Londra, corsa al vaccino tra finanziamenti pubblici e incertezze

Londra, corsa al vaccino tra finanziamenti pubblici e incertezze

K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico Boris Johnson afferma che potrebbe non esserci mai un vaccino per COVID-19 nonostante l’enorme sforzo globale per svilupparne uno, riportano i media inglesi. “Resta ancora una lunga strada da percorrere e devo dire onestamente che un vaccino potrebbe non essere disponibile” ha scritto Johnson sul

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K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico Boris Johnson afferma che potrebbe non esserci mai un vaccino per COVID-19 nonostante l’enorme sforzo globale per svilupparne uno, riportano i media inglesi.

“Resta ancora una lunga strada da percorrere e devo dire onestamente che un vaccino potrebbe non essere disponibile” ha scritto Johnson sul tabloid conservatore The Mail on Sunday. Johnson ha affermato che anche il Regno Unito sostiene la ricerca sui trattamenti farmacologici, infatti il governo ha stanziato fondi per un ammontare di 130 milioni di sterline per accelerare l’apertura del nuovo Centro di Produzione e Innovazione Vaccini. Nella corsa per essere il primo paese a realizzare il vaccino, Il Business Secretary Alok Sharma, ha dichiarato oggi, che è stato raggiunto un accordo tra l’Università di Oxford e il gigante farmaceutico AstraZeneca, per produrre trenta milioni di dosi entro settembre, nel caso che il vaccino sia efficace. Riporta il Daily Mail.

Il premier britannico ha affermato anche: “dobbiamo trovare nuovi modi per controllare il virus”, tra cui sottoporre a test le persone che hanno sintomi e tracciare i contatti delle persone contagiate”. Nel frattempo, il governo britannico ha allentato già la settimana scorsa alcune misure restrittive nel paese, in particolare riguardo le attività all’aria aperta. Johnson ha affermato: “So che non sarà facile”. Comunque, nella road-map del governo, si prevede di allentare le restrizioni nei prossimi mesi.

Parlando sempre di vaccini, il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato: “Anche se ci sarà un rimbalzo nella seconda metà dell’anno, senza un vaccino per il coronavirus la piena ripresa dell’economia americana non potrà avvenire”. Lo ha detto Powell in una intervista alla Cbs, spiegando comunque come la crisi economica provocata dalla pandemia non sarà come la Grande Depressione degli anni ’30, “grazie a una economia forte prima della crisi e delle banche solide”.

intanto, non si ferma la corsa al vaccino anti-Covid. Al 15 maggio L’Organizzazione mondiale della sanità ha censito in tutto il mondo 118 candidati vaccini, di cui una decina in fase di sperimentazione clinica. A fare il punto è l’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani. Si tratta di: vaccini a virus, nei quali si utilizza direttamente il virus dopo averlo attenuato o inattivato; è una tecnologia con la quale si realizzano molti vaccini, tra cui quelli per morbillo e poliomielite; vaccini basati sugli acidi nucleici (Dna o Rna), nei quali si utilizzano le informazioni genetiche di una proteina del virus, di solito la proteina spike che si trova sulle punte della corona del virus; vaccini a vettore virale, nel quale si utilizza un virus innocuo per l’uomo, ingegnerizzato in modo tale da trasportare le proteine del virus contro il quale si vuole sviluppare l’immunità; vaccini basati su proteine.

Dalle informazioni pubbliche disponibili riporta l’Adnkronos, risultano attualmente in fase clinica i seguenti candidati vaccini: Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) – Moderna Therapeutics (Usa); Accademia di Scienze Mediche Militari di Pechino – CanSino Biologics (Cina); Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi) – Inovio Pharmaceuticals (USA); Shenzhen Geno-Immune Medical Institute (Cina, due candidati vaccini); Università di Oxford (Gran Bretagna); Sinovac Biotech (Cina); Beijing Institute of Biological Products/Wuhan Institute of Biological Products (Cina); BioNTech/Pfizer (Germania) Symvivo (Canada). L’Oms ha recentemente lanciato un trial randomizzato internazionale dei candidati vaccini, denominato Solidarity Vaccine Trial, con l’obiettivo di coordinare, per i tanti candidati vaccini in fase di sviluppo, la valutazione della loro sicurezza ed efficacia, in un’ottica di cooperazione internazionale e di equità di accesso.

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Alessio Lauro
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