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Rapporto ONU, chiede lo smantellamento del “razzismo sistemico”

Rapporto ONU, chiede lo smantellamento del “razzismo sistemico”

K metro 0 – New York – Il razzismo contro le persone di origine africana rimane sistemico in molte parti del mondo, ha detto lunedì l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. E ha chiesto agli Stati di abolire le discriminazioni e perseguire le forze dell’ordine per i reati di omicidio.

K metro 0 – New York – Il razzismo contro le persone di origine africana rimane sistemico in molte parti del mondo, ha detto lunedì l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet. E ha chiesto agli Stati di abolire le discriminazioni e perseguire le forze dell’ordine per i reati di omicidio.

Presentando un rapporto dell’ONU elaborato in seguito all’omicidio di George Floyd, un giovane afroamericano soffocato da un ufficiale di polizia a Minneapolis nel maggio 2020, Michelle Bachelet ha affermato che l’uso, da parte della polizia, della schedatura razziale e della forza eccessiva è radicato in gran parte del Nord America, dell’Europa e dell’America Latina.

Il razzismo sistemico, ovverosia radicato in tutte le istituzioni, strutture e relazioni all’interno della nostra società, crea barriere all’accesso delle minoranze al lavoro, all’assistenza sanitaria, all’alloggio, all’istruzione e alla giustizia.

Chiedo a tutti gli Stati di smettere di negarne l’esistenza e iniziare a smantellarlo, di porre fine all’impunità e creare fiducia e di ascoltare le voci delle persone di origine africana” ha aggiunto, accogliendo con favore

una “promettente iniziativa” del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che a gennaio ha firmato un decreto per contrastare l’iniquità razziale negli Stati Uniti.

La schiavitù in questo paese, scritta nella sua Costituzione che la legittimava in un gran numero di Stati, in particolar modo nel Sud, è terminata nel 1865, alla fine della guerra civile, ma la segregazione è continuata, fino al 1964, quando è stata abolita, ma solo formalmente, perché la realtà e la cultura non cambiano con la firma di un semplice pezzo di carta. Ed esistono ancora molte forme di discriminazione che appartengono appunto al cosiddetto problema del “razzismo sistemico”.

Il rapporto dell’ONU cita 190 morti di africani e persone di origine africana in tutto il mondo, ma la maggior parte negli Stati Uniti, per mano di agenti delle forze dell’ordine negli ultimi dieci anni.

“Ad eccezione del caso di George Floyd, nessuno è stato ritenuto responsabile”, ha detto in una conferenza stampa Mona Rishmawi, responsabile della sezione sullo Stato di diritto che ha guidato l’elaborazione del Rapporto.

Oltre a quello di Floyd, sono stati selezionati sette “casi emblematici“. Un giudice ha condannato l’ex agente di polizia Derek Chauvin, venerdì, a 22 anni e mezzo per il suo omicidio, il cui video aveva galvanizzato il movimento di protesta nazionale Black Lives Matter.

Altre vittime includono un ragazzo afro-brasiliano di 14 anni, ucciso in un’operazione di polizia antidroga a San Paolo nel maggio 2020 e un giovane francese, di 24 anni, originario del Mali, morto in custodia di polizia nel luglio 2016.

“Una madre (brasiliana) in particolare ci ha detto ‘parli sempre di George Floyd. Ogni giorno abbiamo un George Floyd qui e nessuno ne parla’. Ci siamo resi conto che stavamo toccando solo la punta dell’iceberg” ha aggiunto la relatrice.

Il flagello è più diffuso nei paesi con un’eredità di schiavitù, di commercio transatlantico di schiavi africani o di colonialismo che ha portato alla formazione di grandi comunità di persone di origine africana, afferma il rapporto.

Il razzismo sistemico ha bisogno di una risposta sistemica“, ha detto Michelle Bachelet. “Oggi abbiamo un’importante occasione per promuovere una svolta storica verso l’uguaglianza razziale e la giustizia”.

(REUTERS)

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