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Ungheria: Jourova, sollecita il ripristino delle norme Ue

Ungheria: Jourova, sollecita il ripristino delle norme Ue

K metro 0 – Bruxelles – Non si ricorda alcuna occasione dell’ultimo decennio in cui il parlamento abbia votato contro qualsiasi importante proposta del governo, pertanto parlare della politica attuata dal governo ungherese diventa urgente. Questo parlamento, guidato da Fidesz con la sua maggioranza dei due terzi, non si opporrà mai a qualsiasi decisione del governo

K metro 0 – Bruxelles – Non si ricorda alcuna occasione dell’ultimo decennio in cui il parlamento abbia votato contro qualsiasi importante proposta del governo, pertanto parlare della politica attuata dal governo ungherese diventa urgente. Questo parlamento, guidato da Fidesz con la sua maggioranza dei due terzi, non si opporrà mai a qualsiasi decisione del governo Orban. Questo fatto sta suscitando preoccupazioni in seno all’Unione europea.

“In Ungheria lo stato di emergenza” adottato a seguito della crisi da Covid-19 dal governo di Viktor Orban “solleva particolare preoccupazione”. Lo ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Vera Jourova parlando alla plenaria del parlamento europeo, ricordando che le misure intraprese dai vari paesi dell’Unione per contrastare il Covid-19 “devono essere limitate a ciò che è necessario e strettamente proporzionale e non devono durare all’infinito e i governi devono fare in modo che tali misure siano sottoposte al controllo” in un bilanciamento “tra pesi e contrappesi”. Infatti, a fine marzo, il parlamento ungherese dominato dal partito Fidesz ha approvato un disegno di legge che conferisce al premier Viktor Orban poteri di emergenza, nel tentativo di arginare la pandemia di COVID-19. La nuova legge non ha una data di scadenza e rende facile per l’esecutivo eludere il parlamento.

Tali misure “non devono rappresentare una cancellazione del diritto comunitario e del diritto europeo”, ha sottolineato Jourova, ricordando che la commissione sta analizzando l’impatto che questi provvedimenti possono avere sullo stato di diritto e le limitazioni alla libertà di parola e di espressione.

Secondo il Vicepresidente Jourova “in Ungheria la situazione in cui operano i giornalisti si è degradata da diversi anni e, in momenti come questi, abbiamo bisogno di un giornalismo serio che applichi gli standard internazionali e che possa controllare le misure adottate in risposta alla minaccia globale”.

“Nella Ue adesso entriamo in una nuova fase dove le misure adottate verranno gradualmente dismesse e questa nuova fase significa che lo stato di emergenza dovrebbe gradualmente essere sostituito con misure meno intrusive. Pertanto, mi aspetto che i cittadini ungheresi vorranno tornare a godere dei loro diritti e che il parlamento ungherese” possa “esercitare il suo potere di scrutinio – ha aggiunto Jourova -. Noi possiamo essere all’altezza delle sfide generate da questa crisi solo se mettiamo insieme la società e la democrazia con uno spirito di comprensione e cooperazione”.

Gabor Halmai, un esperto costituzionale, interpellato dal giornale tedesco DW, ha affermato: “Dall’inizio di aprile sono stati emessi oltre 80 decreti”. Uno degli esempi più recenti è un decreto che “sospende le normative dell’UE sulla protezione dei dati”. L’esperto evidenzia che, gli ospedali e circa 150 compagnie statali e private sono state affidate a un management militare, il governo ha persino cambiato l’intero management di una società per decreto. Ciò non è avvenuto in nessun altro stato membro dell’Unione ed è una palese violazione del diritto ungherese e della UE, riporta DW.

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Nizar Ramadan
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