Roma, Pompili: “Marini ha sfiorato il primo scranno della Repubblica, senza perdere il contatto con “l’ultimo” della società”

Roma, Pompili: “Marini ha sfiorato il primo scranno della Repubblica, senza perdere il contatto con “l’ultimo” della società”

K metro 0 – Roma – Oggi, si sono tenuti a Roma i funerali del Senatore Franco Marini. Ad ospitare le esequie in forma privata, la chiesa di San Roberto Bellarmino a piazza Ungheria. La cerimonia è stata celebrata dal vescovo di Rieti Domenico Pompili. Commentando il passo evangelico della guarigione della figlia di una

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K metro 0 – Roma – Oggi, si sono tenuti a Roma i funerali del Senatore Franco Marini. Ad ospitare le esequie in forma privata, la chiesa di San Roberto Bellarmino a piazza Ungheria. La cerimonia è stata celebrata dal vescovo di Rieti Domenico Pompili.

Commentando il passo evangelico della guarigione della figlia di una donna siro-fenicia, mons. Pompili ha ricordato che anche per “Franco siamo tutti figli e il pane è per tutti, fossero pure le briciole. Tale certezza a Franco nasceva da dentro. Non solo dalla sua esperienza di casa, ma anche dalla sua fede cristiana. È da lì che ha maturato quel popolarismo politico che l’ha reso protagonista in una delicata fase di passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica e che è esattamente il contrario di quel populismo che – nella cosiddetta Terza Repubblica – vorrebbe rieditare anacronistiche battaglie identitarie”. Dalla vita di Franco Marini, ha aggiunto il vescovo, “si ricava una importante lezione: non è solo il pubblico che determina il privato, ma anche il privato influisce e determina il pubblico. Abbiamo troppo ideologizzato questa distinzione, fino al punto di creare una inseparabile separazione tra due dimensioni che sono distinte, ma non distanti. Quel che siamo in pubblico è anche l’effetto di quello che siamo in privato perché c’è una correlazione fin troppo evidente tra quello che anima il nostro vissuto quotidiano e quello che ispira la nostra attività pubblica”. Questo spiega, per il vescovo di Rieti, “quel carattere di franchezza, di immediatezza, di concretezza che ha fatto del senatore Marini una figura politica sui generis. Arrivando a sfiorare il primo scranno della Repubblica, senza però mai perdere il contatto con l’ultimo della società”.

Il Senatore Marini, aveva 87 anni. Era originario dell’Abruzzo di San Pio delle Camere. Recentemente era stato dimesso dall’ospedale di Rieti, dov’era ricoverato a causa del Covid 19.

La sua vita è stata dedicata alla politica e alla lotta sociale: segretario generale della CISL, presidente del Senato, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Marini ha iniziato la sua attività sindacale dai tempi dell’università. La DC lo candidò per la prima volta alle politiche del 1992, poi il percorso nel Partito Popolare e nella Margherita. Marini partecipò quindi alla fondazione del PD.

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