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Fare di Roma una grande metropoli: intervista a Svetlana Celli, candidata nelle liste PD

Fare di Roma una grande metropoli: intervista a Svetlana Celli, candidata nelle liste PD

K metro 0 – Roma – A Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna (5 delle 6 città più popolose del Paese), Trieste, Latina e varie città minori, per un totale di 1300 comuni, di cui 21 capoluoghi di provincia, si sta finalmente iniziando a pensare alle prossime elezioni comunali. Che avverranno, come disposto mesi fa da

K metro 0 – Roma – A Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna (5 delle 6 città più popolose del Paese), Trieste, Latina e varie città minori, per un totale di 1300 comuni, di cui 21 capoluoghi di provincia, si sta finalmente iniziando a pensare alle prossime elezioni comunali. Che avverranno, come disposto mesi fa da governo e Parlamento, nel periodo compreso fra il 15 settembre e il 15 ottobre: data più probabile, domenica 10 e lunedì 11 ottobre. Gli apparati di partito iniziano a scendere in campo: Svetlana Celli, attualmente capogruppo della lista civica RTR, “Roma Torna Roma”, nell’Assemblea capitolina, e Consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha deciso di parlare con Kmetro0.

D. Svetlana, cosa ti spinge a candidarti invece, per queste prossime elezioni a Roma, nella lista del PD?

R. Anzitutto la voglia di lavorare sul territorio, per rafforzare l’idea del PD come partito a contatto con le espressioni della società civile e con i problemi concreti di tante zone di Roma, soprattutto quelle periferiche. Questi aspetti del governo cittadino vanno assolutamente valorizzati, a maggior ragione dopo gli ultimi 5 anni in cui a Roma temi essenziali della vita quotidiana, come la manutenzione ordinaria delle strade o il trattamento dei rifiuti, sono stati del tutto trascurati.

D. A tuo avviso, oggi, dopo tanti anni di governo delle sinistre a Roma, come mai l’Urbe si ritrova a combattere con problemi di questo genere?

R. I motivi dei cronici dei mali di Roma sono tanti, e sia chiaro che non voglio fare processi a nessuno. Però, i danni apportati dall’attuale amministrazione sono davvero troppi e non è stato fatto molto per risolvere i problemi, anzi. Basti pensare che in questi anni l’Amministrazione Raggi ha speso meno dei fondi messi a disposizione dal governo. Tecnicamente si parla di overshooting. Non riuscire a spendere per la città che amministri i fondi messi a disposizione dal governo per investimenti e opere è un chiaro segnale di incapacità amministrativa e di poca attenzione alle esigenze dei territori. Spesso sono stati sbagliati bandi e tutto è andato a rilento nel migliore dei casi. La macchina amministrativa ha seguito input contraddittori, anche per il continuo cambio di assessori. Ed è mancata una visione strategica sulla città. Ma certo non fa bene vedere che città come Milano e Napoli hanno saputo fare meglio della Capitale in questi anni.

D. Problema, peraltro, da decenni tipico di tanti Comuni italiani, spesso disinformati sulle possibilità di avere fondi, soprattutto dall’UE; o, addirittura, dimentichi delle scadenze temporali per richiederli…

R: Sì, è così. E se questo si può capire per i piccoli Comuni, non è ammissibile per una metropoli come Roma, che è la capitale del Paese, capoluogo regionale e di una vasta Area metropolitana. Questa, e altre disfunzioni del governo cittadino, avvengono anche perché, obiettivamente, in Campidoglio manca una vera squadra di governo, efficiente e con la giusta preparazione: assessorati come il Patrimonio e il Bilancio, ad esempio, in questi anni hanno cambiato spesso titolari, anche 3 o 4 volte.

D. Ma per affrontare tutte queste situazioni, che novità porta il PD?

R. Sicuramente l’esigenza di un nuovo rapporto tra Giunta capitolina e cittadini, che in questi 5 anni – si potrebbero far tanti esempi – non c’è stato. Spesso i romani hanno sentito questa Giunta lontana, fredda, poco sensibile alle loro esigenze, specialmente nei quartieri più in difficoltà.

