Solidarietà sociale nell’Ue, volontari a servizio della gente

Solidarietà sociale nell’Ue, volontari a servizio della gente

K metro 0 – Varsavia – In questi tempi difficili segnati dalla lotta al Coronavirus arrivano gesti di solidarietà da ogni parte dell’Europa. Come negli altri stati membri dell’Ue anche il governo della Polonia si è visto costretto a serie misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19, tanto che anche lì, sin dalla scorsa settimana è

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K metro 0 – Varsavia – In questi tempi difficili segnati dalla lotta al Coronavirus arrivano gesti di solidarietà da ogni parte dell’Europa. Come negli altri stati membri dell’Ue anche il governo della Polonia si è visto costretto a serie misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19, tanto che anche lì, sin dalla scorsa settimana è in corso un isolamento su scala nazionale. La misura ha toccato anche le attività di ristorazione e gastronomia.

Il governo ha annunciato un “programma di protezione” per un budget pari a 47 miliardi di euro a favore delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19. Il programma include contributi salariali da parte dello stato, il differimento del pagamento delle assicurazioni sociali e investimenti in infrastrutture e istruzione. Come riporta la AP, nella serie “One Good Thing”, la cittadinanza ha reagito con atti di solidarietà sociale durante questa crisi, con persone che si offrono di aiutare i vicini anziani per far loro la spesa o portare a spasso il cane, per consentire ai più vulnerabili di stare a casa. In una popolazione di 38 milioni di persone ci sono 536 casi confermati di infezioni da Coronavirus con cinque pazienti deceduti. Gli operatori sanitari continuano ad affrontare questa emergenza negli ospedali. In questa situazione, visto che i ristoranti, anche se chiusi al pubblico, sono autorizzati a effettuare ordini e consegne di cibo, è partita una campagna nazionale volontaria di aiuto per il personale sanitario. Sui social media è apparso l’hashtag #gastropomaga” (la gastronomia partecipa). La campagna “Pasti per i medici”, finalizzata a fornire gratuitamente pasti caldi e gustosi al personale sanitario in prima linea, partita la settimana scorsa nella grande città nord-orientale di Bialystok, è stata condivisa da molti nella capitale Varsavia, per poi divenire nazionale.

Come a Bialystok, dove la proprietaria del bar “Futu Sushi”, Magdalena Rothe, è stata tra i primi ristoratori a chiamare gli ospedali per informarsi sul come aiutare. E ora vari ristoranti e panifici hanno fatto rete organizzandosi con un programma di consegne, per evitare sovrapposizioni. Durante una intervista telefonica con la AP la Rothe ha dichiarato: “Non daremo da mangiare all’intero ospedale, ma quei 15 pasti consentiranno ai medici di sedersi per un po’ e mangiare qualcosa”, “E’ un gesto spontaneo di ringraziamento per il loro lavoro molto stressante”. Anche il frequentato club di Varsavia “Ale Zebra”, che ha una capienza di 120 posti e una pizzeria interna, è chiuso al pubblico ma ha potuto mantenere le cucine attive, e così ha deciso di donare delle pizze calde all’ospedale di Bielany che è particolarmente sotto pressione in questo periodo. Sulle scatole delle pizze sono incise scritte allegre come: “Siete i nostri eroi” o “Siamo con voi” o “Zebra sta aiutando”. Anche la stazione di ambulanze che si trova in prima linea nella gestione della crisi è un destinatario delle pizze offerte.

Maciej Kolacinski, l’host-manager di Ale Zebra, ha dichiarato che “la sensazione di gioia che si prova quando si fa qualcosa di buono per gli altri è difficile da descrivere”, – prosegue – “Stiamo cercando di fare qualcosa di positivo”. A Varsavia, tra i ristoranti che partecipano c’è anche Il ristorante etnico Indian Taste che è tra i fornitori di pasti per l’ospedale per malattie infettive in via Wolska.

Anche in Italia questo tipo di iniziative si stanno moltiplicando, coinvolgendo chef noti e meno noti del panorama nazionale; l’edizione di Repubblica racconta il bel gesto di Carlo Cracco, noto chef televisivo, che ha deciso di cucinare per gli eroi della pandemia. Lo chef sta preparando del cibo per gli operai dell’ospedale di Portello, pronto per essere ultimato nell’ex Fiera di Milano. Ma non finisce qui, Carlo Cracco, avendo i ristoranti chiusi, ha promesso che resterà in cucina anche quando l’ospedale sarà in funzione.

Lo chef bergamasco Chicco Cerea, titolare con la famiglia del ristorante ‘Da Vittorio’, tre stelle Michelin a Brusaporto, – riporta l’Ansa – curerà la cucina dell’ospedale da campo in corso di allestimento alla Fiera di Bergamo. “Sono felice, si parte!”, ha commentato lo chef.

Iniziative analoghe nel Regno Unito. A Londra, riporta Euronews, una impresa specializzata nella produzione di pasti freschi per gli atleti, tramite un messaggio sui social, si è proposta di offrire pasti al personale sanitario di prima linea. Un altro ristorante, costretto a chiudere per le misure di contenimento, ha deciso di esaurire le scorte e offrire pizze in omaggio a chi fa donazioni a enti di beneficenza a favore degli anziani.

Il sito del World Economic Forum segnala diversi casi di attività benefiche. Per esempio, a Oxford un gruppo di volontari ha avviato un progetto online per offrire assistenza e supporto alle persone in auto-isolamento, in Galles le autorità locali stanno reclutando un largo numero di volontari per tenere i contatti con i vicini maggiormente bisognosi di assistenza. In Scozia i proprietari di un negozio a Stenhousemuir stanno offrendo gratuitamente kit Covid-19, contenenti presidi igienico sanitari, ai loro vicini più anziani per ridurre il rischio di contagi.

 

di Alessio Maria Lauro

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1 Comment

  • Avatar
    Jane
    22 Marzo 2020, 18:26

    Bellissima riflessione,complimenti!
    Volerci bene ed aiutarci e’ l’unica cosa che conta in questa vita…soprattutto in tempi difficili.

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