Paesi Bassi: Violenza domestica, necessaria una prospettiva di genere più forte

Paesi Bassi: Violenza domestica, necessaria una prospettiva di genere più forte

K metro 0 – Strasburgo – Nel suo primo rapporto sull’attuazione da parte dei Paesi Bassi della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (generalmente nota come “Convenzione di Istanbul”), il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa (GREVIO) sottolinea la lunga storia del paese nell’affrontare la violenza

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K metro 0 – Strasburgo – Nel suo primo rapporto sull’attuazione da parte dei Paesi Bassi della Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (generalmente nota come “Convenzione di Istanbul”), il Gruppo di esperti del Consiglio d’Europa (GREVIO) sottolinea la lunga storia del paese nell’affrontare la violenza domestica e altre forme di violenza contro le donne attraverso politiche e normative, con una forte attenzione rivolta alla connotazione di genere della violenza domestica.

Sono state lanciate numerose iniziative promettenti per sensibilizzare in merito a forme di violenza come il matrimonio forzato, la mutilazione genitale femminile, la violenza su Internet, le molestie sessuali, tra cui le molestie di strada, e la violenza sessuale. Vi è inoltre un forte impegno nel raggiungere i giovani per abbattere i tabù sociali e instaurare relazioni intime sane basate sul consenso e sul principio di uguaglianza tra donne e uomini.

Recentemente, tuttavia, il chiaro riconoscimento dello squilibrio di potere tra donne e uomini e del relativo impatto sull’esposizione delle donne ha ceduto il passo a un approccio più neutro dal punto di vista del genere. Ad esempio, il Piano d’azione nazionale 2018-2021 “Non c’è spazio per la violenza” include una visione della violenza domestica neutra dal punto di vista del genere, senza riconoscere le donne come gruppo particolarmente a rischio di subire danni basati sul genere.

Il rapporto spiega che politiche neutre dal punto di vista del genere implicano il rischio di interventi da parte di professionisti non sensibili alle questioni di genere, portano a lacune nella protezione e nell’assistenza e contribuiscono a una nuova vittimizzazione delle donne.

Il rapporto chiede l’introduzione di una forte prospettiva di genere nella fornitura di servizi di assistenza. È fondamentare riconoscere l’esperienza delle donne in quanto vittime, le sottostanti dinamiche di potere degli abusi domestici e del controllo, la dipendenza delle donne rispetto ai responsabili degli abusi e le ripercussioni sulla custodia dei figli.

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