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Europa. La Fase 2 affrontata dagli Stati. Normalità rimane lontana

Europa. La Fase 2 affrontata dagli Stati. Normalità rimane lontana

K metro 0 – Bruxelles – Gli Stati europei si avviano, in ordine sparso, e tra numerosi stop and go verso la cosiddetta fase 2, con una voglia di normalità che si presenta più forte, ma che ancora si scontra con le esigenze imposte dalle curve dei contagi. Un percorso che sicuramente si preannuncia complesso.

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K metro 0 – Bruxelles – Gli Stati europei si avviano, in ordine sparso, e tra numerosi stop and go verso la cosiddetta fase 2, con una voglia di normalità che si presenta più forte, ma che ancora si scontra con le esigenze imposte dalle curve dei contagi. Un percorso che sicuramente si preannuncia complesso.

Lunedì la Croazia ha iniziato ad allentare il blocco, consentendo la riapertura di negozi, biblioteche e musei più piccoli, mentre la Serbia ha permesso alle piccole imprese e ai mercati alimentari di aprire, ha ordinato un coprifuoco durante la notte e ha permesso agli anziani di uscire fuori tre volte alla settimana. La Romania ha dichiarato che non prolungherà l’attuale stato di emergenza oltre il 15 maggio, comunque le persone dovranno spostarsi con autocertificazione. A partire dal 4 maggio, gli italiani potranno spostarsi un po’ più liberamente all’interno delle loro regioni, anche nei parchi, i funerali saranno ammessi, ma le messe e preghiere non potranno essere celebrate.

Infatti, da qualche settimana ormai diversi Paesi del Vecchio Continente hanno avviato gradualmente le misure di contenimento e altri si preparano a farlo, ma rimane una questione delicata per tutti. In alcuni Paesi, sia che si tratta di sistemi federali come la Germania, o per le differenze territoriali e di contagio, la ripartenza si presenta differente da regione a regione. In Austria gran parte dei negozi sono stati riaperti nei giorni scorsi, seppure con rigide misure stabilite dal cosiddetto distanziamento sociale e con l’obbligo di indossare le mascherine negli spazi pubblici. Ecco un quadro generale della situazione riportato da Adnkronos:

AUSTRIA – Il Paese ha già iniziato ad allentare le misure. Il 14 aprile è partita la riapertura di librerie, negozi di abbigliamento, fiorai e ferramenta, a patto che seguano le norme igieniche e di distanziamento sociale. Sui mezzi pubblici e nei negozi è obbligatorio indossare la mascherina. Il ritorno graduale a scuola inizierà il 4 maggio: i primi a tornare in classe saranno i 100mila studenti dell’ultimo anno di liceo. Il 15 maggio toccherà a 700mila studenti fra i sei e i 14 anni. Gli ultimi, il 29 maggio, saranno i 300mila studenti di liceo che quest’anno non dovranno affrontare la maturità. Non ci saranno lezioni tutti i giorni: ognuna delle due metà di una classe seguirà, a settimane alterne, lezioni rispettivamente dal lunedì al mercoledì, e dal giovedì al venerdì. Non ci saranno compiti per nessuno, il programma sarà alleggerito e saranno organizzati corsi di recupero durante l’estate per gli studenti il cui rendimento, durante il confinamento, è peggiorato. Tutti gli allievi di più di dieci anni dovranno indossare la mascherina protettiva all’interno degli edifici scolastici, ma non in classe. Ristoranti e caffè riapriranno il 15 maggio, data in cui riprenderanno le funzioni religiose. I locali per la ristorazione potranno rimanere aperti fino alle undici di sera .

DANIMARCA – il 15 aprile hanno riaperto nidi, scuole materne ed elementari, mantenendo le distanze fra i bambini. Ristoranti, caffè, bar e luoghi di ritrovo rimarranno chiusi almeno fino al 10 maggio.