D. Parliamo di trasporti, manutenzione di strade e altre infrastrutture pubbliche, nettezza urbana…

R. Per traffico e trasporti, anzitutto, va bene la scelta di potenziare, negli ultimi anni, le piste ciclabili, ma tutto dev’essere fatto con maggiore logica e maggiore attenzione al coordinamento con il resto dei trasporti cittadini. E poi non può bastare pensare alle due ruote. Roma non può più rimandare l’esigenza di potenziare la sua rete di trasporto pubblico. A cominciare dalle linee di metropolitana che vanno potenziate, al pari di altre grandi metropoli europee: pur sapendo bene che qualsiasi campagna di scavi per lavori pubblici, a Roma deve continuamente confrontarsi con i vincoli dalle Sovrintendenze archeologiche e artistiche. L’esempio della linea C con la fermata museo è un precedente importante. Roma va ripensata e rispettata. Ma da queste premesse è possibile lavorare per migliorarla e renderla più competitiva. Invece, in questi 5 anni abbiamo visto solo l’accumularsi di problemi non risolti, o risolti con grande lentezza. Come la manutenzione per alcune fermate metro, in pieno centro storico, rimaste chiuse per mesi.

D. ”Cura del ferro per Roma”: è uno slogan sempre adatto?

R. Direi proprio di sì: invece la giunta Raggi, anziché pensare a investimenti strutturali strategici ha perso tempo a progettare funivie che non rappresentano certo urgenze impellenti. Roma, insomma, ha bisogno sia di grandi progetti che di cose normali, che spesso, però, risultano trascurate.

D. Lo sport: quali sono le priorità?

R. Ricordiamoci che appena arrivata in Campidoglio la Sindaca ha detto no alle Olimpiadi a Roma, chiudendo definitivamente l’esperienza della candidatura. Ma anche sullo Sport in generale non è stato fatto granché. Una delle cose di cui la città ha bisogno, ad esempio, è un Osservatorio sugli sport, per progettare un Piano ragionato di interventi omogeneo in tutti i quartieri: per capire dove mancano impianti e come agevolare la pratica sportiva. Per avviare questi cambiamenti è indispensabile che la nuova amministrazione si fondi su un “Patto collaborativo tra amministrazione e cittadini”, con precisi impegni da rispettare. Un programma dal basso, che intercetti i bisogni veri delle persone e sappia portare nella città i cambiamenti in meglio di cui Roma ha bisogno.

D. Infine, di quali innovazioni diresti che ha bisogno Roma Capitale, sul piano giuridico-istituzionale?

R. La prima riforma da attuare, su cui tutte le forze politiche concordano, è proprio quella dello status giuridico di Roma Capitale: che non può continuare ad avere gli stessi poteri di un piccolo Comune. Una riforma che deve coinvolgere in Parlamento la più ampia compagine di forze politiche e che è indispensabile non solo per garantire una migliore funzionalità dell’amministrazione cittadina e dell’area metropolitana, ma anche per consentire a questa grande città di esplicare pienamente il suo enorme potenziale economico, turistico, culturale, artistico, sociale in senso lato. E poi lo sappiamo, Roma fa da traino all’intero sistema Italia. Se cresce la capitale cresce in proporzione il Pil nazionale. Dobbiamo fare di Roma una grande città dell’accoglienza e dell’innovazione, coniugando la sua vocazione storica e spirituale con la scommessa di un futuro nuovo. Credo per questo che il candidato sindaco del centrosinistra Roberto Gualtieri sia la persona giusta per guidare questa fase di transizione al nuovo, con la competenza e la autorevolezza che lo contraddistinguono. E’ la persona giusta per ridare speranza a una città indebolita, a un’amministrazione impoverita e sfiduciata e per rimettere Roma al centro dell’agenda nazionale ed europea.

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