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Libano: crisi infinita, indispensabili le riforme per il diplomatico Usa, Hale

Libano: crisi infinita, indispensabili le riforme per il diplomatico Usa, Hale

K metro 0 – Beirut – Il Libano continua a vivere un grave momento di crisi politica ed economica. Sulla questione si è espresso anche l’alto diplomatico statunitense, David Hale, che afferma, che la situazione economica del Libano vive una vera catastrofe e il suo crollo potrebbe essere imminente. L’ambasciatore inoltre, ha dichiarato alla CNBC,

K metro 0 – Beirut – Il Libano continua a vivere un grave momento di crisi politica ed economica. Sulla questione si è espresso anche l’alto diplomatico statunitense, David Hale, che afferma, che la situazione economica del Libano vive una vera catastrofe e il suo crollo potrebbe essere imminente. L’ambasciatore inoltre, ha dichiarato alla CNBC, che la chiave per aprire la porta è nelle mani dei leader libanesi: “devono dimostrarci di avere la volontà e la capacità di intraprendere le riforme necessarie affinché non vada sprecato qualsiasi finanziamento internazionale, come è stato nel passato”, aggiungendo anche che i libanesi al momento non dovrebbero aspettarsi aiuti esterni.

Il tre volte premier Saad Hariri, incaricato a ottobre scorso come primo ministro, non è riuscito però a formare un nuovo governo capace di attuare le riforme necessarie per sbloccare gli aiuti internazionali cruciali per la ripresa del Paese. Il primo ministro ad interim Hassan Diab è stato costretto a dimettersi all’indomani dell’esplosione del 4 agosto 2020 a Beirut e al momento governa con autorità limitata.

I dati che arrivano questo mese dalla Banca Mondiale mostrano che la crisi finanziaria ed economica del Libano si colloca probabilmente tra le prime tre più gravi a livello globale dalla metà del 19° secolo.

Oltre la metà della popolazione del paese vive al di sotto della soglia di povertà e molte organizzazioni umanitarie, un tempo concentrate sul milione e mezzo di rifugiati siriani del paese, hanno spostato le proprie risorse per assistere la popolazione locale impoverita.

Il PIL del Libano è sceso da quasi $ 55 miliardi nel 2018 a circa $ 33 miliardi nel 2020 e la Banca mondiale prevede che l’economia dovrebbe contrarsi di un ulteriore 9,5% nel 2021.

La persistente carenza di elettricità del Paese non è una novità, ma la mancanza di carburante, legata all’incapacità del Libano di pagare i propri debiti, ha aggravato i problemi.

Inoltre, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) ha dichiarato oggi che oltre il 30% dei bambini sta soffrendo la fame nell’ultimo periodo. Un bambino su 10 è stato mandato a lavorare, il 40 per cento proviene da famiglie dove nessuno ha un lavoro e il 77 per cento di loro proviene da famiglie che non ricevono assistenza sociale, secondo quanto riporta l’indagine dell’Unicef.

Il sondaggio ha anche rilevato che il 15% delle famiglie libanesi ha interrotto l’istruzione dei propri figli, mentre l’80% degli operatori sanitari ha affermato che i propri figli hanno difficoltà a concentrarsi sugli studi a casa, il che potrebbe dipendere da scarsa alimentazione o disagio psicologico.

Il governo ha sovvenzionato beni essenziali tra cui medicine, carburante e farina per alleviare la crisi, ma è stato criticato per non aver incluso gli assorbenti nella sua lista; con più della metà della popolazione che vive in povertà, decine di migliaia di donne sono ora alla disperata ricerca di mezzi alternativi.

Oggi intanto, si è aperta in Vaticano la Giornata di preghiera per la pace nel Libano, indetta da Francesco, a Casa Santa Marta, con il saluto rivolto dal Papa ai responsabili delle Comunità cristiane libanesi e ai membri delle Delegazioni.

Il programma della Giornata si conclude in serata, nella Basilica Vaticana, con la preghiera ecumenica scandita dalla proclamazione di alcuni brani della Parola di Dio, alternati con preghiere di invocazione e canti delle diverse tradizioni rituali presenti in Libano, con testi in arabo, siriaco, armeno, caldeo. Alcuni giovani consegneranno ai leader cristiani una lampada accesa, che verrà poi collocata su un candelabro: è la speranza di pace per quella terra. Infine le parole di Francesco a suggellare questa giornata di invocazioni e auspici per il Libano.

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