K metro 0 – Pechino – L’epidemia da Coronavirus sta portando la Cina verso un futuro segnato dall’avvio del funzionamento di nuove tecnologie su più livelli. Nei prossimi sei anni, il Paese si impegnerà a investire oltre mille miliardi di dollari per installare reti wireless 5G, telecamere e sensori e sviluppare software di intelligenza artificiale,
K metro 0 – Pechino – L’epidemia da Coronavirus sta portando la Cina verso un futuro segnato dall’avvio del funzionamento di nuove tecnologie su più livelli. Nei prossimi sei anni, il Paese si impegnerà a investire oltre mille miliardi di dollari per installare reti wireless 5G, telecamere e sensori e sviluppare software di intelligenza artificiale, fabbriche automatizzate e apparati di sorveglianza di massa.
La Cina intanto, sta cercando di costruire una delle reti di tecnologia di sorveglianza più sofisticate al mondo, con centinaia di milioni di telecamere in luoghi pubblici e un crescente utilizzo di tecniche come il monitoraggio degli smartphone e il riconoscimento facciale. Quest’anno, città e villaggi in tutto il paese hanno utilizzato un sistema che il governo ha definito “una guerra popolare a tutto campo contro il coronavirus”.
Secondo quanto riporta la Reuters, le autorità hanno utilizzato principalmente i dati di localizzazione mobile e le app di tracciamento con ID per segnalare le persone che rientravano dall’estero per la quarantena, il sistema di sorveglianza delle telecamere ha svolto un ruolo cruciale, secondo quanto riferiscono funzionari, media statali e residenti. La rete inoltre, è stata utilizzata per rintracciare le persone confermate come infette dal virus e per punire le imprese o gli individui che hanno violato le restrizioni. Dal canto suo Wang, funzionario della città di Tianjin afferma che si tratta di una situazione di guerra e ha aggiunto: “Nonostante le ambizioni e gli obiettivi hi-tech del sistema, l’utilizzo di queste telecamere dipende molto dalle persone che guardano i filmati sugli schermi. Quest’ultimi vengono definiti “membri della griglia”, siedono in stanze di monitoraggio e controllano i feed degli smartphone dalle reti di telecamere”.
James Leibold, professore associato presso la University of La Trobe in Australia, che ha studiato sistemi simili nel Xinjiang dell’estremo ovest della Cina ha dichiarato: “Questo tipo di sorveglianza è molto più guidato dall’uomo che dalla tecnologia”. In questo regime di super controllo i media statali, i funzionari e i governi locali hanno rendicontato i risultati ottenuti dal sistema durante la campagna contro il coronavirus. Ad esempio, nel villaggio di Donghan a Hubei, la provincia in cui il coronavirus si è diffuso alla fine dell’anno scorso, il membro della griglia Liu Ganhe ha visto riunirsi sei abitanti del villaggio senza maschere, così ha chiamato subito le autorità.
I media hanno raccontato che i componenti del sistema di sorveglianza “membri della griglia”, si sono precipitati nei villaggi per disperdere la folla e richiamare le persone, elogiando questo tipo di restrizioni tipiche dei tempi di guerra. A Xiangtan, un’altra città di Hunan, il sistema è stato utilizzato per localizzare un uomo che aveva la febbre alta in un centro commerciale secondo quanto riportano i media statali. I funzionari lo hanno rintracciato usando le telecamere e inviato agenti di pubblica sicurezza per punirlo.
I media statali hanno pubblicato immagini di funzionari che guardano schermi multipli nelle stazioni di polizia.
Intanto man mano che le autorità cinesi espandono l’uso delle app di monitoraggio sullo stato di salute, crescono i problemi legati alla privacy. I codici QR usati durante la pandemia in Cina, hanno svolto un ruolo chiave nel contenimento del coronavirus, ora però sembrano destinati a svolgere una funzione molto primaria nella vita quotidiana delle persone.
I nuovi sistemi vengono incorporati nelle popolari app per smartphone WeChat e Alipay, i codici utilizzano dati medici auto-segnalati e raccolti automaticamente per dare alle persone vari risultati divisi per punteggi: rosso, giallo o verde che indicano la probabilità di aver contratto il virus.
Per andare in giro liberamente in Cina, le persone devono avere un punteggio verde e da febbraio è stato chiesto loro di presentare i codici QR per poter accedere in ristoranti, parchi e altri luoghi. Fino a questo momento la gente ha accettato di usare tranquillamente l’uso dei codici sulla loro salute perché lo ritenevano uno strumento necessario per rimettere in piedi l’economia.
Ma tutto è cambiato quando la città orientale di Hangzhou ha proposto venerdì scorso di assegnare in modo permanente a ciascuno dei suoi residenti un badge sanitario colorato e di assegnare loro un punteggio da 0 a 100 in base alle loro cartelle cliniche e alle loro abitudini di vita. Le immagini pubblicate dall’autorità sanitaria di Hangzhou hanno mostrato che le persone sarebbero state valutate in base alle loro abitudini alimentari e di consumo, se fumavano e persino quanto dormivano la notte prima. Ciò è stato ritenuto troppo invasivo, scatenando una tempesta di critiche da parte di migliaia di utenti sul canale Weibo, alimentando il dibattito sulla privacy e la sicurezza dei dati.
Una discussione che arriva proprio mentre la Cina è pronta a sancire i diritti sulla privacy degli individui per la prima volta nella storia del codice civile del paese. Il CEO di Baidu, il gigante dei motori di ricerca, Robin Li e altri delegati hanno avanzato una serie di proposte, tra cui il fatto che i dati raccolti durante l’epidemia dovrebbero essere distrutti dopo il loro uso o essere stabilite regole nuove su come gestirli.
Nel frattempo, la piattaforma video Vivymotion di Vivendi e la Huawei Video cinese martedì hanno annunciato una partnership per offrire contenuti video internazionali e locali. Huawei comunque continua a lavorare per aumentare la sua presenza in Francia e in Europa. Le società hanno affermato in una dichiarazione congiunta che Huawei Video integrerebbe il lettore video di Dailymotion, il cui principale rivale è YouTube.