Bielorussia, Lukashenko: “non me ne vado”, pronti all’integrazione con la Russia

Bielorussia, Lukashenko: “non me ne vado”, pronti all’integrazione con la Russia

K metro 0 – Minsk – Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko martedì, ha rilasciato una lunga intervista ai media russi – “Moscow Says”, RT, Channel One e VGTRK. Il materiale integrale non è ancora stato pubblicato, ma sul canale Telegram del caporedattore dell’emittente radiofonica “Moscow Says” Roman Babayan e sui nastri dell’agenzia di stampa TASS si possono trovare

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K metro 0 – Minsk – Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko martedì, ha rilasciato una lunga intervista ai media russi – “Moscow Says”, RT, Channel One e VGTRK. Il materiale integrale non è ancora stato pubblicato, ma sul canale Telegram del caporedattore dell’emittente radiofonica “Moscow Says” Roman Babayan e sui nastri dell’agenzia di stampa TASS si possono trovare estratti della conversazione.

Lukashenko durante la sua intervista ha affermato: “siamo pronti a riformare la costituzione, dopodiché non escludo elezioni presidenziali anticipate.” – Mentre sulla necessità di mantenere il posto come capo dello Stato ha detto – “non me ne vado. Sto modernizzando la Bielorussia da un quarto di secolo. Non mi arrenderò. Inoltre, se me ne vado, i miei sostenitori verranno tagliati!”

A proposito dei manifestanti: “le persone che stanno protestando ora alcuni semplicemente non sanno come fosse la nostra Bielorussia 20 anni fa, e alcuni l’hanno dimenticata!”

Sull’opposizione della Bielorussia ha sottolineato: “non parlerò con il Consiglio di coordinamento dell’opposizione, perché non so chi siano queste persone.” – Inoltre – “Vogliono rompere tutti i nostri legami fraterni con la Russia, vogliono che abbiamo istruzione e medicine pagate. Vogliono che tutte le nostre imprese industriali vengano distrutte e che i lavoratori diventino disoccupati!” – ha aggiunto – “Siamo pronti a continuare l’integrazione con la Russia, ma prima è necessario che tutte le istituzioni e i progetti già esistenti nell’ambito dello Stato dell’Unione funzionino in modo appropriato.”

Nel frattempo, la guardia di frontiera lettone ha ricevuto domande di asilo da altri cinque cittadini bielorussi. Lo ha dichiarato Kristīne Pētersone del servizio stampa della guardia di frontiera.

Il ministro degli Affari esteri della Lettonia Edgars Rinkēvičs ha affermato su Twitter che martedì il governo ha stanziato 50.000 euro per fornire cure alle persone che hanno subito repressioni in Bielorussia. Sei persone hanno già ricevuto assistenza medica negli ospedali lettoni e “purtroppo ne arriveranno altre”.

la Lettonia ha rilasciato 41 visti per persone perseguitate politicamente, ha affermato Rinkēvičs. Il 17 agosto ha annunciato pubblicamente che la Lettonia è pronta ad accettare richiedenti asilo politico in conformità con la legislazione e le restrizioni in vigore per limitare il COVID-19.

Intanto Bruxelles, ha messo nel mirino 31 persone ritenute responsabili dei brogli e della repressione. Sanzioni che andranno dal divieto di ingresso nell’Ue al congelamento dei beni e colpiranno i vertici del regime di Minsk.

L’azione sanzionatorio dovrebbe essere approvato il 21 settembre dai ministri degli Esteri europei per diventare operativo entro poche settimane.

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