GERMANIA – La fase 2 è iniziata il 20 aprile con la riapertura di attività commerciali, con una superficie inferiore agli 800 metri quadri, ma anche – a prescindere dalle dimensioni – i concessionari di auto, i negozi che vendono biciclette e le librerie. Ma nel paese, dove molte fabbriche non hanno mai chiuso, viene lasciata grande flessibilità ai singoli land nel gestire la riapertura. In molte regioni – fra cui Sassonia, Baviera e Meclemburgo-Pomerania -è obbligatorio il porto della mascherina nei negozi e sui mezzi pubblici. Sempre il 20 aprile in alcune regioni hanno riaperto gli zoo e sono tornati sui banchi gli studenti dell’ultimo anno in Sassonia, a Berlino e nel Brandeburgo. Le riaperture delle scuole sono progressive e alcuni land aspettano l’inizio di maggio. A Berlino il 4 maggio riapre l’isola dei musei e le biblioteche riprenderanno parzialmente l’attività. Dal 22 aprile sono possibili eventi fino a venti persone, che dovranno essere esplicitamente autorizzati. Dal 4 maggio saranno permessi eventi all’aperto e messe fino a 50 partecipanti. Fino al 31 agosto saranno vietati eventi fra mille e 5mila partecipanti, mentre il divieto sopra i 5mila partecipanti rimarrà in vigore fino al 24 ottobre. In Baviera, uno dei land più colpiti dall’infezione, le autorità sono molto più prudenti ed è già stata annullata l’Oktoberfest.

REPUBBLICA CECA – Il 20 aprile è stata autorizzata la celebrazione dei matrimoni a patto che non vi assistano più di dieci persone, compresi gli sposi e chi officia la cerimonia. Tutti – tranne gli sposi – devono indossare mascherine. Al via anche la riapertura di officine, concessionari e mercati.

SPAGNA – Ieri i bambini spagnoli hanno finalmente avuto il permesso di uscire da casa per giocare e passeggiare per un’ora. Il 13 aprile era stata permessa il 13 aprile la riapertura, in condizioni di sicurezza, dei settori dell’edilizia e di altre attività industriali. Lo stato d’emerga è stato per ora prolungato al 9 maggio.

SVIZZERA – Parte oggi il programma di allentamento delle misure. Gli ospedali possono tornare a effettuare gli interventi rinviati a causa dell’emergenza e potranno riprendere la loro attività studi medici, parrucchieri, centri massaggi, centri estetici, negozi con tutto quel che serve per il ‘fai da te’, di giardinaggio e di fiori. Gli altri commerci ripartono l’11 maggio. Le scuole dell’obbligo rimarranno invece chiuse almeno fino all’11 maggio. L’8 giugno sarà la volta di scuole post obbligatorie, musei, zoo e biblioteche.

NORVEGIA– Riaprono oggi le scuole elementari dopo che la settimana scorsa erano riapertiti scuole materne e nidi. Nelle classi non possono stare più di 15 alunni e molte attività sono previste all’aperto.

BELGIO – Il 4 maggio riapriranno le industrie e i servizi per i professionisti, ma il telelavoro dovrà rimanere la norma, i cittadini dovranno continuare ad uscire di casa solo per necessità e i maggiori di 12 anni dovranno indossare mascherine sui mezzi pubblici. Sarà possibile fare attività fisica all’aperto, nel rispetto delle distanze, anche con due persone che non abitano nella stessa casa. L’11 maggio riapriranno tutti i negozi. Il 18 maggio riaprono i parrucchieri e si avvia un ritorno a scuola. Torneranno sui banchi le classi alla fine di ogni ciclo, con un massimo di dieci alunni per classe. A questa data è possibile che vengano autorizzate riunioni fra amici a casa e sia ampliato il numero possibile di partecipanti a matrimoni e funerali, così come della pratica sportiva. L’otto giugno se tutto procede bene verrà riavviata l’apertura di bar, ristoranti, cinema e musei, mentre i grandi eventi rimangono vietati fino al 31 luglio.

FRANCIA – Il governo illustrerà domani pomeriggio la ‘fase 2’ per l’uscita del Paese dal lockdown. Il piano è composto da misure pratiche in sei aree specifiche: salute pubblica, riapertura delle scuole, ritorno al lavoro, imprese, trasporti ed attività culturali e religiose. Le misure saranno accompagnate da un’app di tracciamento dei contatti che dovrebbe essere pronta dall’11 maggio. Il comitato tecnico-scientifico ha espresso riserve sulla proposta di Macron di riaprire progressivamente le scuole a partire dall’11 maggio. Il comitato ha consigliato di ripartire a settembre e ha dato indicazione che durante la ‘fase 2’ sia obbligatorio indossare la mascherina in pubblico e che per tutti sia disponibile il gel disinfettante per le mani.

GRAN BRETAGNA – Nel Regno Unito si ritiene che sia ancora troppo presto per passare alla fase 2. Tornato oggi al lavoro dopo essere stato contagiato dal covid-19, il primo ministro Boris Johnson ha detto che non è ancora arrivato il momento di allentare le misure, perché una seconda ondata sarebbe ”un disastro”.

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