A Verona, alla galleria d’arte “Studio”, due mostre sulla ricostruzione di Beirut dopo la grande guerra civile

A Verona, alla galleria d’arte “Studio”, due mostre sulla ricostruzione di Beirut dopo la grande guerra civile

K metro 0 – Verona – A Verona, lo Studio d’arte “La Città” inaugura, sabato 5 giugno, due esposizioni (sino al 25 settembre) aventi il sapore della ripartenza, riguardando due nazioni diverse per tanti aspetti, ma al tempo stesso simili per varie analogie, e ambedue straziate prima, decenni fa, da una sanguinosa guerra civile, poi

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K metro 0 – Verona – A Verona, lo Studio d’arte “La Città” inaugura, sabato 5 giugno, due esposizioni (sino al 25 settembre) aventi il sapore della ripartenza, riguardando due nazioni diverse per tanti aspetti, ma al tempo stesso simili per varie analogie, e ambedue straziate prima, decenni fa, da una sanguinosa guerra civile, poi dal Covid: l’Italia e il Libano.

La mostra principale “I am one acquainted with the night”, è una collettiva di quindici artisti libanesi (Adel Abidin, Roy Dib, Chafa Ghaddar, Abed Al Kadiri, Kevork Mourad, Gilbert Hage, Simone Fattal, Jean Boghossian, Rania Matar, ecc…), curata da Marc Mouarkech: è realizzata in collaborazione con la Galleria “Tanit” di Beirut, e intende riflettere sul tema della solidarietà e della resilienza. La mostra rientra in un programma iniziato ad aprile scorso con l’altra “Today I would like to be a Tree”, e rafforza il rapporto di solidarietà e amicizia nei confronti di Tanit, la cui sede libanese è andata distrutta dalla violenta esplosione nella zona del porto di Beirut dell’agosto scorso.

Gli artisti in mostra si interrogano sull’influenza che una cultura della distruzione permanente può avere sul processo creativo, e danno forma concreta alla condizione di precarietà ormai quotidiana nella vita dei libanesi.

Collateralmente, Studio la Città propone anche un omaggio al fotografo artistico Gabriele Basilico: che nel 1991, a guerra civile libanese da poco conclusa (ottobre 1990), si recava a Beirut invitato dalla scrittrice libanese Dominique Eddé, a sua volta incaricata, dalla fondazione Hariri, di coordinare un gruppo, soprattutto di fotografi, per documentare la ricostruzione della città. L’operatore RAI Tanino Russo, accompagnando Basilico, realizzava il documentario “Berouth Centre Ville”: questa mostra dello Studio La Città presenta al pubblico, oltre alle foto di Basilico del 1991 (impressionanti nel loro ritratto di una città, all’epoca, ridotta in molte zone ad ammassi di macerie), la proiezione appunto, del film di Musso. Nel 2011, vent’anni dopo, sempre la Fondazione Hariri ha incaricato Gabriele Basilico di documentare ancora la ricostruzione di Beirut: questa mostra di Verona presenta anche una sola sua foto del 2011.

I temi affrontati in queste 2 mostre sono “”grandi e terribili”, del resto in linea col periodo storico che stiamo attraversando: guerra, distruzione, ma anche ricostruzione e ripresa. Segni di lutto e disperazione, ma anche di speranza. Con queste due ambiziose iniziative, Studio la Città si appresta ad inaugurare una stagione estiva che si spera foriera di un nuovo inizio, anche per il mondo della cultura.

(La visita alla galleria va regolarmente prenotata, all’email: mostre@studiolacitta.it).

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