Dieselgate, risarcimento: salta la trattativa tra Volkswagen e clienti

Dieselgate, risarcimento: salta la trattativa tra Volkswagen e clienti

K metro 0 – Berlino – Le trattative per una transazione con Volkswagen sui possibili risarcimenti danni per i clienti che hanno denunciato il colosso automobilistico tedesco in seguito al dieselgate sono fallite. Lo ha annunciato l’impresa, secondo la Dpa. Il tentativo sarebbe fallito a causa di una richiesta economica troppo elevata da parte degli

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K metro 0 – Berlino – Le trattative per una transazione con Volkswagen sui possibili risarcimenti danni per i clienti che hanno denunciato il colosso automobilistico tedesco in seguito al dieselgate sono fallite. Lo ha annunciato l’impresa, secondo la Dpa.

Il tentativo sarebbe fallito a causa di una richiesta economica troppo elevata da parte degli avvocati dell’associazione dei consumatori.

In tutto il mondo, le aziende automobilistiche stanno affrontando molteplici sfide: come il rallentamento delle vendite in Cina, il più grande mercato automobilistico del pianeta, requisiti più severi in materia di emissioni inquinanti e controversie legate alle guerre commerciali tra le superpotenze. Ma la Volkswagen affronta soprattutto i rischi legati al suo scandalo del 2015, sulle auto truccate (anzitutto per il mercato americano) per testare le emissioni diesel: tra cui, anche cause pendenti da parte di investitori nell’azienda, che sostengono di non essere stati informati in tempo dalla sua Direzione.

Negli USA, come denunciato dalla Environmental Protection Agency (EPA), la Volkswagen, dal 2009 in poi, ha utilizzato nelle sue auto un software installato appositamente nella centralina del motore per ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea coi parametri richiesti appunto per i veicoli diesel: mentre le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelli dichiarati. In un secondo momento, Volkswagen ha ammesso che questo trucco è stato usato anche per i modelli venduti in Europa e in Italia.

In Italia, da anni specializzata in temi legati alla tutela dei consumatori e dell’ambiente, ha promosso una “Class action” contro l’azienda tedesca, per far pervenire adeguati risarcimenti (il 15% del prezzo di acquisto delle auto coinvolte nello scandalo) alle decine di migliaia di utenti truffati: azione che ha ricevuto oltre 76.000 adesioni.

Le auto “infettate” dal software incriminato sono in tutto 20: 6 modelli per Volkswagen vera e propria (tra cui Golf e il mitico Maggiolino), 8 col marchio Audi, 3, rispettivamente, per i marchi Seat e Skoda (acquisiti anch’ essi, in passato, dal colosso tedesco). Chi possiede un’auto con la centralina modificata, comunque, può liberamente continuare a circolare senza alcun pericolo di essere multato: mentre non dovrà sostenere alcuna spesa per adeguarla alle normative della UE, perché gli interventi saranno interamente a carico di Volkswagen.

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