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Italia: ristori aprile, servono 30 miliardi per nuovo decreto sostegno

Italia: ristori aprile, servono 30 miliardi per nuovo decreto sostegno

K metro 0 – Roma – Servirebbero almeno 30 miliardi per il nuovo scostamento necessario a finanziare un nuovo decreto con le misure di sostegno all’economia e alla liquidità delle imprese colpite dai recenti lockdown. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la soglia minima sostenuta da un’ampia quota della maggioranza di governo. Le nuove risorse

K metro 0 – Roma – Servirebbero almeno 30 miliardi per il nuovo scostamento necessario a finanziare un nuovo decreto con le misure di sostegno all’economia e alla liquidità delle imprese colpite dai recenti lockdown. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la soglia minima sostenuta da un’ampia quota della maggioranza di governo.

Le nuove risorse in deficit servirebbero dunque per un nuovo round di ristori alle attività chiuse per le restrizioni di aprile, da assegnare sulla base del criterio stabilito con l’ultimo decreto Sostegni (ipotesi di costo 10 mld). Nel decreto dovrebbero confluire anche tutta una serie di misure per la liquidità delle imprese pari a circa 20 mld, con una riedizione degli interventi del dl Liquidità dello scorso anno come la proroga delle moratorie sui debiti contratti dalle aziende e i prestiti a garanzia pubblica e la possibile aggiunta di misure nuove. Dovrebbe inoltre vedere luce con il decreto anche un set di misure salva-imprese per dilatare i tempi delle procedure fallimentari e i concordati, concedendo più tempo e indulgenza alle aziende. Questo pacchetto, interessando aspetti procedurali, sarebbe a costo zero.

Il nuovo scostamento sarà quantificato nelle stime del Def atteso entro il 15 aprile. Il decreto arriverebbe a stretto giro di posta o comunque entro fine mese. Quanto alle stime del Documento di economia e finanza, a causa dei ritardi sui vaccini e degli ultimi lockdown, potrebbero prefigurare uno scenario peggiore rispetto alle previsioni autunnali (pil del 6% in 2021 e 3,8% in 2022, dopo il -9% nel 2020). Già in sede di Nadef infatti il governo aveva avvertito che in caso di scenario avverso la previsione 2020 scenderebbe a -10,5%; nel 2021 si fermerebbe all’1,8%, contro il 5,1% del tendenziale. Sarebbe destinata a salire anche la nuova stima sul deficit: al 7% nel 2021 secondo le stime autunnali ma va aggiunto lo scostamento da 32 mld di gennaio e il nuovo scostamento in arrivo, portando l’asticella ben verso l’11%, se il nuovo scostamento fosse effettivamente di 30 mld. Attesa infine per la stima sul debito: secondo la Nadef al 158% nel 2020; al 155,6% nel 2021 e 153,4 nel 2022.

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