I nuovi orizzonti della NATO e le strategie, l’analisi della NATO Defence College Foundation

I nuovi orizzonti della NATO e le strategie, l’analisi della NATO Defence College Foundation

K metro 0 – Roma – Nel corso della riunione ministeriale della difesa della NATO della scorsa fine di febbraio, in forma virtuale, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd J ha dichiarato: “Ho sottolineato il nostro impegno ferreo per la garanzia di sicurezza ai sensi dell’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico” aggiungendo

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K metro 0 – Roma – Nel corso della riunione ministeriale della difesa della NATO della scorsa fine di febbraio, in forma virtuale, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd J ha dichiarato: “Ho sottolineato il nostro impegno ferreo per la garanzia di sicurezza ai sensi dell’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico” aggiungendo che “La nostra responsabilità condivisa come Alleati è proteggere le nostre popolazioni e il nostro territorio e per adempiere a tale compito abbiamo bisogno di ciò che il segretario generale definisce deterrenza e difesa credibili“. Lo scopo dell’incontro era in parte quello di discutere il futuro dell’Alleanza con la nuova amministrazione Biden a seguito della pubblicazione di un rapporto del NATO Reflection Group che indica la futura visione strategica della NATO fino al 2030. Il tema del dibattito era quello del ringiovanimento e della riorganizzazione dell’Alleanza

Rimane aperto il problema del costo, per gli europei, di mantenere l’interoperabilità con le forze di élite degli Stati Uniti entro il 2030 e negli anni a seguire, spese da affrontare su cui poggia la vera credibilità della difesa e della deterrenza della NATO. Altro aspetto d’importanza vitale per la NATO è che i paesi più sviluppati lavorino a stretto contatto per realizzare una coesione di difesa transatlantica di alto livello di domani come, ad esempio, i due futuri programmi europei di tecnologia di difesa aerea avanzata previsti per il 2035, come i velivoli di sesta generazione FCAS franco-tedesco-spagnolo e Tempest-FCAS britannico-italiano-svedese.

L’Italia ritiene auspicabile, come pure altri paesi partecipanti ai programmi, l’opportunità di valutare nel tempo una possibile convergenza dei due programmi, per rendere il prodotto europeo ulteriormente competitivo su scala globale, anche per non rischiare l’avvio di una concorrenza tra gruppi europei.

Quanto precede anche nell’ottica che i quattro principali attori europei devono accettare che la capacità degli Stati Uniti di continuare a difendere l’Europa dipenderà sempre più dagli europei, a causa della natura mutevole della minaccia che gli Stati Uniti devono affrontare e del costo del rinnovamento interno degli Stati Uniti.

Dopo la presidenza Trump, alcuni analisti americani hanno fatto balenare la teoria che, poiché gli europei spendono quattro volte di più della Russia in difesa, le cose non vanno poi così male. Francamente, è irrilevante se gli europei spendono quattro volte in più se poi agiscono in modo scoordinato. In effetti, la ragione per cui gli europei devono spendere di più, come chiesto, anche durante la pandemia, da Trump, è proprio perché tale spesa è aggravata dal costo delle divisioni tra i principali paesi attori della difesa europea.

Atteso quanto precede, e in attesa degli sviluppi delle problematiche esposte anche alla luce dello sperato termine della crisi pandemica la NATO Defence College Foundation ha deciso di affrontare il 24 e 25 marzo prossimi una diversa problematica che interessa da vicino l’Alleanza.

Atteso infatti che il mondo assiste a una rapida transizione energetica dai fossili alle fonti rinnovabili e che la comunità internazionale deve affrontare nuove sfide politiche, economiche e di sicurezza è importante analizzare le molteplici trasformazioni in atto nel mercato dell’energia e nel campo della sicurezza energetica, con un focus particolare sul Mediterraneo occidentale.

In particolare, si esamineranno quali sono i problemi tecnologici di una diversificazione della produzione e le condizioni per i collegamenti elettrici in Nord Africa he tipo di nuove minacce derivano dalle centrali elettriche rinnovabili e dalle reti intelligenti e come aumentare la sicurezza cooperativa nell’area. Inoltre, si analizzerà sia come realizzare un mercato energetico più connesso e integrato nel Mediterraneo occidentale e garantire collegamenti Nord-Sud. Nello specifico bisogna tenere conto che la protezione delle infrastrutture (nelle sue dimensioni fisiche e cyber), è un obiettivo strategico. Gli strumenti di sicurezza cooperativa e le partnership della NATO sono in grado di agire nel campo della sicurezza cooperativa per supportare i partner nella resilienza dai vecchi rischi (vecchi impianti) ai nuovi rischi (impianti rinnovabili); la dimensione cibernetica è fondamentale nelle reti intelligenti. Infine, sarà probabilmente necessario studiare la possibilità di trasformare la regione del Mediterraneo occidentale, nel quadro della sicurezza cooperativa, in un mercato energetico Euro-mediterraneo più integrato che consenta una sicurezza energetica condivisa degli approvvigionamenti su entrambe le sponde dell’Occidente Mediterraneo.

Quanto precede richiede infrastrutture e quadri normativi appropriati, il cui risultato è aumentare la sicurezza e la stabilità in quest’area strategica, dove i valori e le poste in gioco euro-atlantiche sono messi a dura prova dall’esterno.

In due giorni di dibattito affronteremo questi temi, cercando di fornire risposte concrete e possibili strade da percorrere. Come logico il virus proveniente dalla Cina e le sue varianti Inglese, Brasiliana, Nigeriana e altre, obbligano a organizzare l’evento senza pubblico.

La conferenza sarà trasmessa in live streaming su un quadro digitale ricco di contenuti ed è già possibile registrarsi accedendo al sito della Fondazione.

di Giuseppe Morabito

Membro del Direttorio della NATO Defence College Foundation

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