Il genocidio di Srebrenica: tra negazionisti e criminali di guerra

Il genocidio di Srebrenica: tra negazionisti e criminali di guerra

K metro 0 – Srebrenica – L’11 luglio 1995 le truppe serbo-bosniache, guidate dal generale Ratko Mladic, entrarono a Srebrenica, cittadina della Bosnia-Erzegovina, e uccisero oltre 8 mila uomini e violentarono le donne solo perché erano musulmani. Il Tribunale per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia, dopo diverse sentenze, definì il massacro di Srebrenica come

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K metro 0 – Srebrenica – L’11 luglio 1995 le truppe serbo-bosniache, guidate dal generale Ratko Mladic, entrarono a Srebrenica, cittadina della Bosnia-Erzegovina, e uccisero oltre 8 mila uomini e violentarono le donne solo perché erano musulmani. Il Tribunale per i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia, dopo diverse sentenze, definì il massacro di Srebrenica come genocidio, condannando, per questo e per altri capi d’accusa, il generale Ratko Mladic all’ergastolo, sentenza in via definitiva l’8 giugno 2021.

La commemorazione delle vittime, come l’anno scorso si svolgerà nel rispetto delle misure di sicurezza imposte per la pandemia, saranno tumulate le spoglie di altre 19 vittime identificate negli ultimi 12 mesi con il test del Dna. A oggi, sono state sepolte a Potocari 6.652 salme.

Il più giovane sepolto oggi sarà il sedicenne Azmir Osmanovic, il più anziano il 63enne Husein Kurbasic. Saranno inumate anche le spoglie di Fikret Kiveric di 17 anni e quelle della 24enne Zilha Delic e del padre e figlio Hajro e Jusuf Aljic.

Sono state identificate alcune ossa di altre 36 vittime, ma le famiglie non hanno dato il benestare per la sepolture nella speranza di ritrovare altre parti dello scheletro in una delle fosse comuni della zona.

Tuttavia, ad oggi mancano all’appello ancora un migliaio di perone nell’elenco degli scomparsi, per questo ragione ogni anno si continua a lavora per riesumare i resti sparsi tra più fosse comuni della Bosnia orientale; in cui si concentravano le zone protette dell’ONU, dove il contingente olandese non fece nulla per fermare il piano folle di Mladic. Dopo 26 anni, sebbene il massacro di Srebrenica sia stato riconosciuto come genocidio dai tribunali internazionali e nazionali, i funzionari serbi e bosniaci continuano a minimizzare o negare il crimine. I leader politici serbo-bosniaci hanno costantemente impedito al paese di adottare una legge che vieterebbe la negazione del genocidio, con il membro serbo della presidenza della Bosnia, Milorad Dodik, che ha persino descritto pubblicamente il massacro di Srebrenica come un “mito fabbricato”. Inoltre, c’è da considerare che i criminali di guerra condannati dal Tribunale dell’Aja quando tornano a casa sono accolti come eroi e ad alcuni vengono offerti incarichi pubblici. Dei 90 cittadini serbi, croati e bosniaci condannati dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia 59 sono tornati liberi, 9 sono morti e 22 sono ancora in carcere.

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Admir Ceman
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