Serbia. Dacic: tendenze a diminuire la vittoria sul fascismo

Serbia. Dacic: tendenze a diminuire la vittoria sul fascismo

K metro 0 – Belgrado – Il ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic ha affermato ieri, durante la riunione informale del Consiglio di sicurezza, che la Repubblica di Serbia è pienamente impegnata a trovare una soluzione di compromesso alla questione del Kosovo e Metohija e che sul processo di dialogo con Pristina, il Consiglio di

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K metro 0 – Belgrado – Il ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic ha affermato ieri, durante la riunione informale del Consiglio di sicurezza, che la Repubblica di Serbia è pienamente impegnata a trovare una soluzione di compromesso alla questione del Kosovo e Metohija e che sul processo di dialogo con Pristina, il Consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbero avere l’ultima parola.

In una riunione informale delle Nazioni Unite ad alto livello dal titolo “75 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale sul suolo europeo – lezioni apprese per prevenire futuri disastri, responsabilità del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, Dacic ha affermato “Sfortunatamente, stiamo assistendo oggi alla tendenza di ridurre la vittoria sul fascismo e relativizzarne il significato introducendo nuove interpretazioni e persino a mettere in discussione i crimini! Tale approccio è inaccettabile, principalmente a causa dell’enorme sacrificio fatto dai nostri antenati. Siamo orgogliosi di sottolineare che l’ex Jugoslavia ha partecipato attivamente alla fondazione delle Nazioni Unite ed è stato tra i primi cinquanta paesi a firmare la Carta delle Nazioni Unite “.

Tuttavia, aggiunge, stiamo assistendo a ricorsi, misure e azioni unilaterali che minano e mettono in discussione l’efficacia del multilateralismo e dei meccanismi di cooperazione internazionale, sottolineando che serbi, ebrei e rom sono stati torturati e uccisi nel modo più crudele nei campi di sterminio.

L’incontro avvenuto tramite videoconferenza è stato aperto dall’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il vicepresidente della Commissione europea Josep Borrell, il vicesegretario generale delle Nazioni Unite Rosemary Di Carlo e Timothy Snyder, professore di storia all’università di Yale.

L’evento, è stato organizzato su iniziativa dell’Estonia, hanno partecipato rappresentanti di 80 paesi, tra cui 45 ministri degli esteri di Francia, Germania, Italia, Turchia, Polonia, Ucraina, Austria, Grecia, Brasile e altri paesi.

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Patrizia Grandi
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