Vaccino Pfizer, quando e a chi: le fasi della vaccinazione

Vaccino Pfizer, quando e a chi: le fasi della vaccinazione

K metro 0 – Adnkronos – Roma – Dall’arrivo del vaccino anti covid Pfizer in Italia, sono oltre 46mila le persone che hanno già ricevuto la prima somministrazione del siero. Circa 470mila le dosi consegnate nel nostro Paese al 30 dicembre scorso. A vaccinarsi sono soprattutto operatori sanitari nella fascia di età compresa fra i

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K metro 0 – Adnkronos – Roma – Dall’arrivo del vaccino anti covid Pfizer in Italia, sono oltre 46mila le persone che hanno già ricevuto la prima somministrazione del siero. Circa 470mila le dosi consegnate nel nostro Paese al 30 dicembre scorso. A vaccinarsi sono soprattutto operatori sanitari nella fascia di età compresa fra i 50 e i 59 anni. Ma come funzionano le fasi del programma di vaccinazione italiano, chi ha la precedenza e a chi è adatto o meno il siero? A rispondere sono Ministero della Salute e Aifa.

PRIMA FASE – Nella prima fase già iniziata, spiega il dicastero della Salute, la vaccinazione sarà riservata ai professionisti sanitari, al personale sanitario e sociosanitario di ospedali e servizi territoriali nonché agli ospiti e al personale dei presidi residenziali per anziani. Tali categorie saranno contattate con chiamata attiva.

FASI SUCCESSIVE – La campagna di vaccinazione, spiega ancora il Ministero, proseguirà quindi a fasi che dipenderanno dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni EMA (European Medicines Agency) per ogni nuovo vaccino e, in ogni caso, riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano Strategico Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. Le indicazioni potranno essere aggiornate in base all’evolversi della pandemia e delle conoscenze provenienti dalla ricerca scientifica e della disponibilità di vaccini. Al momento queste sono le categorie individuate: personale sanitario e sociosanitario, ospiti e personale dei presidi residenziali per anziani, persone che hanno dagli 80 anni in su, persone che hanno dai 60 ai 79 anni, persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

BAMBINI E IMMUNODEPRESSI– Comirnaty (Pfizer/Bionthec), il primo vaccino approvato da EMA (European Medicines Agency), non è attualmente raccomandato per i bambini di età inferiore a 16 anni. L’Agenzia europea, così come le altre agenzie internazionali, attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica. Sono inoltre disponibili dati limitati sulle persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti. Sebbene tali soggetti possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non sussistono particolari problemi di sicurezza. Secondo il Piano strategico le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti dovranno essere vaccinate nelle prime fasi, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di COVID-19.

SOMMINISTRAZIONE – Per quasi tutti i vaccini vicini all’autorizzazione al momento sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino. In particolare, il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra, spiegano Ministero e Aifa.

CERTIFICAZIONE – Sicuramente, spiega il Ministero, sarà rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione. Istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.

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