Bce. Crescita rimane debole nonostante accordo Usa-Cina

Bce. Crescita rimane debole nonostante accordo Usa-Cina

K metro 0 – Francoforte – La Banca centrale europea giovedì ha evidenziato come la crescita economica rimanga debole, nonostante alcuni segnali di ripresa dopo l’allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. I recenti dati indicano “una stabilizzazione nella crescita dell’area euro”, secondo un resoconto pubblicato ieri del meeting del 12 dicembre scorso.

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K metro 0 – Francoforte – La Banca centrale europea giovedì ha evidenziato come la crescita economica rimanga debole, nonostante alcuni segnali di ripresa dopo l’allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

I recenti dati indicano “una stabilizzazione nella crescita dell’area euro”, secondo un resoconto pubblicato ieri del meeting del 12 dicembre scorso. Si è trattato del primo incontro da quando a capo della Bce si è insediata Christine Lagarde, che ha preso il posto di Mario Draghi dal 1 novembre. I 25 membri dell’esecutivo osservano tutt’ora “dinamiche di crescita deboli nell’euro-zona”. Le preoccupazioni maggiori riguardano gli sviluppi al di fuori della stessa. Questa infatti dipende fortemente dal commercio e dal settore manifatturiero delle regioni che sono state colpite dall’incertezza portata dalle negoziazioni Usa-Cina. L’ipotesi dell’imposizione di nuovi dazi, o imposte alle importazioni, ha alimentato i timori sui piani di investimento e sul destino della catena di distribuzione dell’economia globale. Washington e Pechino hanno firmato una prima parte di accordo mercoledì, andando a risolvere solamente parte delle questioni. La Banca centrale prevede per quest’anno una crescita modesta, dell1,1%, per l’euro-zona quest’anno. Le aziende di servizi e le attività di costruzione hanno finora sostenuto la crescita mentre i beni manifatturieri come auto e macchinari industriali rimangono in recessione.

In Francia, intanto, come rivelato dalla Banque de France mercoledì, lo sciopero prolungato dei mezzi di trasporto ha decurtato uno 0,1% dalla prospettiva di crescita nel quarto trimestre del 2019. Le manifestazioni contro la riforma pensionistica hanno raggiunto il 42esimo giorno. L’impatto delle stesse è stato conteggiato nelle previsioni di crescita dello 0,2% dell’ultimo trimestre, ha dichiarato Francois Villeroy de Galhau, a capo della banca centrale, di fronte al comitato parlamentare per le finanze. E’ stato stimato che un 10% delle imprese, principalmente hotel, ristoranti e l’industria dei trasporti, sono stati danneggiati dallo sciopero, ha aggiunto. Non ha tuttavia commentato sul potenziale effetto della manodopera sull’economia nel 2020. Per settimane, la maggior parte delle linee della metropolitana di Parigi sono rimaste chiuse o virtualmente inutilizzabili, i treni suburbani sono stati cancellati, e migliaia di francesi hanno visto andare in fumo i piani per le vacanze di dicembre. Infatti, anche i treni regionali e gli inter-city hanno subito cancellazioni. Le aziende si sono lamentate delle perdite di circa il 50%, visto che lo sciopero ha tenuto lontani i clienti specialmente nella fase clou delle feste natalizie.

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