Francia: sperimenta il primo giorno di riapertura le novità

Francia: sperimenta il primo giorno di riapertura le novità

K metro 0 – Agenzie – Parigi – Il ministro della salute francese, Olivier Véran, non scarta un possibile ripristino delle misure di confinamento duro “se il virus dovesse continuare la sua folle corsa “. Véran intervistato da Bfm-Tv nel giorno in cui la Francia si avvia verso la fase 2,  è tornato sugli indicatori

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K metro 0 – Agenzie – Parigi – Il ministro della salute francese, Olivier Véran, non scarta un possibile ripristino delle misure di confinamento duro “se il virus dovesse continuare la sua folle corsa “.

Véran intervistato da Bfm-Tv nel giorno in cui la Francia si avvia verso la fase 2,  è tornato sugli indicatori chiave che permettono di seguire l’evoluzione dell’epidemia. A cominciare dal cosiddetto R0, il tasso di riproduzione di base del virus. Attualmente, ha riferito, questo tasso è di 0,6. “Se ci sono 10 malati oggi, con un R0 a 0,6 contamineranno 6 malati la settimana prossima. Si tratta comunque di una fase che continua ad essere decrescente perché eravamo confinati”. Ma le cose a suo avviso cambieranno presto. Sappiamo che quando revocheremo progressivamente il confinamento ci sarà una risalita del R0. Vogliamo tuttavia che resti al di sotto di 1 affinché l’epidemia declini”. – Ma avverte – “Se il virus dovesse riprendere la sua corsa folle saremmo portati ad adottare nuovamente delle misure di confinamento su base territoriale, differenziate se non maggiormente importanti, se la popolazione dovesse essere in pericolo”.

Nel frattempo, in Francia l’intelligenza artificiale, integrata con le videocamere di sicurezza, controllerà se i passeggeri della metropolitana indossano le mascherine. La ricognizione, riporta Bloomberg, non avrà effetti punitivi, ma servirà a generare statistiche anonime. Il test durerà tre mesi, e inizierà nella stazione di Chatelet-Les-Halles, che in periodi normali è frequentata da 33 milioni di passeggeri l’anno. Il progetto ha già suscitato polemiche per i rischi per la privacy, a cui hanno risposto gli stessi ideatori. “Non raccogliamo né conserviamo i dati”, spiega Xavier Fischer, il presidente della direzione dell’azienda e un ideatore della start up Datakalab’s. “Inoltre ci sono 15 minuti di differenza tra quando i dati vengono raccolti e quando vengono inviati alle autorità”.

Oggi i trasporti pubblici parigini erano affollati mentre i treni a lunga percorrenza semi vuoti, mascherine per tutti, riapertura progressiva dei negozi e delle scuole, ripresa degli allenamenti sportivi ad alto livello e polemiche politiche: è questa in sintesi la cronaca dell’avvio del de-confinamento in Francia rilanciata dai media francese. La fase 2 non è cominciata sotto i migliori auspici, con scene delle metro e del Rer parigino sovraffollati, rendendo impossibile il distanziamento di almeno un metro tra i viaggiatori, anche se la maggior parte indossava la mascherina. A lanciare l’allarme è stato il primo sindacato dei trasporti della capitale e dell’hinterland, che ha denunciato almeno durante la prima ora “un’affluenza eccessiva nelle zone nord-nord ovest della rete, le stesse ad aver creato problemi durante il confinamento”. Il sindacato ha annunciato che sosterrà i dipendenti Ratp che decideranno di usufruire del diritto di ritiro dal lavoro poiché temono per la propria salute. Un’altra sfida nei trasporti ha riguardato la disponibilità di mascherine per chi ne avesse avuto bisogno e che invece scarseggiavano in alcune stazioni della metropolitana, dove veniva distribuita soluzione idroalcolica. A rilento anche la riapertura dei negozi, con molti esercizi commerciali ancora alle prese con l’allestimento degli spazi nel rispetto delle nuove norme sanitarie e di distanziamento da far osservare ai clienti. A non sapere come gestire le richieste sono molti dei parrucchieri francesi, che hanno l’agenda piena per le prossime settimane. Aperture progressive anche nelle scuole – dai nidi fino alle elementari – che sono tornate ad accogliere i primi alunni su base volontaria e non più di 15 per ogni classe. A frenare e a chiedere maggiori precauzioni sanitarie, ma anche psicologiche, sono sindacati degli insegnanti e associazioni di psicologi.

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