Taiwan respinge le rivendicazioni di sovranità della Cina

Taiwan respinge le rivendicazioni di sovranità della Cina

K metro 0 – Taiwan – il caso Taiwan è tornato di attualità, alimentando tensioni.  La questione di Taiwan è nell’interesse centrale della Cina. Pechino vede Taiwan come una provincia che si è smarrita e non ha diritto al riconoscimento internazionale come entità politica separata, ed il processo di unificazione con la Cina Popolare è

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K metro 0 – Taiwan – il caso Taiwan è tornato di attualità, alimentando tensioni.  La questione di Taiwan è nell’interesse centrale della Cina. Pechino vede Taiwan come una provincia che si è smarrita e non ha diritto al riconoscimento internazionale come entità politica separata, ed il processo di unificazione con la Cina Popolare è inarrestabile.

Il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha affermato nella giornata di oggi: “Taiwan non può accettare di entrare a far parte della Cina”, Taipei resta ancorata all’idea di indipendenza da Pechino, chiudendo qualsiasi possibilità di apertura verso le richieste cinesi, respingendo fortemente le rivendicazioni di sovranità della Cina e preparando così il terreno per un peggioramento dei rapporti. Dal canto suo la Cina ha risposto che la riunificazione è inevitabile e che non tollera l’indipendenza di Taiwan.

Il presidente Tsai Ing-wen ha inoltre aggiunto: “Entrambe le parti hanno il dovere di trovare un modo per coesistere a lungo termine e prevenire un rafforzamento dell’antagonismo. Voglio ribadire le parole pace, parità, democrazia e dialogo. Non accetteremo l’uso da parte delle autorità di Pechino di due sistemi per declassare Taiwan e minare lo status quo dello Stretto. Siamo fedeli a questo principio”.

L’ufficio cinese per gli affari di Taiwan, in risposta a Tsai, ha affermato che Pechino si atterrà al cosiddetto modello “Principio di una Cina” e “Un Paese, Due Sistemi”: il principio, cioè, fortemente sostenuto da Pechino, che dichiara l’isola di Taiwan parte integrante della Cina, e che non lascerà spazio alle attività separatiste di Taiwan.

La Cina vede il presidente Tsai come un separatista incline all’indipendenza formale per Taiwan, mentre Tsai afferma che Taiwan è uno stato indipendente, chiamato Repubblica di Cina e non vuole far parte della Repubblica popolare cinese governata da Pechino.

Nel frattempo, Il governo cinese appare più allarmato di quanto non sia disposto ad ammettere per i nuovi focolai di coronavirus individuati nelle province di Jilin e Heilongjiang, nel nord-est del paese.

A destare preoccupazione è in particolare il focolaio nella città di Shulan, una contea sotto la giurisdizione della città di Jilin al confine con la Russia, dove è stata imposta la seconda più grande serrata in Cina dall’inizio dell’epidemia, dopo quella applicata a Wuhan lo scorso 23 gennaio. Shulan, con una popolazione di oltre 700 mila abitanti, ha visto aumentare i casi di infezione da coronavirus nell’ultimo periodo, fattore che ha portato le autorità locali a elevare l’emergenza al massimo livello. Secondo i media cinesi, la città ha riportato 42 casi a partire dal 7 maggio, quando è stato identificato il primo paziente contagiato dal coronavirus. I numeri potrebbero però essere diversi, come suggerisce il fatto che almeno 8 mila residenti sono stati posti in quarantena e che nel capoluogo Jilin sono stati designati due ospedali con un totale di 1.300 posti letto per i pazienti. Nel frattempo, tuttavia, i nuovi casi sembrano suggerire la possibilità che il coronavirus stia mutando.

I contagi a Jilin presentano caratteristiche diverse da quelli originati nella provincia di Hubei, focolaio della pandemia di coronavirus nella fase iniziale dello scoppio.

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