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Francia, report. L’Alto Commissario Delevoye si dimette

Francia, report. L’Alto Commissario Delevoye si dimette

K metro 0 – Parigi – Mentre gli scioperi contro la riforma delle pensioni continuano in Francia per il 12esimo giorno consecutivo – con i sindacati infuriati alla possibilità che i lavoratori possano lavorare fino a 64 anni – una delle figure chiave del progetto è già fuori dai giochi: il padre del nuovo sistema

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K metro 0 – Parigi – Mentre gli scioperi contro la riforma delle pensioni continuano in Francia per il 12esimo giorno consecutivo – con i sindacati infuriati alla possibilità che i lavoratori possano lavorare fino a 64 anni – una delle figure chiave del progetto è già fuori dai giochi: il padre del nuovo sistema pensionistico, Jean-Paul Delevoye. Ieri ha lasciato il proprio incarico a seguito di uno scandalo che lo ha riguardato in prima persona. L’annuncio è arrivato in un momento cruciale: una nuova tornata di proteste è programmata per oggi e il governo si sta preparando al faccia a faccia con i sindacati prima dell’avvento delle feste natalizie.

Delevoye, l’Alto Commissario per le pensioni, ha rassegnato le dimissioni ieri con il presidente francese, Emmanuel Macron, che le ha accettate “con riserva”, dopo una settimana particolarmente turbolenta per l’ex senatore, ministro e mediatore nazionale. Gli organi di stampa questa settimana hanno rivelato che Delevoye non avrebbe dichiarato di aver continuato a lavorare altrove dopo essersi unito al governo. Macron, intanto, ha dichiarato al governo di voler continuare con la riforma, che includerà il passaggio dell’età pensionistica dai 62 ai 64 anni e che metterà fine ai privilegi per alcuni lavoratori. L’esecutivo ha intenzione di presentare ufficialmente il decreto a gennaio, quando verrà discusso in parlamento, dove il partito di Macron possiede la maggioranza. Ci sarà comunque ancora spazio per nuove negoziazioni e non è escluso che la bozza possa subire delle modifiche, il primo ministro Edouard Philippe si incontrerà con i leader sindacali nel fine settimana. Intanto, i maggiori sindacati hanno intenzione di continuare gli scioperi anche durante le festività natalizie, nonostante l’appello del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, che lunedì ai microfoni di BFM di interrompere le manifestazioni nel periodo in cui milioni di francesi si muoveranno in massa. Lo stesso Le Maire ha definito la nuova età pensionistica “una soluzione ragionevole”. Nella giornata di ieri, intanto, le autorità francesi hanno registrato una coda record, per quanto riguarda il traffico, di ben 630 km nella regione di Parigi. In funzione vi erano solamente due linee metropolitane mentre le restanti 14 erano chiuse o parzialmente attive.

Per quanto riguarda l’economia, la Total ha annunciato di aver acquisito gli interessi per due license a largo dell’Angola con il progetto di sviluppare un nuovo impianto di produzione come hanno fatto molti dei partner petroliferi della Francia. Possibili guai, invece, per la Fiat Chrysler Automobiles, visto che i pubblici ministeri francesi hanno avviato un’indagine per verificare i risultati dei test sulle emissioni diesel in Francia. I regolatori di settore avrebbero infatti esaminato alcune autovetture del gruppo automonilistico, per confermare il superamento o meno dei limiti di emissione. La notizia arriva a pochi giorni dalla firma del memorandum of understanding tra Fca e Psa che potrebbe arrivare mercoledì, secondo quanto riportano fonti francesi. La maggior parte dei dettagli riguardo la fusione sono noti, nascerà con ogni probabilità il quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di auto vendute. La nuova società sarà paritetica (50% Fca e 50% Psa), la sede sarà in Olanda e sarà quotata a Milano, Parigi e Wall Street. Il gruppo verrà guidato da Carlos Tavares, ad e John Elkann, presidente.

Il testo dell’accordo, sarà presentato oggi al consiglio di sorveglianza di Psa. Lo Stato francese conferma, intanto, da il suo parere favorevole all’operazione. Fonti del ministero dell’Economia sottolineano che, come già dichiarato nelle scorse settimane, “questa operazione ha senso” perché permette “costruire un nuovo campione di statura mondiale per rispondere alle sfide della mobilità sostenibile”.

Invece sul fronte del diritto nella politica estera, è arrivata la decisione circa l’estradizione dell’argentino Mario Sandoval, che è stato fatto tornare a Buenos Aires per affrontare il processo per le accuse di tortura e di sequestro di persona durante la ‘guerra sporca’. Il 66enne, ex agente di polizia, è stato arrestato mercoledì nella sua casa vicino Parigi, dopo che le autorità francesi hanno dato l’ok per la sua estradizione, mettendo fine a una battaglia legale durata 8 anni. L’uomo ha vissuto in Francia dal 1985 e ha ottenuto la cittadinanza francese senza che nessuno scoprisse la sua vera identità. Sandoval è stato rispedito in Argentina sotto scorta attraverso un volo Air France.

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