Libano, scoppiano le proteste dopo il tracollo della valuta

Libano, scoppiano le proteste dopo il tracollo della valuta

K metro 0 – Beirut – Le proteste sono scoppiate in tutto il Libano, dopo che la sterlina libanese ha toccato il minimo storico contro il dollaro, segno di una profonda crisi, legata alla mancanza di un accordo politico, sempre più urgente, per la formazione di un nuovo governo. Il crollo della valuta locale, scambiata 9.975

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K metro 0 – Beirut – Le proteste sono scoppiate in tutto il Libano, dopo che la sterlina libanese ha toccato il minimo storico contro il dollaro, segno di una profonda crisi, legata alla mancanza di un accordo politico, sempre più urgente, per la formazione di un nuovo governo.

Il crollo della valuta locale, scambiata 9.975 sterline intorno a mezzogiorno di questo martedì, ha provocato un forte aumento dei prezzi, e ha portato allo scoppio di piccole proteste in diverse città del Paese; alcune di queste sono degenerate e manifestanti hanno bloccato le strade con pneumatici in fiamme.

Proseguendo in questa direzione, il salario minimo nel Libano si ridurrebbe a circa $ 68 dollari al mese. “Stanno portando via la nostra dignità. Oggi siamo scesi per dire di no” ha detto uno dei partecipanti alle proteste, riporta Reuters.

I manifestanti hanno chiuso diverse strade principali con pneumatici in fiamme, mentre nella capitale Beirut, l’autostrada che porta all’aeroporto internazionale è stata bloccata brevemente, prima che i soldati la riaprissero. Le strade sono state chiuse anche nella città settentrionale di Tripoli e a Sidone, che sono la seconda e la terza città più grande del Libano. Questa sera le strade sono state nuovamente bloccate, in diverse zone, informano i media locali.

Il Libano è un paese che dipende fortemente dalle importazioni e la mancanza di valuta forte, ha portato a ritardi dell’arrivo di carburante, in un Paese che necessita dipende fortemente dell’olio combustibile e del gasolio per generare elettricità.

Marwan Kheireddine ha affermato: “Non siamo un paese in bancarotta e abbiamo la capacità di uscire dalla crisi, ma abbiamo bisogno di una decisione politica”. L’ex banchiere ha sottolineato in un intervento televisivo, “sono ancora divisi sul fatto che il governo debba includere 18 o 20 ministri,… come se non ci fossero problemi nel Paese.”

Il Libano, attualmente schiacciato da una montagna di debiti, e il tracollo finanziario ha alimentato le perdite di posti di lavoro e la povertà. Il crollo della moneta è stato l’ultima goccia per molti cittadini, che hanno visto così i prezzi dei beni di consumo, come pannolini o cereali, quasi triplicare, da quando è scoppiata la crisi.

I leader politici fino ad oggi, non sono riusciti a concordare un piano di salvataggio da quando, alla fine del 2019, è scoppiata la crisi e gli afflussi di dollari si sono esauriti.

I cittadini chiedono ai politici di avere responsabilità e dimostrare consapevolezza della tragica situazione che il Paese sta affrontando.

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