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Emergenza Covid.19: Salgono i contagi. L’Europa blindata

Emergenza Covid.19: Salgono i contagi. L’Europa blindata

K metro 0 – Bruxelles – Europa blindata. La cartina dell’UE è una schiera di cerchi rossi che si allargano sempre di più giorno dopo giorno. Nel frattempo, sono moltiplicati anche i confini chiusi. L’Unione europea ha affermato, in più di un’occasione, di non ritenere che l’epidemia sia una ragione sufficientemente valida per bloccare l’accordo

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K metro 0 – Bruxelles – Europa blindata. La cartina dell’UE è una schiera di cerchi rossi che si allargano sempre di più giorno dopo giorno. Nel frattempo, sono moltiplicati anche i confini chiusi.

L’Unione europea ha affermato, in più di un’occasione, di non ritenere che l’epidemia sia una ragione sufficientemente valida per bloccare l’accordo di Schengen. Nonostante le raccomandazioni di Bruxelles, alcuni Stati membri hanno ora imposto controlli alle frontiere. La presidente Ursula Von der Leyen ha spiegato: la Commissione sta “lavorando per aumentare rapidamente le riserve, ma dobbiamo essere chiari: il mercato unico deve funzionare, non è una buona cosa se uno Stato membro adotta azioni unilaterali perché si crea un effetto domino e questo impedisce che le attrezzature necessarie urgenti raggiungano i pazienti, gli ospedali e tutto il personale.

Nel frattempo, aumentano i numeri dei contagi da coronavirus e i Paesi del Vecchio Continente si ripiegano sempre più su sé stessi. Governi barricati ciascuno nel suo territorio a difendere i propri cittadini, mentre i sistemi sanitari messi sotto stress risentono per l’emergenza generata dalla pandemia. “Da adesso entriamo in una nuova fase”, ha detto Il Premier spagnolo Pedro Sánchez sabato in un discorso televisivo rivolto alla nazione, Sánchez, ha illustrato una serie di misure eccezionali messe in atto dal governo, nell’ambito di uno stato di emergenza annunciato venerdì – Più tardi, il governo spagnolo ha dichiarato che la moglie di Sánchez è risultata positiva al coronavirus, già due ministri del governo, il ministro dell’uguaglianza e il ministro degli affari regionali, erano risultati positivi all’inizio di questa settimana. La Spagna, il secondo paese più colpito in Europa dopo l’Italia, registra ormai più di 6.000 contagi con aumenti a tre cifre ogni giorno. Infatti, nel giro delle ultime 24 ore sono stati più di 1.500 i nuovi casi, secondo l’ultimo bilancio. 189 i morti. Madrid, la più segnata dall’epidemia, è diventata una città fantasma e il sistema sanitario pubblico nella regione della capitale è sopraffatto dall’emergenza, con più pazienti dei letti disponibili.

In Germania i casi sono saliti quasi a quota 4.500. In Francia, dove si sono superati i 4.500 contagi e sono 91 i decessi, il premier Edouard Philippe ha annunciato la chiusura di tutti i luoghi pubblici “non indispensabili”, dai negozi ai ristoranti, ai luoghi di culto. Infatti, il governo ha ordinato anche la chiusura di Torre Eiffel, il Louvre e i caffè – sembra a rischio pure lo svolgimento del Festival di Cannes, la pandemia non è riuscita a fermare l’ennesima protesta dei gilet gialli. Intanto si registra un secondo caso di positività al virus nel governo di Parigi: si tratta della sottosegretaria Brune Poirson. La Gran Bretagna va per la sua strada, sul fronte coronavirus, ma almeno in parte si prepara a correggere il tiro, mentre il contatore dei casi di contagio sull’isola segna un nuovo picco e quello del numero di morti un raddoppio secco in 24 ore. Si contano 1.140 casi e sono anche raddoppiati in un giorno i morti, saliti da 11 a 21. I numeri alla fine potrebbero costringere il governo britannico a rivedere l’approccio flemmatico tenuto finora dal premier Boris Johnson. Secondo i media inglesi, la prossima settimana potrebbe essere varata una legge di emergenza con il divieto di raduni di grandi dimensioni. Una misura che rischierebbe di impattare anche sul torneo di tennis di Wimbledon e sul festival musicale di Glastonbury, entrambi in programma a giugno.

Anche nei Paesi scandinavi, dalla Danimarca alla Norvegia, dalla Svezia all’Olanda, si viaggia veloci verso i mille casi. Altri Paesi continuano ad adottare via via nuove restrizioni. La Russia ha deciso che da lunedì ridurrà i voli con l’Unione europea e da domenica chiuderà agli stranieri i suoi confini di terra con Norvegia e Polonia. Quello con la Cina era già stato sigillato all’inizio dell’epidemia, una scelta che avrebbe avuto l’effetto di limitare il numero dei contagi nel Paese, appena 47 secondo le autorità russe. La stessa Norvegia ha a sua volta deciso di chiudere i propri porti e aeroporti. La Grecia ha annunciato di aver bloccato tutti i voli per l’Italia. La Lituania ha ripristinato i controlli alla frontiera con Polonia e Lettonia.

Oltre ai confini che risorgono all’interno dell’Europa è però il Vecchio Continente nel suo complesso ad essere visto sempre di più come l’untore dal resto del mondo. Washington ha allargato anche a Regno Unito e Irlanda la restrizione dei viaggi verso gli Stati Uniti. “l’Unione europea può tener testa a questo shock, però ogni Stato membro deve assumersi tutte le responsabilità e l’Ue nel suo complesso deve essere determinata, coordinata e unita. In una pandemia, le linee guida basate su dati scientifici sono fondamentali per mettere a punto la miglior linea d’azione”, ha sottolineato il presidente von der Leyen durante l’ultima conferenza a Bruxelles.

Intanto continua a diffondersi inesorabilmente nel mondo, a ritmi diversi ma senza risparmiare nessuno e il segretario generale dell’Onu Guterres ha avvertito del rischio di recessione globale. Superati i 6 mila morti. Solo la Cina ha invertito la rotta con i 20 contagi registrati oggi, di cui 16 provenienti dall’Estero. Aumentano i numeri anche in Giappone (1.484 casi e 29 morti), negli Stati Uniti (quasi 3 mila casi e 57 decessi) dove il governatore di New York ha chiesto a Trump di mobilitare l’esercito, in Iran con 1.200 positivi solo nelle ultime 24 ore, il totale è 13.938 casi e 724 morti. Impennata di casi anche in Olanda. In Francia si vota per le comunali ma l’affluenza è in netto calo al 38,7%, e rispetto al 2014 è il 16% in meno. Raddoppiano i contagi in Malaysia, arrivati a 428, dopo un evento in una moschea nella capitale a cui hanno partecipato oltre 10 mila persone. Dalla Turchia invece dopo un primo caso positivo di un turco tornato dall’Arabia Saudita, Ankara ha disposto la quarantena per 10 mila persone rientrate dal pellegrinaggio. Pechino, città, e l’Australia hanno chiesto la quarantena gli arrivi. In Africa, intanto, si registrano i primi contagi nelle Seychelles e in Congo.

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