OPEC+: conferma taglio quote, petrolio a +5%

OPEC+: conferma taglio quote, petrolio a +5%

K metro 0 – Riyad – L’Opec+ lascia invariato il taglio delle quote di produzione di petrolio anche per il mese di aprile. Una nuova riunione del gruppo si terrà il mese prossimo per decidere i “livelli di produzione” da maggio in poi. Lo ha comunicato l’Organizzazione stessa al termine del vertice, riporta Keystone-ATS. I

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K metro 0 – Riyad – L’Opec+ lascia invariato il taglio delle quote di produzione di petrolio anche per il mese di aprile. Una nuova riunione del gruppo si terrà il mese prossimo per decidere i “livelli di produzione” da maggio in poi. Lo ha comunicato l’Organizzazione stessa al termine del vertice, riporta Keystone-ATS.

I ministri hanno approvato il “proseguimento dei livelli di produzione di marzo per il mese di aprile, ad eccezione di Russia e Kazakistan, che potranno aumentare la produzione rispettivamente di 130.000 e 20.000 barili al giorno, a causa dei trend stagionali di consumo” afferma il comunicato finale spiegando che “il vertice ha riconosciuto il recente miglioramento del clima sul mercato attraverso l’accettazione e il lancio di programmi di vaccinazione e pacchetti di stimoli aggiuntivi nelle economie chiave, ma ha avvertito tutti i paesi partecipanti di rimanere vigili e flessibili date le condizioni di mercato incerte, e di rimanere sulla rotta” .

Una mossa che innesca il rally delle quotazioni del greggio Wti e del Brent con rialzi superiori al 5% fino a sfiorare rispettivamente i 65 e i 67 dollari al barile.

Ha vinto la linea del rigore dell’Arabia Saudita al vertice dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e dei suoi alleati che ha visto ancora una volta muro contro muro i due concorrenti, Mosca e Riad. Anche se, per far fronte alle modeste concessioni accordate a Russia e Kazakistan, l’Arabia Saudita si fa nuovamente carico di un sacrificio extra prorogando a tutto il mese prossimo la stretta sulla propria produzione di un milione di barili/giorno.

I produttori hanno discusso del possibile aumento della produzione di 1,5 milioni di barili al giorno. Ma fin da subito l’Arabia saudita ha invitato alla “cautela” in contrapposizione all’interventismo della Russia che premeva per un allentamento dei tagli alle quote produttive varati l’anno scorso per scongiurare un accumulo delle scorte e il crollo delle quotazioni di greggio.

Gli investitori sono rimasti sorpresi dal fatto che l’Arabia Saudita avesse deciso di mantenere un taglio  fino ad aprile. “Una serie di fattori hanno unito le parti, ma il consecutivo aumento dei prezzi quasi certamente spingerà le parti a cambiare idea quando si incontreranno di nuovo il 1 ° aprile”, ha detto Citigroup in una nota.

Negli Stati Uniti, nonostante l’aumento da record a oltre 21 milioni di barili, la scorsa settimana, i prezzi del petrolio sono caduti ai minimi da oltre 30 anni.

Negli ultimi giorni il mercato obbligazionario ha già reagito ai segnali di ripresa dell’inflazione e la mossa aggressiva dell’Opec+, con quotazioni del greggio ben oltre i 60 dollari al barile, potrebbe diventare un problema secondo la Federal Reserve e la Banca centrale europea.

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