I leader della NATO serrano i ranghi e inviano avvertimenti a Cina e Russia

I leader della NATO serrano i ranghi e inviano avvertimenti a Cina e Russia

K metro 0 – Bruxelles – Biden a tutto campo. Protagonista incontrastato degli ultimi incontri internazionali. Dal vertice del G7, nel lungo weekend in Cornovaglia, al summit dell’Alleanza atlantica lunedì a Bruxelles nel nuovissimo quartier generale della NATO. Al suo primo vertice con gli alleati occidentali dopo l’era di Trump, che aveva minacciato di ritirarsi

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K metro 0 – Bruxelles – Biden a tutto campo. Protagonista incontrastato degli ultimi incontri internazionali. Dal vertice del G7, nel lungo weekend in Cornovaglia, al summit dell’Alleanza atlantica lunedì a Bruxelles nel nuovissimo quartier generale della NATO.

Al suo primo vertice con gli alleati occidentali dopo l’era di Trump, che aveva minacciato di ritirarsi dalla NATO accusando gli europei di contribuire troppo poco alla propria difesa, Biden ha rinnovato i legami transatlantici di Washington con i partner europei dell’Alleanza, ai quali aveva già detto in precedenza che il patto di mutua difesa della NATO era un “obbligo sacro” per gli Stati Uniti, con una netta inversione di tendenza rispetto al suo predecessore.

E ha lanciato una sfida a Russia e Cina: “America is Back”, l’America è tornata in campo, mettendo sull’avviso sia Pechino che il presidente russo Vladimir Putin, che Biden incontrerà mercoledì a Ginevra, dopo il vertice USA-UE che segue a ruota quello della NATO.

La Russia non sta agendo coerentemente con quanto avevamo sperato, come pure la Cina, ha detto Biden prima dell’incontro bilaterale con il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg. E ha invitato i leder della NATO a lavorare insieme per far fronte alla “sfida sistemica” posta da una Cina sempre più assertiva e ammonire la Russia per le sue violazioni del diritto internazionale.

Convenendo con lui, i leader della NATO hanno affermato che l’attività militare e il comportamento provocatorio della Russia sulla frontiera orientale della NATO “minacciano sempre più la sicurezza dell’area euro-atlantica e contribuiscono all’instabilità lungo i confini della NATO e oltre“.

E hanno riconfermato il loro sostegno all’integrità territoriale di Georgia, Moldavia e Ucraina, chiedendo che Mosca “ritiri le forze stanziate in tutti e tre i Paesi senza il loro consenso”.

Quanto alla Cina, il suo programma di sviluppo di un arsenale nucleare insieme alle sue capacità di guerra spaziale e cibernetica rappresentano una minaccia per l’ordine internazionale. Gli alleati cercheranno, tuttavia, di cooperare con la Cina su questioni globali come il cambiamento climatico, come volevano le capitali europee.

Ma “la crescente influenza della Cina e le sue politiche internazionali rappresentano sfide per la sicurezza dell’Alleanza”, ha detto Stoltenberg.

In conclusione, un vertice tutto all’insegna della preoccupazione per le due grandi potenze rivali di Washington, che ha forse un po’ troppo dilatato il raggio d’azione di un’Alleanza un po’ obsoleta, nata con la guerra fredda e oggi alla faticosa ricerca di un nuovo ruolo.

Da qui l’invito del presidente francese Emmanuel Macron a non lasciare che Pechino distragga l’Alleanza da questioni più urgenti. “La Cina non è nel Nord Atlantico“, ha detto durante un incontro con i giornalisti dopo il vertice.

La potenza emergente della Cina, a suo giudizio, non è una preoccupazione militare della NATO, poiché si trova al di fuori della sfera di interesse dell’Alleanza.

Occorre invece, secondo Macron un “dialogo robusto” per “costruire un quadro di sicurezza per il continente europeo” nei confronti della Russia.

“Sebbene [il] New Start -trattato sul controllo degli armamenti- sia stato rinnovato per cinque anni, il ritiro della Russia dal trattato Cieli aperti e altre intese ha portato alla fine di un sistema di gestione degli armamenti sul suolo europeo”.

Macron ha anche avuto, per la prima volta, un incontro faccia a faccia con il presidente turco Erdogan a margine del vertice dopo una serie di accese controversie sulla guerra in Libia e l’Islam in Francia. E ha rivelato di aver ricevuto assicurazioni dalla sua controparte turca che i mercenari stranieri avrebbero lasciato il territorio libico il prima possibile.

(FRANCIA 24, AFP, AP)

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