Bosnia, migranti: 3mila al gelo. Unhcr: “Rischiano di morire”

Bosnia, migranti: 3mila al gelo. Unhcr: “Rischiano di morire”

K metro 0 – Roma – “Siamo profondamente preoccupati per le condizioni precarie in cui si trovano attualmente i migranti e i richiedenti asilo che hanno perso il rifugio e gli altri che sono rimasti bloccati lungo il confine in edifici abbandonati e campi di fortuna in questo periodo dell’anno. Con le forti nevicate recenti

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K metro 0 – Roma – “Siamo profondamente preoccupati per le condizioni precarie in cui si trovano attualmente i migranti e i richiedenti asilo che hanno perso il rifugio e gli altri che sono rimasti bloccati lungo il confine in edifici abbandonati e campi di fortuna in questo periodo dell’anno. Con le forti nevicate recenti e le temperature sotto lo zero sicurezza, salute e protezione di queste persone sono a rischio immediato. Se non si agisce con la massima urgenza, si mettono a rischio delle vite umane“. Unhcr – Agenzia Onu per i Rifugiati, parlando all’Adnkronos, lancia un nuovo appello perché si agisca in fretta riguardo ai tremila profughi bloccati al gelo nel nordovest della Bosnia-Erzegovina, al confine con la Croazia, costretti a vivere in condizioni critiche dopo che la tendopoli di Lipa è stata distrutta dalle fiamme.

“Unhcr, insieme a Oim, Save the Children, Médecins du Monde e Danish Refugee Council, pur riconoscendo la delicata situazione che stanno affrontando, ha chiesto alle autorità della Bosnia-Erzegovina di agire rapidamente per garantire l’immediata sicurezza e la protezione di queste persone – sottolinea Unhcr – Le organizzazioni umanitarie sono disponibili a sostenere gli sforzi delle autorità per trovare soluzioni alternative sicure e protette, e ad organizzare con urgenza la fornitura di assistenza”.


(di Sibilla Bertollini)

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    stefano
    1 Gennaio 2021, 13:49

    La Bosnia ha ricevuto 60 milioni di euro dalla Commissione europea dal 2018 per l’accoglienza, e altri 25 sono stati stanziati il 16 dicembre di questo anno. Eppure, le autorità bosniache non solo non hanno predisposto nessuna accoglienza, ma, anzi, hanno deciso di chiudere il campo di Bira, che poteva ospitare 2000 persone, mentre il campo fantasma di Lipa, dove 1300 persone vivevano in condizioni tragiche è stato distrutto da un incendio il 24 dicembre.

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