Bce, arriva il sì della Corte costituzionale tedesca al QE

Bce, arriva il sì della Corte costituzionale tedesca al QE

K metro 0 – Berlino – La Corte Costituzionale tedesca ha confermato che il programma di acquisto di titoli pubblici della Bce, ovvero il Qe, rispetta le leggi federali della Germania, una decisione che consente alla Bundesbank di continuare a prendervi parte attivamente. La decisione inoltre mette al riparo il programma di acquisti pandemico da

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K metro 0 – Berlino – La Corte Costituzionale tedesca ha confermato che il programma di acquisto di titoli pubblici della Bce, ovvero il Qe, rispetta le leggi federali della Germania, una decisione che consente alla Bundesbank di continuare a prendervi parte attivamente. La decisione inoltre mette al riparo il programma di acquisti pandemico da 750 miliardi di euro lanciato dalla Bce il 18 marzo per contrastare l’impatto del coronavirus sull’economia dell’eurozona. La corte si è espressa con 7 voti a favore e un solo contrario.

I giudici di Karlsruhe hanno accolto buona parte delle istanze di un gruppo di imprenditori ed economisti tedeschi che da anni contesta l’espansione monetaria della Bce. In particolare, questo gruppo aveva fatto ricorso contro il Pspp, il piano di acquisti di titoli di Stato nell’ambito del Quantitative easing che la Bce ha lanciato il 4 marzo del 2015. Il ricorso contestava essenzialmente la violazione dei principi di finanziamento monetario degli Stati e di conferimento dei poteri all’Unione europea previsti dalle leggi comunitarie.

Nello specifico la corte tedesca si limita ad accettare le decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) e a stabilire che il programma non viola il divieto di finanziamento monetario degli Stati membri.

Inoltre i giudici tedeschi osservano: “un programma di acquisti di titoli di stato, come il PSPP, che ha significativi effetti di politica economica, richiede che gli obiettivi di politica monetaria del programma e gli effetti di politica economica siano identificati, ponderati ed equilibrati l’uno rispetto all’altro”. Sempre secondo quanto afferma la Corte, se non vi sarà un chiarimento della BCE entro tre mesi, alla Bundesbank è proibito, dopo un termine di un periodo transitorio di massimo tre mesi partecipare a decisioni anticostituzionali se il consiglio della BCE con una nuova decisione non chiarirà che con il PSPP non proceda a obiettivi di politica monetaria sproporzionati con conseguenze sulla politica fiscale.

La Bce sta analizzando la sentenza e ha subito convocato un Consiglio direttivo, alle 18 italiane, per discutere della questione. Commenterà la vicenda “a tempo debito”, ha riferito un portavoce. Per parte sua la Commissione europea ha commentato con una certa durezza, ribadendo il primato delle decisioni della Corte di giustizia europea su questi argomenti. Domani la questione potrebbe essere sollevata al commissario europeo all’Economia, l’italiano Paolo Gentiloni, durante la presentazione delle previsioni di primavera. Il giorno successivo potrebbero intervenire i vari esponenti dell’Eurogruppo. Ma certo la vicenda sembra dare un assaggio di quello che potrebbe scatenarsi, con eventuali ricorsi analoghi, nel caso nel caso in cui si andassero a creare eurobond o titoli simili. La Commissione, infatti, ribadisce tramite il suo portavoce che il diritto comunitario prevale su quello nazionale. E questo è anche l’avviso del Commissario agli Affari Economici dell’Ue, Paolo Gentiloni, e del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Il primo ribadisce l’indipendenza della Banca centrale come “base della politica monetaria europea”. Il ministro dell’Economia precisa invece che l’attuale programma di acquisto di titoli della Bce, il Pandemic Emergency Purchase Program (Pepp) “non è minimamente intaccato” dalla sentenza di Karlsruhe e che questa “non ha nessuna conseguenza sul programma in corso”. Di più: “Sono certo che il chiarimento avverrà in tempi rapidi e quindi la sentenza non avrà alcuna conseguenza pratica e la Bundesbank continuerà a essere parte attiva della politica monetaria europea”, aggiunge Gualtieri. E dalla Germania arrivano rassicurazioni dalla stessa Bundesbank. “La Bce ha un periodo di 3 mesi per presentare le sue deliberazioni sulla proporzionalità del programma di acquisto. Sosterrò l’adempimento di questo compito, nel rispetto dell’indipendenza del consiglio direttivo della Bce” afferma infatti il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann in una nota pubblicata sul suo account twitter.

“Nel suo giudizio la corte costituzionale mette in luce caratteristiche importanti del Pspp (Public Sector Puchase Programme), che complessivamente garantisce un margine sufficiente di sicurezza al finanziamento monetario dei governi. Avevo indicato l’importanza di questo margine già in passato”, aggiunge Weidmann.

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