Il Wto non mangia il panettone. Trump no rappresentati Usa

Il Wto non mangia il panettone. Trump no rappresentati Usa

K metro 0 – Washington – Il Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, l’organismo che dal 1995 dirime le controversie tra stati nelle controversie commerciali, non mangerà il panettone. Donald Trump ne ha dichiarato la paralisi perpetua rifiutandosi di nominare i rappresentati Usa e, decaduti i vecchi “giudici”, ora il Wto è rimasto con un solo

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K metro 0 – Washington – Il Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, l’organismo che dal 1995 dirime le controversie tra stati nelle controversie commerciali, non mangerà il panettone. Donald Trump ne ha dichiarato la paralisi perpetua rifiutandosi di nominare i rappresentati Usa e, decaduti i vecchi “giudici”, ora il Wto è rimasto con un solo amministratore (quello cinese), impossibilitato a operare.

Esulta mister President che twitta definendosi “Donald Tariff Man”. Unanimi le reazioni da est a ovest del mondo: un commercio senza regola significa finire nelle fauci del più grande, abbandonare ogni criterio di accordo equo, sarà una giungla.

Quanto accaduto non era inatteso, perché “First America” resta la stella polare della politica statunitense. L’Unione Europea era corsa ai ripari cercando di mettere in piedi un organismo alternativo che, basandosi sulle adesioni volontarie, riuscisse a raggiungere una dimensione tale da avere un peso globale. Una strada bruscamente interrotta dalle minacce della Casa Bianca che ha ventilato di mettere il veto sul bilancio del Wto decretandone, così, la definitiva chiusura.

Philip Hogan, irlandese, commissario europeo al commercio, ha reagito anche lui via twitter: “E’ un colpo deplorevole e molto serio al sistema commerciale internazionale basato su regole. L’Ue – ha aggiunto – crede fermamente che un OMC, con un efficace sistema di risoluzione delle controversie, sia indispensabile per garantire un commercio aperto ed equo”. Hogan annuncia non meglio precisate “ulteriori proposte per garantire che UE possa continuare a far valere i propri diritti”. Ma appare evidente a tutti che il colpo inferto da Trunp è stato molto duro.

Roberto Azevedo, direttore del Wto, fa sentire la sua voce che suona come un’ode funebre: “L’organizzazione mondiale del commercio è stato un garante indipendente dell’applicazione imparziale delle norme per le economie grandi come per le piccole”. Amen.

Cosa accadrà ora? Innanzitutto, continuerà e si inasprirà la guerra dei dazi con la Cina, la partita sulla rete 5G subirà un’impennata e aumenterà la quota di accordi sottobanco tra le diplomazie. La prossima Brexit – che si profila senza un accordo tra UK ed Europa – avrà effetti più duri a cominciare dall’economia britannica: trattare senza rete di protezione sia con Ue e che con Cina o Usa non sarà una passeggiata.

Negli Stati Uniti il coro di reazioni registra numerose note stonate. Se la linea della Casa Bianca solletica l’orgoglio nazionale, molti esperti di politica globale non nascondono le preoccupazioni che, alla fine la distruzione del Wto possa ritorcesi contro chi l’ha provocata.

Nei 24 anni di controversie commerciali affrontate dai giudici internazionali, il maggiore fruitore e beneficiario delle decisioni, sono state proprio le aziende americane. Lo scontro infinito su tariffe e dazi non giova all’economia di nessuno.

Carla A. Hills era rappresentante commerciale degli Stati Uniti quando fu creato l’OMC (sotto il presidente George H.W. Bush): “Abbiamo ottenuto un successo debilitante”, dichiara con un pizzico di humor nero. Il presidente del Gruppo Eurasia Ian Bremmer è più fiducioso: “Le istituzioni multilaterali resisteranno allo smantellamento”. “Quando gli americani vedranno che altri paesi – come la Germania e il Canada – hanno un accesso preferenziale ai mercati giapponesi, chiederanno un livellamento del campo di gioco”.

Il punto sul quale tutti gli analisti concordano, è che lo smantellamento del Wto non aiuterà la già debole ripresa economica mondiale. I grandi gruppi non investono se il mercato non ha orizzonti certi. E questo vale anche per i colossi a stelle e strisce.

di Andrea Lazzeri

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