Spagna: 6.000 migranti invadono Ceuta, enclave spagnola in Marocco

Spagna: 6.000 migranti invadono Ceuta, enclave spagnola in Marocco

K metro 0 – Madrid – C’è un assenza significativa alla Conferenza di Parigi sull’Africa, in corso oggi a Parigi al Grand Palais Ephémère: quella del premier spagnolo Pedro Sanchez, che non vi prenderà parte insieme ai leader dei principali paesi africani e occidentali, ai vertici dell’ONU, dell’UE e delle istituzioni finanziarie internazionali. Mentre nella

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K metro 0 – Madrid – C’è un assenza significativa alla Conferenza di Parigi sull’Africa, in corso oggi a Parigi al Grand Palais Ephémère: quella del premier spagnolo Pedro Sanchez, che non vi prenderà parte insieme ai leader dei principali paesi africani e occidentali, ai vertici dell’ONU, dell’UE e delle istituzioni finanziarie internazionali.

Mentre nella capitale francese si discute dei problemi dell’Africa, il continente nero riversa i suoi problemi sulla penisola iberica, con un record di arrivi di migranti a Ceuta, l’enclave spagnola lungo la costa nordafricana del Marocco.

La mia priorità in questo momento è quella di riportare la normalità a Ceuta” ha scritto Sanchez, dopo aver annullato il suo viaggio a Parigi.

Dovrà affrontare l’improvvisa emergenza creata da un’ondata di quasi 6000 migranti, giunti a Ceuta a nuoto o su zattere. 1500 sarebbero minori. Un adulto è annegato mentre cercava di raggiungere la costa di Ceuta.

Si tratta di un afflusso senza precedenti che ha superato le capacità di accoglienza. E’ il numero record di migranti arrivati in Spagna in un solo giorno.

Sono entrati illegalmente dalle prime ore di lunedì mattina costeggiando i frangiflutti della frontiera marittima di Benzú, nella baia del nord, e della spiaggia di Tarajal fra la passività delle forze di sicurezza marocchine.

Questo è il secondo ingresso massiccio nell’enclave spagnola di Ceuta. Il 25 e 26 aprile erano arrivati 149 migranti marocchini, di cui circa 40 minori.

Gli arrivi sono iniziati poco dopo le 2:00 di notte e sono continuati durante la mattina di questo lunedì. Uomini, donne e bambini sono entrati nella città spagnola nuotando e facendo rafting intorno al frangiflutti che si trova accanto al comune marocchino di Belliones, approfittando della bassa marea. Altri sono arrivati attraverso il confine meridionale di Tarajal, la spiaggia più vicina al passaggio di frontiera.

Centinaia di persone sono giunte, durante il giorno, nella città marocchina di Castillejos, a circa due chilometri dal confine di Ceuta, in attesa di entrare nell’enclave spagnola.

Anche se la stragrande maggioranza sono marocchini, tra le comunità di migranti sub-sahariani “è corsa voce” che il Marocco aveva smesso di vigilare le spiagge e il confine.

Il maggior numero di arrivi di migranti via mare si era verificato lo scorso novembre con il continuo arrivo di canoe alle isole Canarie. Tra sabato 7 e domenica 8 novembre 2020, le isole Canarie hanno ricevuto 2.188 migranti in 58 piccole imbarcazioni o cayucos.

La pressione migratoria è stata costante per tutta la giornata di lunedì a Ceuta, e ha messo in affanno i servizi di assistenza. La Guardia Civile ha fornito per tutta la mattina “aiuti umanitari”, mentre la Croce Rossa è stata sopraffatta da richieste di assistenza.

L’espulsione immediata dei migranti, almeno di quelli maggiorenni, sarà coordinata con il Marocco.

La ministra degli Esteri del governo Sanchez, Arancha Gonzalez Laya, ha precisato che l’esecutivo ha già predisposto gli strumenti per garantire i confini della città autonoma e espellere chi è entrato illegalmente “seguendo i protocolli in vigore”.

Le autorità marocchine, da parte loro, restano in silenzio di fronte alla valanga di migranti. I rapporti fra la Spagna e il paese vicino stanno attraversando un momento di tensione a causa della decisione del governo di Madrid di accogliere in Spagna il leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, affinché possa ricevere un trattamento medico per il Covid in un ospedale di Logroño.

Intanto, si stanno rafforzando i dispositivi di contenimento della pressione migratoria, con un’accresciuta presenza della Guardia Civil e della Policía Nacional per presidiare i luoghi di passaggio più probabili a Ceuta, e per accelerare le procedure dei rimpatri, secondo l’accordo con il Marocco del 1992.

Ieri sera, la polizia nazionale e quella locale sono dovute intervenire per placare scontri in città con migranti marocchini che non indossavano mascherine, col rischio di diffondere i contagi da Covid.

Per frenare gli arrivi in massa, unità dell’esercito spagnolo sono state schierate sulle spiagge di Ceuta. “In questo momento, (martedì, 18,21), l’entrata dei migranti sembra sotto controllo” ha detto in un’intervista alla radio Cadena Ser il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas.

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