Svezia: il primo ministro Lofven cade sulla riforma degli affitti

Svezia: il primo ministro Lofven cade sulla riforma degli affitti

K metro 0 – Stoccolma – Per la prima volta nella storia, un primo ministro della Svezia viene sfiduciato dal suo Parlamento. Un fatto clamoroso, visto che nel paese scandinavo la popolazione non è abituata certo a legislature brevi o balneari; E Stefan Lofven guidava la nazione dal 2014. Tutta colpa di uno scontro sulla

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K metro 0 – Stoccolma – Per la prima volta nella storia, un primo ministro della Svezia viene sfiduciato dal suo Parlamento. Un fatto clamoroso, visto che nel paese scandinavo la popolazione non è abituata certo a legislature brevi o balneari; E Stefan Lofven guidava la nazione dal 2014. Tutta colpa di uno scontro sulla proposta di riforma del mercato degli affitti, che ha spinto il partito di sinistra a ritirare il sostegno al fragile governo di minoranza. E così, con la coalizione socialdemocratica-verde nel caos, il Partito nazionalista dei Democratici Svedesi ha chiesto un voto di fiducia al Riksdag, il parlamento di Stoccolma, la risposta arrivata oggi (181 voti contrari al governo su 349).

Secondo la Costituzione svedese, il primo ministro ha ora una settimana di tempo per decidere le prossime mosse: dimettersi insieme al governo o indire nuove elezioni. La Svezia è una monarchia parlamentare. Le prossime, sarebbero in programma in realtà nel settembre 2022.

Perché il SAP, Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia (di sinistra) ha mollato il sostegno al premier? Per aver perso fiducia in lui sulla proposta di abolire i controlli sulle locazioni sulle proprietà di nuova costruzione. La Svezia ha difatti norme severe sugli affitti, mirate a mantenere prezzi accessibili e calmierati nelle città più grandi. Questo però rende i costruttori immobiliari meno interessati a investire nella costruzione di nuove residenze destinate al comparto locativo. In Svezia l’attesa per un contratto di affitto dura anni, in effetti, e comprare casa è diventato un lusso per pochi vista l’impennata dei prezzi. Il partito di sinistra teme dunque che la deregolamentazione del comparto porti a rapidi incrementi dei valori e a un maggiore divario fra ricchi e poveri. Dopo il voto di sfiducia, Lofven ha comunque dichiarato che “indipendentemente da ciò che accadrà, io e il mio partito saremo disponibili ad assumerci la responsabilità di guidare il Paese. Il mio obiettivo è e sarà sempre di fare il meglio per la Svezia” ha concluso. Ora vuole “prendersi un po’ di tempo” anche se “non necessariamente tutta la settimana” per decidere il prossimo passo.

Durante il fine settimana, tuttavia, Lofven aveva tenuto riunioni fino all’ultimo minuto per cercare di ottenere la maggioranza in Parlamento per le sue proposte di riforma degli affitti. Domenica, ha cercato di ammorbidire la riforma invitando i proprietari e le organizzazioni degli inquilini a discuterne assieme. Il leader del SAP, Nooshi Dadgostar, ha affermato però che il partito era fermo sulla sua decisione di opporsi a Lofven, e ha aggiunto che lo sforzo del premier è stato solo “uno show politico. Abbiamo fatto qualcosa che è percepito come insolito in politica… abbiamo mantenuto la parola data”, ha sottolineato.

L’iniziativa del partito di sinistra è stata sostenuta da altri tre partiti, tra cui i Democratici svedesi, un partito populista di destra con cui i partiti tradizionali generalmente rifiutano di collaborare perché lo considerano estremo. Si aspettano ora le decisioni del premier sfiduciato.

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