ONU, Consiglio di sicurezza è bloccato sul Myanmar

ONU, Consiglio di sicurezza è bloccato sul Myanmar

K metro 0 – New York – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ieri, non è riuscito ad arrivare a un accordo per una “dichiarazione congiunta”, riferisce Anadolu. Nel frattempo, continua la repressione sempre più sanguinosa da parte dell’esercito birmano contro i dissidenti pro-democrazia, portando così il bilancio a 54 morti. La riunione dell’organismo

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K metro 0 – New York – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ieri, non è riuscito ad arrivare a un accordo per una “dichiarazione congiunta”, riferisce Anadolu. Nel frattempo, continua la repressione sempre più sanguinosa da parte dell’esercito birmano contro i dissidenti pro-democrazia, portando così il bilancio a 54 morti.

La riunione dell’organismo incaricato di garantire la pace e la stabilità internazionale si è conclusa senza una dichiarazione, nonostante le continue richieste di un fronte unico da parte degli Stati Uniti e degli altri membri per fronteggiare la crisi.

Russia e Cina – entrambi membri permanenti con potere di veto – precedentemente avevano espresso opinioni a sostegno della non interferenza, descrivendo la disastrosa situazione nel Paese come un affare interno. “Tutte le parti dovrebbero esercitare la massima calma e moderazione, astenersi dall’intensificare le tensioni, dall’usare la violenza e prevenire qualsiasi incidente e spargimento di sangue”, ha detto l’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite Zhang Jun.

L’Unione Europea denuncia una evidente repressione da parte dei militari anche nei confronti dei media.

Intanto, l’inviato speciale dell’Onu per il Myanmar, Christine Schraner Burgener, durante la sessione a porte chiuse, ha esortato gli Stati membri ad ascoltare le “richieste disperate” della nazione e ad agire rapidamente per ripristinare la democrazia. Burgener, ha sottolineato che le speranze della popolazione stanno “venendo meno”.

Nel frattempo, il Segretario Generale, Antonio Guterres, ha esortato il Consiglio di sicurezza, “diviso”, che è necessario porre fine alla violenza; ha precisato che “l’unità della comunità internazionale è essenziale”. Il Rappresentante speciale Burgener, continua a mantenere aperto il dialogo con ogni strumento disponibile e ha esortato gli Stati membri ad “adottare misure immediate”.

La rete internet è rimasta oscurata per la 18esima notte consecutiva, ha affermato NetBlocks. Dall’inizio delle proteste, secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite, si contano almeno 54 morti. Ad ieri sarebbero più di 1.700 le persone arrestate.

Anche i Filmati che circolano sui social media, documentano la brutale repressione delle proteste, repressione che ha scatenato l’indignazione e la richiesta di una riposta internazionale più forte contro la giunta militare.

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