Oms, Covid-19: Tedros, non è ancora pandemia ma epidemia

Oms, Covid-19: Tedros, non è ancora pandemia ma epidemia

K metro 0 – Ginevra – “Non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia” perché anche se l’allerta è alta non c’è ancora una diffusione del coronavirus su larga scala a livello mondiale. Lo afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing quotidiano Quindi, il Covid-19 “non è ancora una pandemia

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K metro 0 – Ginevra – “Non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia” perché anche se l’allerta è alta non c’è ancora una diffusione del coronavirus su larga scala a livello mondiale. Lo afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing quotidiano

Quindi, il Covid-19 “non è ancora una pandemia ma ha tutte le potenzialità per esserlo. Il mondo deve prepararsi ad affrontarla”. A lanciare l’ennesimo allarme sul nuovo Coronavirus, che negli ultimi giorni ha piegato il Nord Italia, è il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. “L’Oms ha già dichiarato un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale – il nostro più alto livello di allarme – quando c’erano meno di 100 casi al di fuori della Cina e 8 casi di trasmissione da uomo a uomo”, ha spiegato Tedros. “Per il momento – ha aggiunto – non stiamo assistendo alla diffusione globale non contenuta di questo virus e non stiamo assistendo a gravi malattie o alla morte su vasta scala. Ciò che vediamo sono epidemie in diverse parti del mondo, che colpiscono i Paesi in modi diversi e richiedono una risposta su misura.

L’improvviso aumento di nuovi casi è certamente molto preoccupante”, ha aggiunto. Da Ginevra emerge la preoccupazione per l’esplosione di casi in Italia, Corea del Sud e Iran. “Gli improvvisi aumenti di casi in Italia, nella Repubblica islamica dell’Iran e nella Repubblica di Corea sono profondamente preoccupanti”, ha confermato il capo dell’Oms. “Dobbiamo concentrarci sul contenimento, mentre facciamo tutto il possibile per prepararci a una potenziale pandemia. Non esiste un approccio unico per tutti. Ogni Paese deve effettuare la propria valutazione del rischio per il proprio contesto”.

L’Organizzazione ha tracciato per il momento tre priorità: tutti i paesi devono dare la priorità alla protezione degli operatori sanitari; in secondo luogo, coinvolgere le comunità per proteggere le persone che sono maggiormente a rischio di malattie gravi, in particolare gli anziani e le persone con condizioni di salute di base; in terzo luogo, proteggere i Paesi più vulnerabili, facendo del proprio meglio per contenere le epidemie in Paesi con la capacità di farlo. Nel frattempo, dalla Cina, dov’è impegnata in missione una equipe dell’Oms per valutare la situazione sul campo provengono numeri che l’Oms giudica rassicuranti. Il tasso di mortalità da Covid-19 “è tra il 2%-4% a Wuhan, in Cina e lo 0,7% fuori Wuhan. Per le persone con malattia lieve, il tempo di recupero è di circa due settimane, mentre le persone con malattia grave o critica guariscono entro 3-6 settimane”, ha evidenziato Tedros. L’equipe medica dell’Organizzazione mondiale della sanità, che si è recata a Wuhan, focolaio cinese dell’epidemia del Covid-19, ha raggiunto una serie di conclusioni sulla trasmissibilità del Coronavirus, sulla gravità del Covid-19 e sull’impatto delle misure adottate. “Hanno scoperto che l’epidemia Covid-19 ha raggiunto il picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio e da allora è in costante calo e hanno scoperto inoltre che non vi sono stati cambiamenti significativi nel Dna del virus”, ha affermato il capo dell’Oms.

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