Conferenza Monaco. Nato: “l’Europa e l’America sono partner irrinunciabili”

Conferenza Monaco. Nato: “l’Europa e l’America sono partner irrinunciabili”

K metro 0 – Monaco – Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, meeting che, fino a domenica, riunirà nella capitale bavarese capi di Stato, di Governo e Ministri da tutto il mondo, da Emmanuel Macron a Justin Trudeau, da Mike Pompeo a Sergej Lavrov, Wang Yi e Mevut Cavusoglu. La speaker democratica della Camera Nancy

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K metro 0 – Monaco – Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, meeting che, fino a domenica, riunirà nella capitale bavarese capi di Stato, di Governo e Ministri da tutto il mondo, da Emmanuel Macron a Justin Trudeau, da Mike Pompeo a Sergej Lavrov, Wang Yi e Mevut Cavusoglu.

La speaker democratica della Camera Nancy Pelosi ha sottolineato che sulla sicurezza del 5G: “La Cina vuole esportare la sua autocrazia digitale attraverso il gigante delle telecomunicazioni Huawei – ha detto la democratica di Baltimora – le nostre nazioni non possono cedere la nostra infrastruttura delle telecomunicazioni alla Cina per convenienza finanziaria”. “Una decisione così mal-pensata – ha proseguito Pelosi – non farebbe altro che rafforzare Xi Jinping mentre viola i valori democratici, l’indipendenza economica e la sicurezza nazionale”.

In ballo c’è anche la permanenza dei Paesi europei nel sistema di condivisione di intelligence americano e della Nato. Lindsey Graham, senatore repubblicano vicino a Trump sulla politica estera: “Questa è una delle più importanti decisioni che i nostri alleati prenderanno sui loro rapporti futuri con gli Stati Uniti”.

Intanto, il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, è a Monaco di Baviera, per partecipare oggi al secondo giorno della Conferenza sulla sicurezza, dove, a margine dell’evento, avrà dei colloqui bilaterali con diversi omologhi, per discutere delle priorità nelle politiche di sicurezza. Il numero uno della Nato, Jens Stoltenberg, intervenendo alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, ha detto: “l’Europa e l’America sono partner irrinunciabili”. “Serve più Europa, è vero, ma questa può essere solo una parte della soluzione. Più Europa non può significare Europa da sola”.

“La strada è difficile, ma non abbiamo deviato e non abbiamo perso i nostri valori” – ha poi aggiunto parlando dell’organizzazione. “Gli Usa stanno investendo di più in truppe, in esercitazioni e in infrastrutture”, ha affermato. E citando la pressione esercitata da Donald Trump sugli alleati europei, il segretario della Nato ha affermato: “Anche Europa e Canada investono di più. Europa e Nordamerica devono continuare a stare insieme”.

“Non è che io non veda le differenze, è chiaro che ci sono – ha affermato poi rispondendo a un’intervista sul palco della sala principale del forum – ma siamo in grado di vedere i vantaggi di questa collaborazione”. L’articolo 5 del patto, ha poi anche sottolineato, è il “perno” dell’alleanza. “Non lasciamo l’Afghanistan”, ha poi aggiunto Stoltenberg, sottolineando che la Nato è pronta ad adeguare le truppe e a ridurle, “se i talebani saranno pronti a dei compromessi”.

Il presidente francese Emmanuel Macron dal canto suo ha detto: “Spero in una nuova dinamica europea e una nuova ambizione in Europa”, Macron ha sollecitato – “risposte veloci” sulla sovranità europea. “Se non c’è alcuna prospettiva per la classe media non andiamo avanti”, – ha aggiunto – “Noi abbiamo bisogno della Nato, è chiaro”, ha poi sottolineato il presidente francese. “Quando parlo di sovranità europea questo viene frainteso”, ha aggiunto. Questa non è intesa come un’alternativa alla Nato, ha spiegato, l’Europa deve poggiare la sua difesa “su due pilastri, la Nato e la difesa europea”.

“Cina e Usa investono massicciamente sul loro futuro”, “investono più velocemente di noi”, ha poi detto Macron, rispondendo alle domande dell’ambasciatore Wolfgang Ischinger, chairman del forum. Il presidente francese ha sollecitato l’Europa a fare altrettanto.

Infine, a margine della Conferenza, ha avuto luogo un incontro tra Mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede e Wang Yi, consigliere di Stato e ministro degli Affari esteri della Repubblica Popolare Cinese.  Ha reso noto ieri sera la Sala stampa vaticana. “Nel corso del colloquio, svoltosi in un clima cordiale – si legge nel comunicato – sono stati evocati i contatti fra le due parti, sviluppatisi positivamente nel tempo”. In particolare, “si è evidenziata l’importanza dell’Accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi, firmato il 22 settembre 2018, rinnovando la volontà di proseguire il dialogo istituzionale a livello bilaterale, per favorire la vita della Chiesa cattolica e il bene del popolo cinese. Pertanto “si è auspicata maggiore cooperazione internazionale al fine di promuovere la convivenza civile e la pace nel mondo e si sono scambiate considerazioni sul dialogo interculturale e i diritti umani”.

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