini bielorussi di lasciare il paese.

Martedì il parlamento lituano ha approvato una legge per accelerare il processo di fermo per coloro che attraversano illegalmente il confine. I critici affermano che ciò potrebbe violare i loro diritti umani, ma il governo e i legislatori respingono tali affermazioni. Il ministro degli Interni Agne Bilotaite ha detto: “Questo non è un normale percorso di migrazione. È una guerra ibrida contro di noi, quindi la risposta deve essere adeguata”.

Mentre il primo ministro lituano Ingrida Simonyte ha affermato che Lukashenko sta cercando di fare pressione sulle infrastrutture e sulla politica della Lituania, attraverso il flusso continuo di migranti. “L’immigrazione di massa organizzata è una vendetta”, ha detto all’Associated Press.

La leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, fuggita in Lituania dopo la pressione di Minsk, condivide l’opinione di Simonyte. “È un ovvio tentativo di vendetta del regime di Lukashenko nei confronti della Lituania e dell’intera Unione europea per il loro sostegno alla società civile bielorussa”, ha affermato.

Simonyte ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver usato tattiche simili nel 2016, incoraggiando i migranti ad attraversare la Norvegia e la Finlandia. La Russia ha negato le accuse al momento.

Dal canto loro, i residenti della città di Verebiejai hanno espresso preoccupazione per le ondate di migrazione. Un gruppo anti-migranti con oltre 50 veicoli, aveva organizzato una protesta, lo scorso fine settimana al confine nel distretto di Raigardas ma sono stati bloccati dalla polizia.

Intanto, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha fatto sapere che visiterà la Turchia e l’Iraq per cercare di aprire canali di rimpatrio per coloro ai quali è stato negato asilo in Lituania.

Nella giornata di oggi, la Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić ha dichiarato: “I recenti sviluppi in Bielorussia sono allarmanti. Sono particolarmente preoccupata per le perquisizioni e le detenzioni di noti e rispettati membri della società civile e difensori dei diritti umani, compresi partner del Consiglio d’Europa.

Una società civile solida è indispensabile per uno Stato democratico moderno. Chiedo alle autorità bielorusse di porre fine agli attacchi ingiustificati e di rilasciare tutti i detenuti.”

Frontex, l’agenzia di frontiera dell’UE, si è impegnata a rafforzare il suo sostegno alle frontiere dopo la crescente pressione migratoria al confine con la Bielorussia. Questo mese infatti, sono state erette nuove sezioni di recinzione di filo spinato, con l’intenzione di investire 41 milioni di euro per rafforzare l’intero confine di 678 chilometri con la Bielorussia.

di Iman Bamous

AP Photo

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