Corte Londra: Assange, no a estradizione negli Usa

Corte Londra: Assange, no a estradizione negli Usa

K metro 0 – Londra – No all’estradizione di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, negli Stati Uniti. Lo ha stabilito questa mattina la giudice del tribunale di Londra Vanessa Baraitser citando il rischio di suicidio di Assange. L’estradizione sarebbe “pesante” a causa dello stato di salute mentale del soggetto. L’avvocato Stella Moris, in aula è

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K metro 0 – Londra – No all’estradizione di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, negli Stati Uniti. Lo ha stabilito questa mattina la giudice del tribunale di Londra Vanessa Baraitser citando il rischio di suicidio di Assange. L’estradizione sarebbe “pesante” a causa dello stato di salute mentale del soggetto.

L’avvocato Stella Moris, in aula è scoppiata in lacrime, Julian Assange, vestito con un abito blu, si asciugò la fronte. Mentre fuori dal tribunale di Old Bailey, la sentenza è stata accolta con un’esplosione di gioia da una trentina di manifestanti, che hanno gridato “Libera Julian Assange” e “Abbiamo vinto!”

Le autorità statunitensi hanno notificato al tribunale britannico la loro intenzione di presentare ricorso contro la decisione del giudice Vanessa Baraitser. Julian Assange rimane in custodia nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh.

Gli avvocati di Assange hanno denunciato una procedura “politica” basata su “menzogna”. Tuttavia, sottolineano, l’accordo americano-britannico proibisce “espressamente” le estradizioni per “reati politici”. Nella sua sentenza, il giudice britannico ha fatto riferimento a “prove insufficienti delle pressioni dell’amministrazione Trump sui pubblici ministeri” e “poche o nessuna prova dell’ostilità del presidente Trump nei confronti di Julian Assange o Wilileaks”.

Negli Usa Assange è accusato di spionaggio e di aver violato le reti informatiche del governo. Fra il 2010 e il 2011 su WikiLeaks erano stati pubblicati centinaia di migliaia di documenti sulle guerra in Afghanistan e Iraq, oltre che dispacci dei diplomatici americani nel mondo. Tra i documenti diffusi c’era un video che mostrava i civili uccisi dal fuoco delle cannoniere statunitensi in Iraq nel luglio 2007, inclusi due giornalisti di Reuters.

Intanto, il Messico ha offerto asilo politico al fondatore di WikiLeaks.”Chiederò al ministro degli Affari esteri di prendere le disposizioni necessarie per fare appello al governo britannico per il rilascio del signor Assange e per il Messico di offrirgli asilo politico”, ha detto oggi il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador durante della sua conferenza stampa quotidiana.

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