Nagorno-Karabakh: cessate il fuoco con la mediazione russa

Nagorno-Karabakh: cessate il fuoco con la mediazione russa

K metro 0 – Nagorno – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha detto di aver firmato un “doloroso” accordo con i presidenti di Azerbaigian e Russia per porre fine alla guerra in Nagorno-Karabakh. La sua dichiarazione è arrivata poche ore dopo la conferma che la città chiave di Shusha era stata presa dalle forze

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K metro 0 – Nagorno – Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha detto di aver firmato un “doloroso” accordo con i presidenti di Azerbaigian e Russia per porre fine alla guerra in Nagorno-Karabakh. La sua dichiarazione è arrivata poche ore dopo la conferma che la città chiave di Shusha era stata presa dalle forze azere. La notizia è stata confermata da un portavoce del Cremlino.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che gli accordi raggiunti tra Russia, Armenia e Azerbaigian creeranno le condizioni per una soluzione a lungo termine della crisi nella regione. Secondo gli accordi, la parte armena e quella azera devono scambiarsi i prigionieri di guerra e tutti i nodi di trasporto in Karabakh verranno sbloccati. Inoltre, le forze di pace russe saranno di stanza nella regione, ha aggiunto Putin.

Dal canto suo il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha affermato che Russia e Turchia condurranno congiuntamente una missione di mantenimento della pace nel Nagorno-Karabakh. Il leader azerbaigiano ha definito l’accordo storico e ha anche sottolineato il ruolo speciale della Russia nella soluzione del conflitto del Karabakh. Ha sottolineato che l’ulteriore attività della parte russa su questo tema sarà molto significativa.

Nel frattempo, in un post su Facebook, Pashinyan ha detto che l’accordo entrerà in vigore dalle 01.00 di martedì (21:00 GMT di lunedì), ponendo fine a sei settimane di feroci combattimenti che hanno causato la morte di centinaia di persone. Descrivendo la mossa come “indicibilmente dolorosa per me personalmente e per il nostro popolo”, Pashinyan ha detto di aver preso la decisione come risultato di “un’analisi approfondita della situazione militare” che ha visto la forza azera avanzare, spiegando che l’accordo è “la migliore soluzione possibile alla situazione attuale”. Non c’è stata alcuna reazione ufficiale immediata dall’Azerbaigian.

Le parti hanno anche concordato lo scambio di prigionieri oltre ai corpi dei morti. Inoltre, sotto il controllo russo, i profughi che hanno lasciato il Karabakh e le aree circostanti, saranno rimpatriati sotto la supervisione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Contemporaneamente al ritiro delle truppe armene dalla regione, lungo il corridoio Lachin verrà dispiegato un contingente russo di peacekeeping, che includerà 1.960 militari, 90 blindati da trasporto e 380 unità di automobili e attrezzature speciali. Il loro periodo di permanenza sarà di cinque anni, con possibilità di ulteriore proroga.

Il conflitto in Nagorno-Karabakh si è intensificato il 27 settembre, dopo che l’Azerbaigian ha denunciato una serie di provocazioni da parte armena e lanciato un’offensiva. Da allora, le parti hanno concordato tre volte un cessate il fuoco, ma ogni volta questi accordi non sono stati rispettati.

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