Economia. Mercati positivi dopo distensione Usa – Iran

Economia. Mercati positivi dopo distensione Usa – Iran

K metro 0 – New York, Stati Uniti – I mercati azionari hanno chiuso in positivo la giornata di giovedì, gli indici statunitensi hanno raggiunto livelli record in un momento particolarmente positivo visto l’allentamento delle tensioni con l’Iran, che hanno almeno per il momento scongiurato il rischio di un conflitto. Le azioni hanno risentito soprattutto

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K metro 0 – New York, Stati Uniti – I mercati azionari hanno chiuso in positivo la giornata di giovedì, gli indici statunitensi hanno raggiunto livelli record in un momento particolarmente positivo visto l’allentamento delle tensioni con l’Iran, che hanno almeno per il momento scongiurato il rischio di un conflitto.

Le azioni hanno risentito soprattutto dei commenti del presidente Usa, Donald Trump, e dei funzionari militari iraniani sulla de-esclation in tempi brevi. Un cambiamento di rotta repentino rispetto ai giorni passati, quando i mercati erano stati negativamente influenzati dalla possibilità dello scoppio di una guerra dopo l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani da parte di Washington.L’Arabia Saudita, intanto, ha inviato il vice ministro della Difesa, il principe Khalid bin Salman, Washington per incontrare il genero del presidente Trump e consigliere Jared Kushner alla Casa Bianca. Sarebbero stati discussi i termini per ridurre “le tensioni ed evitare escalation che possano destabilizzare ulteriormente la regione in luce delle provocazioni e le attività di destabilizzazione dell’Iran”. Il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed Al Thani, ha viaggiato fino a Teheran dopo l’uccisione di Soleimani per chiedere anch’egli una de-esclation. Quest’ultima ondata di tensioni ha spinto il prezzo del petrolio greggio fino a 70 dollari al barile ma il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al Mazrouei, ha rassicurato riguardo la carenza dello stesso o riguardo presunti movimenti nella regione. Anche il prezzo dei combustibili liquidi a basso tasso di zolfo è salito negli ultimi mesi, un segno evidente che non ve ne sia abbastanza per far fede alle nuove normative sul mercato globale che hanno effetto a partire da quest’anno, come riportato da AP.

Gli Stati Uniti, inoltre, sono vicini ad un accordo temporaneo per risolvere il conflitto commerciale con la Cina. Pechino giovedì ha confermato che l’ambasciatore scelto viaggerà negli Usa per definire i dettagli della “Fase 1” del patto. A giorni dalla firma, comunque, l’acquisto di semi di soia brasiliani ha alimentato le preoccupazioni riguardo il raddoppio delle importazioni di prodotti agricoli statunitensi per quest’anno. Uno dei pilastri della “Fase 1” infatti è la prospettiva dell’arrivo in Cina di 40 miliardi di dollari di prodotti nel 2020, operazione chiave per risolvere le schermaglie tra le due più grandi potenze economiche l mondo. Pechino giovedì ha assicurato che il vice premier, Liu He, che ha guidato la delegazione cinese nelle negoziazioni con Washington, apporrà la firma sull’accordo la prossima settimana. Il timore è che l’appetito della Cina per i semi di soia americani sarà probabilmente smorzata dall’ultima iniziativa commerciale portata a termine con il Brasile.

Le preoccupazioni riguardanti una recessione stanno pian piano svanendo dopo che lo scorso anno le banche centrali hanno effettuato tagli ai tassi d’interesse e iniettato stimoli nell’economia globale. Francois Villeroy de Galhau della Banca centrale europea è invece intervenuto sul tema inflazione, ricordando come l’obiettivo debba rimanere simmetrico, flessibile e credibile anche per il pubblico e non solo per i mercati finanziari. Queste le sue parole in merito: “Il nostro obiettivo d’inflazione deve essere simmetrico. Se il target è visto come il soffitto abbiamo poche chance di raggiungerlo”. Nell’ultimo decennio, l’Eurozona ha fallito ripetutamente nel raggiungere il target di poco meno del 2% del medio termine, portando la nuova presidente della Bce, Christine Lagarde, a proporre una revisione dello stesso. Villeroy, ha ribadito che vi debba essere una tolleranza per l’inflazione, sia per difetto che per eccesso.

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