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Russia: I media indipendenti censurati dal Cremlino come “agenti stranieri”

Russia: I media indipendenti censurati dal Cremlino come “agenti stranieri”

K metro 0 – Mosca – Ci risiamo! Putin non perde il vizio. La “dottrina russa sulla sicurezza mediatica” (leggi: la cortina anti-dissenso) messa a punto dal Cremlino nel 2016, colpisce ancora. Allora furono le ONG per la difesa dei diritti umani ad essere bollate come “agenti stranieri”. Oggi lo sono anche i media indipendenti.

K metro 0 – Mosca – Ci risiamo! Putin non perde il vizio. La “dottrina russa sulla sicurezza mediatica” (leggi: la cortina anti-dissenso) messa a punto dal Cremlino nel 2016, colpisce ancora. Allora furono le ONG per la difesa dei diritti umani ad essere bollate come “agenti stranieri”. Oggi lo sono anche i media indipendenti.

La Russia ha di nuovo lanciato un giro di vite sui media stranieri. Le autorità hanno preso di mira Radio Free Europe/Radio e il quotidiano indipendente VTimes definendolo “agente straniero”.

Gli ufficiali giudiziari russi si sono presentati all’ufficio di Mosca di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) venerdì per notificare all’emittente finanziata dagli Stati Uniti l’avvio di un procedimento esecutivo per multe non pagate.

Il presidente di RFE/RL, Jamie Fly, ha detto che i conti bancari moscoviti dell’emittente sono stati congelati in funzione di una manovra che ha denunciato come una grave escalation nella campagna del governo russo per cacciarla dal paese.

Sempre venerdì, la Russia ha stigmatizzato “VTimes” (il partner in lingua russa del quotidiano anglofono “The Moscow Times” con sede a Mosca) come “agente straniero“.

VTimes è stato aggiunto alla lista degli “agenti stranieri” perché è registrato nei Paesi Bassi, ha detto il ministero russo della giustizia.

Il sito di notizie è stato fondato l’anno scorso da ex redattori del quotidiano economico Vedomosti, che hanno lasciato il giornale dopo la nomina di un redattore capo pro-Cremlino.

“La Russia ha più che mai bisogno di fonti di informazione indipendenti e affidabili e di piattaforme per il libero interscambio di opinioni ed esperienze professionali”, ha detto a “The Moscow Times” Alexander Gubski, uno dei fondatori di VTimes, ex vice direttore di “Vedomosti”.

La decisione del ministero è arrivata meno di un mese dopo che “Meduza”, un popolare sito di notizie in lingua russa con sede in Lettonia, è stato anch’esso bollato come agente straniero ed è stato costretto a lanciare una campagna di crowdfunding per sopravvivere alla perdita di entrate pubblicitarie. Anche il “First Anticorruption Media”, con sede a Mosca, ha ricevuto lo stigma di agente straniero.

Il termine “agente straniero” ha forti connotazioni peggiorative in Russia. L’anno scorso, Roskomnadzor, il servizio della Federazione Russa che fa il cane da guardia dell’informazione, ha ordinato a tutti i media etichettati come agenti stranieri, tra cui RFE/RL, di aggiungere una lunga dichiarazione alle notizie, ai post sui social media e al materiale audiovisivo, specificando che il contenuto è stato creato da un centro di informazione che “svolge le funzioni di un agente straniero”.

Roskomnadzor ha registrato 520 casi di violazioni contro RFE/RL, che potrebbero comportare multe per un totale di 2,4 milioni di dollari.

Fly ha detto che l’emittente si è rifiutata di pagare le multe perché le considera illegali in quanto violano la stessa Costituzione russa. E si è appellata alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha condannato la crescente pressione della Russia sui media come un segno di debolezza del Cremlino, che crea però nuovi attriti nei rapporti fra Mosca e Washingto, già tesi su una serie di questioni tra cui l’Ucraina, la Siria, le sanzioni e l’incarcerazione dell’oppositore di Putin Alexei Navalny.

I media, ha detto Navalny in una delle sue ultime interviste (alla prestigiosa rivista “Grand Continent” edita dal Groupe d’études géopolitiques di Parigi) prima di essere arrestato lo scorso gennaio, “sono un centro nevralgico e il loro controllo è fondamentale per il potere che il partito di Putin (Russia Unita) esercita sul paese”.

Basti pensare, ha aggiunto, a come Putin ha consolidato il suo potere: il controllo sui media è stato assicurato prima ancora di prendere il controllo della magistratura e delle forze dell’ordine. Ed è stato ottenuto in un modo piuttosto sottile, se posso dire così: una minoranza dei media è stata sciolta e la maggioranza è stata comprata. Questo è stato il caso dei media acquisiti dagli oligarchi, come “Vedemosti”, che era un eccellente giornale, ma ormai è diventato un incubo da leggere”.

Lo nuove norme contro l’informazione indipendente preparano, di fatto, il campo di battaglia elettorale per le prossime elezioni legislative che si terranno il 19 settembre 2021, quando il partito di Putin dovrà difendere la sua maggioranza nella Duma.

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