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Religione e diplomazia: La Lega Musulmana Europea compie 12 anni

Religione e diplomazia: La Lega Musulmana Europea compie 12 anni

K metro 0 – Roma – Religione, diplomazia e difesa dei diritti umani alle basi dello sviluppo dell’organismo internazionale per le sfide che attendono gli europei musulmani di nuova generazione. Ai quali si guarda con attenzione per la prevenzione dal radicalismo ed estremismo. Kmetro0 ha tracciato un sintetico bilancio dei dodici anni di attività con

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K metro 0 – Roma – Religione, diplomazia e difesa dei diritti umani alle basi dello sviluppo dell’organismo internazionale per le sfide che attendono gli europei musulmani di nuova generazione. Ai quali si guarda con attenzione per la prevenzione dal radicalismo ed estremismo. Kmetro0 ha tracciato un sintetico bilancio dei dodici anni di attività con il suo presidente italiano, Alfredo Maiolese.

Presentare l’Islam nella sua forma originale, una religione di pace e rispetto per tutta l’umanità. Questo l’obiettivo della European Muslims League (detta anche Lega Musulmana Europea) che ha celebrato il dodicesimo anniversario della sua fondazione. E’ stata registrata, infatti, il 10 maggio 2010 presso il governo italiano, il ministero delle Finanze e in seguito presso il governo svizzero al Cantone di Berna. Col tempo ha ottenuto maggiori riconoscimenti, come l’iscrizione al registro per la Trasparenza nell’Unione europea il 4 gennaio 2012, con la relativa possibilità di accedere al Parlamento europeo. E’ poi stata inserita nel registro del Consiglio degli Affari sociali delle Nazioni Unite. Da allora l’EML è stata invitata a New York per le varie assemblee che si tengono all’Ecosoc, il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, organo istituzionale che ha la competenza principale sulle relazioni e questioni internazionali economiche, sociali, culturali, educative. Non è un caso, inoltre che nel 2016 il Consiglio d’Europa con sede a Strasburgo ha descritto l’EML come esperto nella prevenzione della radicalizzazione.

Ma chi c’è dietro, chi compone la Lega Musulmana Europea? “Alcuni dei nostri mediatori e strateghi più efficaci sono musulmani convertiti che provengono da ambienti laici o di fedi diverse, tutti con una forte convinzione di cosa significa essere europei” spiega il presidente, Alfredo Maiolese. “La loro prospettiva è arricchita dall’esperienza di altri musulmani di prima e seconda generazione che apportano una ricchezza di vedute ed esperienze“. E ancora: “Ora abbiamo un collettivo di membri fiduciosi nel promuovere la nostra fede presso un pubblico più ampio che ha spesso e comprensibilmente confuso l’Islam e la sua cultura. La nostra filosofia di pace e tolleranza ci ha tuttavia portato a relazioni produttive con i nostri cugini cristiani ed ebrei e con membri di altre fedi”. Gli uomini che partecipano al nostro programma di dialogo hanno compreso che la fede di Adamo ed Eva, illustrata secolo dopo secolo dai profeti da Noeh, Abraham, Mousa e Gesù fino Mohammad, il sigillo dei profeti, conduce ad un unico sentiero la Pace. Significativo il bilancio di questi dodici anni. Innanzi tutto la capacità di Maiolese di collegare religione e diplomazia è stata riconosciuta da ministri, ambasciatori, parlamentari e altre istituzioni europee. Ottimi i rapporti anche con funzionari ed emissari di Sua Santità Papa Francesco. Sul versante operativo, invece, da segnalare l’impegno del Segretario generale dell’Eml, Yvonne Ridley, che ha concentrato gran parte delle sue energie sullo sviluppo e progresso delle donne musulmane, in particolare di quelle coinvolte in zone di conflitto e disastri umanitari. Nel 2018, ad esempio, ha lavorato con un team di avvocati sudafricani a Cox’s Bazar, in Bangladesh, creando un catalogo legale elettronico che documenta i crimini di guerra commessi sui musulmani Rohingya che vivono nei campi profughi fuggiti dal vicino Myanmar. Pochi mesi dopo è stata al fianco della nipote di Nelson Mandela per evidenziare la difficile situazione delle donne prigioniere di guerra siriane e dei loro figli detenuti nelle carceri del regime.

Ha anche visitato le cosiddette zone franche della Siria per parlare di diritti umani ed evidenziare i bisogni degli orfani siriani. Nel 2019 è stata nominata per il Premio Nobel per la pace, e spesso interviene a conferenze internazionali su donne e diritti umani. Particolare interesse è stato mostrato così per interventi tempestivi rivolti ai giovani musulmani che sono spesso presi di mira da voci estremiste e radicali online.

Sotto la direzione del Dr. Enrico Gervasoni, consigliere strategico della EML e consulente per i rapporti internazionali con la Santa Sede, si è avviato un percorso che fa rientrare la EML come protagonista per la Pace e lo Sviluppo nei rapporti internazionali attivando la “Cooperazione con Popoli, Stati e le Religioni” andando così oltre il puro e semplice dialogo interreligioso sviluppando appieno una diplomazia d’azione stipulando, a seguito di specifici incontri, accordi con le Istituzioni Statali, Religiose ed Accademiche di diversi Paesi.

Tale è il successo e l’apprezzamento del lavoro della EML che alcuni anni fa è stata presa la decisione di estendere l’iniziativa dell’ambasciatore di pace in tutto il mondo, con conseguenti inviti e incontri con vari governi in Medio Oriente, Asia, Africa, America e Oceania. EML attualmente vanta ambasciatori di pace in più di 51 Paesi: dalla Nuova Zelanda all’Indonesia, Malesia, India, Medio Oriente, Africa, fino all’America Latina oltre che in vari Paesi Europei. “Gli obiettivi sono ancora tanti e il post covid ci obbliga ad un impegno ancora maggiore per ridare fiducia e speranza” ha concluso Maiolese.

Francais: Religion, diplomatie – article La Ligue Musulmane Européenne fête ses 12 ans

Spanish: ARTICLE EML Kmetro0 -SPANISH 2

English: Religion and Diplomacy-article

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